In Florida Verstappen si prende la pole in curva 16, dove guadagna oltre 3 decimi su Leclerc, che però non è lontano.
Nelle qualifiche del GP di Miami di ieri sera Verstappen ha centrato la sua settima pole consecutiva, conquistandone sei su sei gare disputate nel 2024. L’olandese, anche stasera, condividerà la prima fila dello schieramento con Leclerc, più lento di lui di 141 millesimi. La Ferrari è per ora sembrata seconda forza, ma dovrà fare attenzione alla McLaren, in particolare a quella aggiornata di Norris. Il britannico scatterà quinto e cercherà di riscattarsi dopo le sessioni Sprint in cui non è riuscito a brillare.
A questo punto, in vista della gara imminente, può essere utile analizzare la telemetria, che, nonostante non possieda un’elevata precisione, è comunque uno strumento sufficientemente adeguato per capire meglio i valori in campo e trarre le dovute conclusioni. In questo articolo si faranno due confronti, uno, più approfondito, tra Verstappen e Leclerc e uno tenendo in considerazione anche Norris, per poi tirare le somme. Per la numerazione delle curve si segue questo schema.
Confronto Verstappen-Leclerc
Prima di curva 1 Verstappen è 4 km/h più veloce di Leclerc (315 km/h contro 311 km/h). Il monegasco però frena più tardi e porta più velocità in curva senza sacrificare troppo l’uscita. Nessuno dei due riesce a fare in pieno curva 2-3. Tra la 4 e la 5 il ferrarista, nuovamente, tiene una velocità di percorrenza maggiore, perdendo poi alla 6. In curva 7-8 il #16 riesce a mantenere una velocità minima più alta (138 km/h contro 132 km/h) e, ciononostante, a uscire abbastanza forte per il rettilineo che segue.
Alla fine del primo settore Leclerc è in vantaggio di quasi un decimo e mezzo, grazie a un approccio diverso e all’alto carico aerodinamico scelto dalla Ferrari, che potrebbe anche aiutare in gara nel contenimento del degrado. Inoltre, si può dedurre che il caldo e il lavoro svolto ad hoc al simulatore abbiano aiutato l’asso della Rossa nel mettere le gomme nella finestra di esercizio ottimale, in quanto è stato velocissimo nel T1, che nelle tappe precedenti ha sofferto molto indipendentemente dalla sua conformazione.
Nel rettilineo dopo curva 8 Verstappen recupera un po’ di terreno sul rivale. Sebbene alla fine entrambi tocchino come top speed 330 km/h, l’olandese raggiunge quella velocità prima (il suo grafica sta sopra a quello di Leclerc), complici la grande e arcinota efficienza del DRS della RB20 e, forse, una differente erogazione dell’ERS. Anche alla 13 il monegasco frena più tardi e porta più velocità in percorrenza, guadagnando molto rispetto all’olandese. Nella sezione più lenta e tortuosa del cittadino statunitense il #16 si difende bene e rimane grossomodo in linea col #1, che sembra comunque averne di più in questo tratto.
Tra curva 15 e curva 16 il ferrarista ha quasi 3 decimi di vantaggio, ma perde tutto il vantaggio accumulato fino a quel momento alla 16, la stessa curva dove è andato malamente in testacoda nell’unica sessione di prove libere. Infatti, il 3 volte campione del mondo, in curva 16, riesce a minimizzare il sottosterzo, prepara meglio l’uscita di curva (come dimostra il fatto che il suo picco minimo viene prima di quello dell’avversario) e sfrutta l’ottima trazione della sua Red Bull per portarsi in vantaggio. Leclerc, invece, frena tardi, fatica a far girare la macchina a centro curva e poi va tardi sull’acceleratore.
Alla fine del secondo settore il divario tra i due è praticamente nullo, con Verstappen che, essendo uscito meglio, continua però a guadagnare per il resto del rettilineo. Prima della 17 l’alfiere della Ferrari pareggia ancora la top speed dell’olandese (338 km/h), ma ha ormai perso un’eternità alla 16 ed è in svantaggio di 80 millesimi. Per la 17 il monegasco frena nuovamente più tardi, ma sacrifica troppo l’uscita. Sul traguardo il #1 passa in 1:27.241, battendo il #16 di 141 millesimi.

Da questa comparazione, guardando anche i microsettori, si possono trarre diverse conclusioni interessanti. In primis, sembra che la Ferrari abbia trovato un ottimo compromesso con l’assetto, dato che non ha sofferto in nessun tratto in particolare e ha pareggiato le top speed della Red Bull. A Miami è molto difficile trovare il setup ideale, soprattutto per quanto riguarda le sospensioni, dato che si cerca una maggior rigidezza per essere più performanti nelle curve veloci (come quelle del primo settore) e contemporaneamente si vuole avere una vettura più morbida per gestire meglio le curve lente e coi cordoli alti (come quelle del secondo settore). Contrariamente a quanto visto in Cina, l’impressione è che stavolta gli uomini di Vasseur siano riusciti a ottimizzare il pacchetto a loro disposizione con un buon assetto.
