Peugeot e la CEO Jackson puntano in alto

Peugeot, si va all-in sul WEC con la CEO Jackson

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Dalla CEO di Peugeot Linda Jackson piovono parole di elogio per il Campionato Endurance, ormai secondo solo alla Formula 1.

Il ritorno di Peugeot nel mondo delle corse con il WEC non ha portato i successi sperati come dichiarato anche dalla CEO Linda Jackson a causa di un primo concetto “wing-less” della 9X8, rivisitata per il 90% per la gara di Imola. La nuova vettura del Leone ha messo in mostra sul tracciato italiano nuove linee e soprattutto l’ala posteriore che mancava fino a quel momento.

Ora per la casa francese bisogna ricostruire per mettersi in pari con i rivali, cosa non da poco se consideriamo la grande varietà di costruttori su cui può contare ora il Mondiale Endurance, ma la chiusura del programma non sembra una possibilità nel breve termine.

Un grande impegno da portare avanti

“È una grande presa d’impegno da parte nostra”, ha dichiarato la CEO di Peugeot Linda Jackson riferendosi alla nuova 9X8 portata in pista ad Imola, confermando la volontà del marchio di proseguire nell’Endurance.

“Il WEC offre tante cose”, spiega Jackson. “La prima è che è un campionato globale. A luglio ad esempio correremo a San Paolo e Peugeot in Brasile è ben presente. Sicuramente uno degli interessi più grandi è allargare la notorietà del marchio”.

Non è solo il crescente interesse verso il WEC ad attirare i nuovi costruttori, ma anche un regolamento tecnico che limita le prestazioni aerodinamiche, avvantaggiando anche marchi più piccoli. Così facendo, ogni costruttore ha la possibilità di portare in pista nuovi design da realizzare poi sulle proprie auto stradali.

“Banalmente, se guardiamo all’anteriore della 9X8, è stata la prima Peugeot ad avere la firma ottica con i tre graffi e ora è presente su tutti i nuovi modelli”, commenta la CEO Peugeot.

“Un altro aspetto è il ritorno dell’investimento. Dopo la Formula 1, il WEC è il campionato con il ritorno dell’investimento e il pubblico maggiori. Inoltre sta diventando sempre più importante. I principali costruttori dell’automobile sono qui e ognuno di loro attira i rispettivi tifosi”. Parole della Jackson che confermano le difficoltà di emergere in una griglia sempre più affollata e variegata.

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Il WEC come banco di prova tecnologico

“Oltre alla pubblicità, il WEC ci permette di lavorare su affidabilità e prestazioni. La tecnologia che sviluppiamo potrà sempre essere trasferita sulle nostre auto stradali. Stiamo imparando molto sull’elettrificazione, sulle sospensioni e sull’aerodinamica, sviluppando competenze che ci aiutano in quello che facciamo. È un laboratorio tecnologico”, prosegue Linda Jackson sulle possibilità tecniche che offre il Campionato Endurance.

Le prestazioni e le innovazioni portate nel WEC non si possono considerare utili direttamente sui modelli stradali, ma offrono un know-how importantissimo per i nuovi metodi di lavoro.

“Su queste auto ci si concentra tanto sull’aerodinamica. L’apprendimento non riguarda tanto un’applicazione specifica, ma è la conoscenza generale dell’aerodinamica che ci aiuterà sui modelli stradali. Lo stesso riguarda le sospensioni. Sicuramente la meccanica di una Hypercar deve gestire degli aspetti diversi, motivo per cui non possiamo applicare direttamente la stessa tecnologia alla produzione in serie. Tuttavia ci permette di affinare i metodi con cui progettiamo i modelli per il mercato.

A sostenere le dichiarazioni della CEO di Peugeot Jackson si presenta Jean-Marc Finot, vicepresidente del gruppo Stellantis Motorsport, che ribadisce quanto le nuove tecnologie del Campionato Endurance siano utili per i nuovi modelli stradali.

“La tecnologia non può essere la stessa, perché è sviluppata seguendo le esigenze del motorsport. Un’auto da corsa ha poche parti ma molto costose, mentre il prezzo è un parametro chiave per le macchine stradali. Comunque raccogliamo delle informazioni che in parte sono utili alle auto per la strada”.

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Il contributo dell’ibrido

Le conoscenze di Peugeot sui motori termici sono vastissime, mentre la presenza del sistema ibrido nel WEC ha spinto il marchio francese a lavorare moltissimo per sviluppare un complesso efficace e competitivo rispetto alla griglia.

“Abbiamo una collaborazione con Total-Saft per la realizzazione della batteria, con cui abbiamo sviluppato delle celle ad alte prestazioni, che possono essere ricaricate con potenze elevate in frenata. Questa tecnologia potrà essere sfruttata per le stazioni di ricarica rapida su strada”.

“Noi di Peugeot abbiamo deciso di impegnarci nel motorsport solo con dei powertrain alternativi per sviluppare nuove tecnologie”, prosegue il vicepresidente di Stellantis Motorsport. “Questo è il motivo per cui per la classe Hypercar abbiamo scelto la piattaforma LMH rispetto alla LMDh. Con una LMDh acquisti un ibrido già fatto senza alcuno sviluppo da parte tua, mentre l’unico contributo del costruttore è sul motore a combustione. Noi sappiamo bene come fare un termico, perciò aveva più senso sviluppare in toto la vettura”. 

In casa Peugeot si auspica un miglioramento delle prestazioni con la 9X8 evoluta del 2024, anche se dalle parole delle figure più importanti del marchio, non sembra che lo spettro dell’abbandono del Campionato sia alle porte pur avendo basse prestazioni.

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