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F1 | GP Cina – Analisi valori in campo: sorprende McLaren

A Shanghai la Red Bull domina ancora, mentre la McLaren si impone come seconda forza e batte la Ferrari, deludente per la prima volta quest’anno.

Il recente GP di Cina, come da copione, è stato vinto da Verstappen, capace di dominare in lungo e largo senza mai doversi preoccupare degli avversari. L’olandese ha preceduto al traguardo un ottimo Norris, MVP di giornata, e il compagno di squadra Perez. Subito giù dal podio ci sono le due Ferrari, con Leclerc davanti a Sainz. Qui potete trovare il link per l’ordine di arrivo completo e qui quello per le classifiche aggiornate. Ma quali sono stati i valori in campo in quel di Shanghai? Scopriamolo insieme.

Red Bull

pole position per verstappen al gp di cina 11

Partiamo, com’è prassi, dai vincitori. La solita Red Bull trionfa in scioltezza anche in Cina e conferma di essere in una posizione egemone rispetto agli inseguitori. In un fine settimana difficile, date le tante variabili, come il meteo, il format Sprint, le incognite legate al tracciato, su cui non si correva dal 2019, il team anglo-austriaco evita tutte le insidie e impone la propria supremazia. Il merito di questa “imperturbabilità” è in larga parte da attribuire alla monoposto, che risente minimamente dell’influenza dei cambiamenti esterni. La RB20 è infatti una vettura con una finestra di funzionamento amplissima, allargata ulteriormente con il pacchetto di aggiornamenti introdotto a Suzuka. In quell’occasione Monaghan, capo degli ingegneri che è salito proprio sul podio cinese come rappresentante del costruttore vincente, affermò che lo scopo delle migliorie non era cercare picchi di carico “da prima pagina”, ma mantenerlo costante in ogni condizione.

Ciò ha conferito grande versatilità alla macchina di Milton Keynes, caratteristica fondamentale in weekend complicati come quello appena concluso. Difatti, dall’inizio della stagione, Verstappen e Perez sono stati in grado di estrarre quasi sempre il massimo potenziale della monoposto che hanno tra le mani. La guidabilità, la prevedibilità, la facilità nella messa a punto e nello spingerla al limite sono solo alcuni dei punti forti della vettura dello staff capitanato da Newey e Waché. La RB20 non ha punti deboli e, rispetto alla sua sorella maggiore, è molto forte anche nel lento. Sfortunatamente per le altre compagini, ci sono quindi tutti gli ingredienti per fare sì che gli uomini di Horner continuino a dominare. C’è però chi vuole impedire che ciò accada, con Ferrari e McLaren in prima linea.

McLaren

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Proprio la McLaren è stata la sorpresa del GP di Cina, che è stato il migliore della sua stagione finora. La squadra con sede a Woking, infatti, è stata netta seconda forza a Shanghai, sottraendo con merito questa etichetta alla Rossa. Lando Norris ha sfruttato a pieno le doti della macchina a sua disposizione, chiudendo secondo e impedendo la doppietta alla Red Bull. Nel conseguimento di questo risultato ha svolto un ruolo chiave l’ottimo passo gara della MCL38, secondo solo a quello di Verstappen e inavvicinabile anche per Perez e per Leclerc.

Piastri, invece, dall’altro lato del box, si è dovuto accontentare della P8, giustificata però dai danni che ha riportato al retrotreno dopo il tamponamento a catena avviato da Stroll. Si stima che il diffusore incidentato gli sia costato circa 4 decimi a giro. Perciò, l’australiano, alla prima apparizione sul circuito cinese, ha faticato molto nella seconda metà di gara e non deve stupire il fatto che il suo tempo medio sul giro sia molto lento.

L’unico neo nel weekend per il team a cui fa capo Andrea Stella è comunque la Sprint Race, in cui Norris, partito dalla pole, scivola al settimo posto dopo un lungo alla prima curva e vi rimane fino al traguardo senza mai avere il ritmo per lottare coi piloti davanti. Un’importante nota positiva è però proprio il miglior tempo dell’inglese, più veloce di tutti gli altri di oltre 1 secondo, nell’unica sessione bagnata, ossia l’SQ3. È vero che il #4 è sempre stato molto competitivo in condizioni da gomma intermedia, ma non si deve trascurare il fatto che anche la vettura è stata fondamentale a tale fine.

La MCL38, infatti, genera alti livelli di downforce (in questo senso è l’unica in linea con la RB20) e mette molta energia nelle gomme, riuscendo a scaldarle prima dei rivali. Queste caratteristiche contribuiscono a rendere la monoposto “papaya” velocissima in caso di pioggia.