In secundis, la SF-24 si conferma la vettura più incisiva in frenata, che è rimasto un punto di forza dalla F1-75 e consente a Leclerc di essere più aggressivo in ingresso curva (come si nota in quasi tutte le staccate nel giro analizzato). Dall’altro lato, la RB20, che, come al solito, è estremamente veloce in ogni sezione del tracciato, è senza dubbio la migliore in fase di trazione e nelle curve lente ed è proprio curva 16 il punto in cui Verstappen ha fatto maggiormente la differenza e si è preso la pole.
A fine sessione l’olandese non è comunque apparso troppo soddisfatto della sua monoposto, segno che forse a Milton Keynes non hanno estratto il massimo potenziale. Il distacco ridotto (e quasi sorprendente) che la squadra di Maranello, ancora senza migliorie, ha accusato dalla Red Bull potrebbe quindi derivare anche da queste difficoltà del team anglo-austriaco, che ne hanno limitato un po’ le prestazioni e hanno compattato il gruppo.
Un altro spunto interessante, già espresso poco fa, è che il caldo ha dato una grande mano alla monoposto del Cavallino, come dimostrano gli ottimi intertempi del primo settore. È però da vedere se tale risultato deriva esclusivamente dalle alte temperature dell’asfalto (sempre intorno ai 50°C) o se hanno influito anche delle scelte di assetto. Si dovrà dunque verificare a Imola, dove, peraltro, sarà introdotto il primo corposo pacchetto di aggiornamenti per la SF-24, se il problema è stato effettivamente risolto o meno.
A ogni modo, nella gara di stasera sarà fondamentale la “gestione del caldo”, dato che le alte temperature del manto stradale fanno scivolare maggiormente le gomme e potrebbero farle surriscaldare. La scelta da parte della Ferrari di utilizzare un livello più alto di carico aerodinamico (con le ali) potrebbe aiutare in questo senso a ridurre il degrado termico dei pneumatici dovuto proprio al fatto che c’è meno aderenza. I dati del passo gara della Sprint Race di ieri saranno comunque da prendere con le pinze in vista di stasera, dal momento che i team potrebbero aver apportato delle correzioni di assetto tra la “garetta” e le qualifiche. Ciò che è certo è che la Rossa tenterà di insidiare Verstappen, da cui non è molto lontana. La gara si prospetta dunque interessante.
Confronto Verstappen-Norris
Come le due rivali, anche la McLaren non sembra soffrire nessuna parte del tracciato in particolare. Anche gli uomini di Stella hanno trovato un buon compromesso con l’assetto, con Norris che è stato abbastanza veloce sia nelle curve veloci, che sono un po’ la specialità della MCL38, sia nei rettilinei e nelle curve lente, che finora sono stati entrambi il punto debole della vettura “papaya”. Al momento pare che gli aggiornamenti abbiano funzionato, dato che ieri, prima dell’SQ3, il #4 sembrava quasi in stato di grazia ed era nettamente più veloce dei suoi avversari.
Quando però ha montato le soft il britannico si è spento di colpo. Il giro che gli è valso la nona casella in griglia per la Sprint Race comprende qualche errore, ma si nota comunque che con i pneumatici a banda rossa la monoposto di Woking è in difficoltà. La scelta di tentare l’azzardo gomma media in Q3 ieri ne è una prova. La situazione era comunque difficile da leggere, con l’asfalto che era poco adesivo e in evoluzione incostante, e la McLaren potrebbe aver pagato la scarsa conoscenza del pacchetto aggiornato, faticando a tenere le gomme nella giusta finestra di utilizzo per tutto il giro e a centrare il picco di grip. Non è un caso che a primeggiare in questa sessione siano stati Verstappen e Leclerc, che guidano le due macchine più prevedibili e guidabili del lotto e hanno grande sensibilità dietro al volante.
Alla fine Norris ha chiuso la qualifica quinto con un tempo 3 decimi e mezzo più lento rispetto a quello di Verstappen, che è un risultato buono se si considera che Miami era sulla carta una pista ostica, ma allo stesso tempo deludente perché è molto al di sotto del potenziale intravisto al venerdì. Oggi l’inglese sarà un osservato speciale, per capire finalmente, dato il ritiro al primo giro nella “garetta”, quanto siano state importanti le novità tecniche portate in Florida.
Al momento sembra comunque che i primi tre team siano abbastanza vicini tra loro. La Red Bull è chiaramente la favorita, mentre la Ferrari dovrebbe essere seconda forza davanti alla McLaren, che è la più grande incognita in vista di stasera e potrebbe sorprendere. Chi la spunterà?
Leggi anche:
Sainz partirà 3° in gara a Miami: “Impossibile fare un giro perfetto”
Pérez ed il rammarico per la pole: “Senza quell’errore…”
Russell: “Volevamo risolvere i problemi ma abbiamo esagerato”
Seguici sui social!
Sei un grande appassionato del Motorsport? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!








