Sul giro secco le forze sono state stabilite, confermando la solita Red Bull davanti a Ferrari. Ma che strategie hanno a disposizione i team per il GP di Miami?
La gara Sprint di ieri ha acceso qualche speranza in casa Ferrari grazie a Leclerc che ha braccato, seppur a circa due secondi di distacco, Verstappen per tutti i 19 giri. La gara di oggi sarà lunga e importante da leggere e gestire, ma quali sono le strategie migliori per il GP di Miami secondo Pirelli?
Il caldo, la bassa aderenza e la gamma di pneumatici portata in Florida sono tutti fattori che sembrano direzionare la gara verso una “one-stop”.
L’anno scorso, la gara ha offerto una finestra semplice, ma allo stesso tempo complicata vista l’ampia finestra per il pitstop. Tutti hanno scelto una strategia ad una sosta, ma molte sono state le variazioni: 11 piloti hanno scelto una gara medium-hard, mentre gli altri 9 hanno invertito l’ordine degli penumatici, smarcando il loro pit in vari momenti dei 57 giri totali del Gran Premio.
Max Verstappen, che ha scelto la strategia dura>media per risalire il gruppo dalla nona posizione di partenza, ha svolto 45 giri sulle bianche per rifilare un overcut a Sergio Perez andando a conquistare una vittoria spettacolare in rimonta.
Cosa scegliere questa volta a Miami?
Mentre l’asfalto è ora più ruvido rispetto all’anno precedente, la sua abrasività sembra non essere variata, mantenendo simili le strategie per la gara.

La miglior soluzione sembra una strategia medie>hard, con la finestra del pitstop che si attesta tra i giri 15 e 21. L’undercut non è una soluzione vantaggiosa, scoraggiando i team dall’accorciare i loro stint sulla gomma gialla.
“L’undercut è potente dove c’è un alto degrado, così la nuova gomma offre un importante delta di velocità”, ha dichiarato Simone Berra, capo ingegnere di Pirelli.
“Qui il degrado è basso e le hard ci mettono circa metà giro per entrare nella loro normale finestra di funzionamento, dando il tempo ai rivali di fare il pitstop senza perdere troppo tempo”.
Si potrebbe invece trarre più vantaggio sfruttando le VSC oppure Safety Car, che offrono la possibilità di perdere 8 secondi in meno al pit stop rispetto ai 17 necessari durante la situazione normale di gara.

Anche il piano invertito, cioè hard>medie, sembra essere una soluzione ottima per i team, richiamando i piloti tra il giro 35 e il giro 41.
Strategie alternative per una partenza a razzo
Una soluzione differente la hanno svelata Sargeant e Tsunoda durante la Sprint Race di ieri sera. Entrambi partivano con gomma soft per sfruttare l’alto grip e il basso degrado degli pneumatici, favorendo il giapponese di Racing Bulls che ha risalito il gruppo dalla quindicesima posizione all’ottava per conquistare l’ultimo punto disponibile.
Con questi dati alla mano, la gomma rossa (che qui ha una mescola C4) può coprire un terzo di gara senza soffrire grossi cali di prestazione, indicando una possibile strategia soft>hard con sosta tra l’undicesimo e il diciassettesimo giro.

Da questa scelta potrebbe trarne vantaggio Fernando Alonso in primis, che potrebbe unire la sua abilità in partenza all’alto grip della gomma morbida per lanciarsi subito forte per risalire dalla 15esima piazza.
Per creare tensione nei giri finali si potrebbe scegliere anche una strategia da gomme hard a gomme morbide con il pit stop attorno ai giri 38-44, sfruttando il grande delta di pneumatici rispetto ai rivali e la pista già gommata e con più aderenza.
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