Guardando al tempo medio del passo gara, si deve porre un freno all’entusiasmo, perché Norris è stato più lento di Verstappen di quasi 9 decimi a giro. Questa statistica non tiene però in considerazione che l’inglese ha effettuato una sosta in meno rispetto all’olandese, che si è fermato al 13° giro e al 23° (sotto Safety Car, quando si è fermato anche il #4) per montare in entrambi i pitstop le hard. Dunque, facendo le dovute correzioni per annullare le differenze di strategia, emerge che, come prestazione pura, la McLaren era più lenta della Red Bull di 45 centesimi a giro, cioè quasi mezzo secondo.

A conti fatti, il divario è ancora innegabilmente ampio e per colmarlo saranno necessari diversi aggiornamenti, i primi dei quali dovrebbero arrivare già alla prossima tappa a Miami. Per gli sviluppi del campionato sarà fondamentale vedere se la compagine di Woking riuscirà a stare con costanza davanti alla Ferrari o se quanto successo in Cina è stato un caso isolato.

Ferrari

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La grande delusione del weekend cinese è senza ombra di dubbio la Ferrari, che per la prima volta quest’anno non sale sul podio e viene battuta anche dalla McLaren, svolgendo il ruolo di terza forza. A Shanghai ci sono stati diversi problemi per il Cavallino: alle difficoltà in qualifica si sono infatti aggiunte le tensioni in pista tra i due piloti, Leclerc e Sainz, e la mancanza di prestazione pura in gara. Andando con ordine, nelle qualifiche del GP di Cina è stato confermato quanto visto a Jeddah e, soprattutto a Suzuka, cioè che la SF-24 fatica ad accendere le gomme e a metterle nella finestra di funzionamento ottimale. A testimonianza di ciò, Leclerc è stato uno dei piloti più lenti nel primo settore.

La causa di questo fenomeno dovrebbe essere la carenza di grip meccanico, con le sospensioni, soprattutto quelle posteriori, che non riescono a mettere abbastanza energia nei pneumatici e a scaldarli a dovere. Tale problema sembra risolvibile solo tramite aggiornamenti e perciò si dovrà aspettare Imola per poter valutare cambiamenti sotto questo aspetto. Bisogna però ricordare che a Shanghai faceva parecchio freddo, che, unito alla ridotta aderenza offerta dall’asfalto, non ha che accentuato questo punto debole della Rossa. In questo senso, a Miami sono previste temperature più calde, che dovrebbero invece aiutare il team di Maranello. Ora come ora, comunque, sembra che le condizioni dell’asfalto influiscano maggiormente sulle prestazioni del Cavallino rispetto alla conformazione del tracciato.

La qualifica non è però stato l’unico aspetto in cui gli uomini di Vasseur non hanno eccelso questo fine settimana, dato che sono stati superati dalla McLaren anche in gara. Difatti, alle due Ferrari è mancata velocità pura durante il GP, in particolar modo nello stint sulle hard. Dai dati sul passo emerge che Leclerc, che ha adottato la stessa strategia di Norris, è stato più lento di Verstappen di circa 1,2 secondi a giro (3 decimi rispetto a Norris), che diventano 7 decimi con le medie dei tempi modificate.

Siccome sul fronte degrado la Rossa si è comportata, come al solito, egregiamente (nel grafico soprastante il degrado medio corrisponde alla pendenza delle rette disegnate. Più una retta è pendente e maggiore è l’usura accusata da un certo team con una certa mescola), il divario è di performance sul giro singolo, ma non solo. Come riporta formu1a.uno, infatti, pare inoltre che le due monoposto progettate dallo staff di Cardile abbiano impiegato complessivamente una ventina di giri (sui 56 totali) per mettere le gomme nella giusta finestra di esercizio, perdendo anche nel momento in cui la temperatura ottimale era stata raggiunta, dato che ormai i pneumatici non erano più freschi e, quindi, non offrivano più il massimo del grip.

L’impressione è che stavolta non si sia sfruttato a pieno il potenziale della vettura, complice un assetto non ottimizzato e troppo conservativo. Si pensa infatti che, per proteggere le gomme, si siano sacrificate eccessivamente le prestazioni, tarpando così le ali alla SF-24, che è stata limitata e “azzoppata” da un setup poco audace. Secondo l’ingegner Mazzola, alla Rossa è mancato anche del carico aerodinamico. Secondo un’altra analisi, la macchina del Cavallino ha sofferto in generale nelle curve lente. Con questa tesi troverebbe conferma la mancanza di agilità e rotazione nel lento che i piloti avevano notato in Bahrain.

