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WRC | Tänak fatica ad entrare in temperatura

Il pilota estone, attualmente terzo in campionato, sta faticando più del previsto a trovare il limite della propria Hyundai I20 N Rally1, auto che conosce perfettamente, avendola già guidata, in precedenza, nel 2022.

Una stagione, fino ad oggi, alquanto criptica quella del campione del mondo 2019. Un mix di prestazioni decisamente anonime alternate a lampi di pura velocità e qualità al volante, degne del miglior Tänak. I momenti migliori di questa prima parte di stagione del biondo pilota Hyundai, sono coincisi, bene o male, tutti, con il nuovo format di gara domenicale, introdotto quest’anno dalla FIA, la Super Sunday.

“La domenica pulisce tutta la ruggine della settimana”.

Con due “vittorie” (Kenya e Portogallo), un secondo posto (Croazia) e due quarti posti (Monte-Carlo e Svezia), Tänak, si conferma uno specialista della “Super Sunday”; una sorta di gara nella gara che assegna punti supplementari ai sette piloti più veloci del loop domenicale, sette punti al primo a scendere, fino al settimo che ne prende solo uno. All’interno della super domenica si disputa anche la classica “Power Stage” che assegna altri punti bonus. La Super Sunday, così come la Power Stage dunque, non sono altro che potenti strumenti di redenzione sportiva per tutti quegli equipaggi incappati in qualche disavventura, nel corso delle tappe dei giorni precedenti.

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Un Tänak poco “Ott” e troppo “Cold”.

L’introverso e taciturno pilota estone è tornato quest’anno a vestire i colori Hyundai, dopo una breve ed infelice parentesi nel 2023 con Ford. Le aspettative sull’equipaggio Tänak – Jarveöja sono state, fin dal Monte-Carlo molto alte. Ci si aspettava, infatti, che l’equipaggio baltico, forte dell’esperienza già acquisita con la Hyundai I20 N Rally1 nel 2022, potesse essere in grado, fin da subito, di lottare per le posizioni di vertice. Aspettative che, almeno nelle prime quattro gare, sono state deluse da Tänak; sono arrivati, infatti, tralasciando i discreti risultati nelle “Super Sundays”, due anonimi quarti posti, al Monte ed in Croazia e due ritiri in Kenya (poi arrivato ottavo) ed in Svezia (41esimo assoluto). Solo nell’ultima uscita, in Portogallo, si sono intravisti sprazzi del miglior Tänak, capace di dare filo da torcere, fino all’ultimo metro di prova speciale, all’intramontabile Ogier.

Tänak

Abiteboul chiede uno sforzo in più.

Il boss della casa coreana, con base in Germania, ad Alzenau, ha recentemente espresso il suo punto di vista sulle prestazioni del suo pilota con la macchina numero 8:

“Sono soddisfatto delle sue prestazioni, visto che stiamo aprendo uno stint di sette rally con un profilo simile, quindi il fatto che non sempre, ma in alcune occasioni, si sia trovato bene con la vettura dimostra che possiamo aspettarci qualcosa di buono da lui nei round successivi. Detto questo, Tänak ci ha dato una chiara indicazione di ciò che vuole cambiare e anche questo è ciò che vogliamo. Dal punto di vista ingegneristico è positivo avere una nuova prospettiva e un nuovo punto di vista su ciò che dobbiamo fare, e cercheremo di farlo il prima possibile. Non si tratta solo di acquisire fiducia, non gli manca la fiducia o l’impegno, ma anche di trovare soluzioni meccaniche che gli permettano di capire meglio come reagirà la vettura”. Cyril Abiteboul

Hyundai ancora leggermente inferiore a Toyota.

L’AD Hyundai ha, inoltre, ammesso che la I20 Rally1 deve, ancora, colmare il gap tecnico con la rivale Toyota Yaris Rally1:

“Dal punto di vista ingegneristico è positivo avere una nuova prospettiva e un nuovo punto di vista su ciò che dobbiamo fare, e cercheremo di farlo il prima possibile. Abbiamo alcune idee, ci sono effettivamente delle limitazioni, ma abbiamo delle idee, e faremo dei test in relazione a questo, e forse per l’introduzione quest’anno. Dobbiamo ancora confermare esattamente i due jolly che vogliamo utilizzare per quest’anno, quindi abbiamo un certo margine di manovra.”

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“L’aspetto interessante è che Thierry è stato in grado di aggirare queste limitazioni e credo che così facendo gli sia costata un po’ di velocità, e il fatto che Ott dica di non poter fare quello che fa Thierry significa che c’è qualcosa che non va nella macchina. Aiutando Ott credo che possa anche aiutare Thierry a fare un passo in più”. Cyril Abiteboul

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