Roma, Fiuggi e gli Altipiani di Arcinazzo adesso hanno pieno diritto di sperare in un Rally Mondiale, magari già a partire dal prossimo 2025. Presentato, intanto, l’itinerario per il 2024 lo scorso 6 giugno; cambia la Power Stage.
Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, in occasione della presentazione ufficiale del prossimo Rally di Sardegna tenutasi a Roma, ha dichiarato il forte desiderio di ACI di avere, in futuro, due eventi italiani nel calendario del Mondiale Rally. Il Rally di Roma Capitale ad oggi, sembra essere il principale candidato italiano ad un ingresso nel WRC. Un indizio social, arrivato in mattinata proprio dai profili ufficiali del Rally capitolino, sembra confermare le indiscrezioni dei giorni scorsi e rafforza ulteriormente le parole pronunciate a riguardo, da Sticchi Damiani. Nell’attesa dell’esito della canditatura nel WRC, Max Rendina e i suoi collaboratori, intanto, rimangono concentrati sull’immediato futuro della corsa. Il 6 giugno 2024, infatti, è stato presentato il nuovo itinerario per la dodicesima edizione del Rally di Roma 2024.
Presentato giovedì 6 giugno l’itinerario dell’edizione 2024 del Rally di Roma Capitale.
– Confermate la “Fiuggi – Altipiani di Arcinazzo” e la lunghissima “Rocca di Cave – Subiaco”. Fuori, invece, la “Affile – Bellegra”, mentre la Power Stage si trasferirà dagli Altipiani Ponzesi a Jenne.

Gli aficionados della classica rallistica laziale possono finalmente gioire. Lo scorso giovedì 6 giugno, infatti, gli organizzatori, hanno diramato, tramite i loro canali ufficiali, l’itinerario del Rally di Roma 2024. L’edizione 2024, inclusa ancora nel calendario Fia ERC, si preannuncia molto emozionante. Un evento imperdibile con partenza da Roma ed oltre 900 km di tracciato nella Regione Lazio. Il Service Park sarà nuovamente allestito a Fiuggi. A Fumone si terrà ancora una volta, la Qualifying Stage. La gara inizierà venerdì 26 luglio, con la consueta Super Speciale serale all’ombra del Colosseo. All’alba del sabato, invece gli equipaggi saranno impegnati in due loop da tre PS, per un totale di 94,56 km di gara, sulle prove di “Alatri” e “Santopadre – Fontana al Liri”, per poi chiudere sulla “Guarcino – Altipiani di Arcinazzo“.
La novità più grossa di questo rally si incontra nel programma domenicale. È stata, infatti, cambiata la location della Power Stage, che non sarà più la classica “Fiuggi – Altipiani di Arcinazzo” la quale però sarà comunque regolarmente della gara, bensì la rientrante prova speciale di “Monastero – Jenne”, latitante dal 2018. Il programma domenicale, infatti prevede altre sei PS divise in due loop da tre ciascuno, per un totale di 189,52 km cronometrati lungo la già citata “Fiuggi – Altipiani di Arcinazzo” e il mostro da 32,30 km della “Rocca di Cave – Subiaco” e la “new entry” “Monastero – Jenne” che chiuderà entrambi i loop, e, al tempo stesso concluderà anche la dodicesima edizione del Rally di Roma 2024.
Tutte le strade portano a Roma
Non è assolutamente da escludere un approdo del Rally di Roma Capitale nel World Rally Championship già a partire dal 2025, anno in cui, nella Capitale, avrà luogo il Giubileo. L’intento di ACI, infatti, sarebbe quello di sfruttare a proprio vantaggio il massiccio e costante arrivo nella capitale di turisti e fedeli religiosi, per aumentare ancora di più l’attrazione ed il coinvolgimento verso la gara rallystica romana, visti già gli ottimi successi riscossi nelle precedenti edizioni del Rally, tutt’ora facente parte del calendario del FIA European Rally Championship, la categoria cadetta del WRC.

Il Rally di Roma è pronto per il grande salto
Il progetto, iniziato nel lontano 2013 dal pilota capitolino Max Rendina, ex campione WRC2, si è finora rivelato vincente e soprattutto economicamente forte, elemento fondamentale per poter resistere all’opprimente ed inutilmente difficile burocrazia italiana. Basti pensare che il Rally di Roma Capitale, dopo il doloroso addio della Formula E a fine 2023, è rimasto l’unico evento motoristico internazionale di rilievo ospitato dalla Città Eterna. Veramente troppo poco per una città così importante. Incluso nel calendario del CIR, sin dall’edizione del ritorno 2013, dal 2017 ha fatto il suo ingresso anche nel FIA European Rally Championship. Nel corso degli anni gli organizzatori della gara hanno dimostrato di voler far crescere questo progetto procedendo per gradi, senza forzature e senza battere ciglio, almeno in pubblico. Si sono rimboccati le maniche di anno in anno, riuscendo sempre a consegnare al agli appassionati eventi decisamente appassionanti.

Fiuggi, il cuore pulsante della competizione
Poiché sviluppare un itinerario di corsa all’interno della sola Città Metropolitana di Roma rappresenta un’impresa impossibile, la gara ha insediato, a partire dal 2014, i propri quartier generali ed il parco assistenza nella bellissima cittadina termale di Fiuggi, 80km ad est della Capitale. A Roma, infatti, si è sempre svolta solamente la cerimonia di apertura accompagnata poi dalla prova speciale spettacolo inaugurale della competizione (dal 2013 al 2019 al Colosseo Quadrato; 2020-2021 alle Terme di Caracalla e dal 2022 al Colosseo) Le prove speciali vere e proprie, invece si svolgono sui veloci asfalti che costeggiano il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini nelle zone attorno a Fiuggi: Subiaco, Rocca di Cave, Altipiani di Arcinazzo, Guarcino, Bellegra, Alatri e Fumone, dove solitamente si svolge lo Shakedown. Dal 2024 rientrerà anche il comune di Jenne, che ospiterà la Power Stage conclusiva dell’evento.

WRC a Roma: non sarebbe la prima volta
Nell’edizione 2020 del Rally di Roma Capitale alcuni team appartenenti al WRC parteciparono alla gara in maniera ufficiosa, ovvero correndo in una classifica a parte, quella delle “Rally Stars”. Al via della corsa si presentarono, infatti, tre auto WRC Plus di cui due Hyundai I20 Coupé WRC, affidate a Dani Sordo e Pierre-Louis Loubet ed una Ford Fiesta WRC, preparata da M-Sport, e portata in gara dalla leggenda dei Rally storici, “Pedro”.