A ogni modo, in questo momento sarebbe sciocco allarmarsi. Così come non ci si doveva esaltare dopo gli ottimi risultati nelle prime 4 uscite stagionali, non si deve disperare ora che c’è stata una giornata storta. Le difficoltà capitano a tutti: la Red Bull, per esempio, le ha dovute affrontare in Australia. Come si è già detto, per il futuro della Ferrari sarà molto indicativo il GP di Imola, quando verrà portato in pista il primo corposo pacchetto di aggiornamenti della stagione.

Aston Martin e Mercedes

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A Shanghai anche i due team in lizza per il ruolo di quarta forza hanno avuto dei lampi, benché alla fine siano ancora lontane dalla McLaren e dalla Ferrari. L’Aston Martin si mette in mostra nelle due qualifiche con i due terzi posti di un “sempreverde” Alonso e si conferma molto competitiva sul giro secco. Anche in Cina la AMR24 è stata quarta forza (o almeno, questo è ciò che sembra emergere dalle prestazioni del #14), ma ha sofferto molto il degrado delle gomme sia con le medie che con le dure. Gli aggiornamenti portati a Suzuka sembrano comunque aver dato i loro frutti, dato che in effetti c’è stato un leggero miglioramento nelle prestazioni della vettura.

Un altro lato positivo per la squadra capitanata da Krack è però l’ottima velocità di punta della “verdona”, che, assieme alla buona trazione, ha permesso allo spagnolo di difendersi per diversi giri dagli attacchi di Perez nella gara domenicale e di Sainz nella Sprint Race. Questa supremazia negli allunghi è stata tale che ha spinto i due avversari a inventarsi un sorpasso in un’altra zona del circuito, in particolare in curva 6. Il messicano è riuscito a chiuderlo subito, mentre il ferrarista ha avviato un duello spettacolare, che si è concluso con l’aggiunta di altri 3 punti sulla patente del 2 volte campione del mondo.

Per quanto riguarda la Mercedes, invece, il quadro sembra essere sempre lo stesso. Dopo il buon debutto in Bahrain, la W15 sembra essere sprofondata e aver trovato la sua reale dimensione, che è quella di quinta forza. Fino all’arrivo di aggiornamenti, difficilmente la vettura nata a Brackley riuscirà a cambiare la propria posizione nella scacchiera dello schieramento. Nel GP domenicale Hamilton ha sofferto un fastidioso sottosterzo a causa di un assetto errato, ma, per sua stessa ammissione, con un setup normale probabilmente non sarebbe andato molto più avanti rispetto al compagno di squadra. Dall’altro lato del box, Russell ha disputato una buona gara, massimizzando ancora una volta il potenziale della monoposto.

Questo fine settimana c’è stata comunque anche un’occasione in cui la Stella a Tre Punte ha brillato. La pioggia nella Sprint Qualifying ha rimescolato le carte in tavola, consentendo al #44 di centrare un’insperata prima fila. Il 7 volte campione del mondo è stato poi bravo a mantenere la P2 fino al traguardo nella Sprint Race, grazie a un buon ritmo e alla difesa di Alonso su Sainz, che ha rallentato gli inseguitori. In ogni caso, per la Mercedes non c’è molto altro per cui sorridere: nel 2024 è stata fino a questo punto estremamente deludente.

Il resto della griglia

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  • f1 Zhou Guanyu gp cina lapresse1
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Dopo dei buoni weekend da parte della Racing Bulls, in Cina torna a essere regina del midfield la Haas, sesta forza assoluta. Il team americano riesce a portare a casa un’altra top10, a testimonianza della bontà della VF-24, una vettura buona sia nel ritmo che nella gestione dei pneumatici. Nel risultato finale ci mette molto del suo anche un ispirato Hulkenberg, che attualmente è il miglior pilota del centro gruppo.

Guardando ai “tempi corretti”, emerge a sorpresa che la settima forza è stata l’Alpine, che aveva già dato dei primi segnali di una lieve ripresa al sabato, quando ha ottenuto l’accesso al Q2 con entrambi i piloti per la prima volta quest’anno. La Williams, che sta vivendo un inizio di stagione anonimo e più complicato del previsto, è stata ottava forza. La Sauber è stata nona forza, anche se mancano i dati del passo di Bottas, ritiratosi per un guasto meccanico dopo una ventina di giri. Il finlandese è stato costantemente più veloce del compagno di squadra e partiva 10°, perciò avrebbe potuto lottare per la zona punti e il suo ritmo sarebbe stato probabilmente migliore di quello di Zhou.

Il fanalino di coda è stato la Racing Bulls, che ha dovuto ritirare entrambe le macchine per degli incidenti in cui i suoi piloti erano incolpevoli e, quindi, ha vissuto un weekend tutt’altro che facile. Anche in questo caso c’è però un’incognita, dal momento che Ricciardo era nono prima di essere tamponato da Stroll e aveva tenuto un buon passo fino a quel momento.

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Sì, questo weekend ci siamo divertiti.

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