Un viaggio nella mente di Charles Leclerc nel corso dell’ultimo giro di gara, quello che gli ha portato la prima vittoria a Monaco.
Antony Noghes. Giù il piede fino all’asfalto. DRS aperto. Respiri. Intorno a te è silenzio totale, non senti neanche il rumore della macchina. “Non adesso Charles”. Respiri ancora.
“One more lap” senti alla radio.
Tutti ti stanno guardando, tutti sono concentrati solo su di te. Ma tu, in quel millesimo di secondo, pensi ad una persona sola, che sicuramente ti sta guardando dal cielo. Lo sai che c’è, che ti sta guardando, che ha sempre sognato tutto questo.
Ecco il cartello dei 100. Hai la lacrime agli occhi, ma non è ancora finita.
Saint Devote. Quante volte questa strada! “Non distrarti Charles”. Su in salita fino a Massanet, poi il Casinò. La vita, i ricordi, le delusioni e le gioie scorrono, le lacrime scendono. Ma non è finita. Mirabeau, poi il tornantino: “La mano!”.
Ancora un silenzio assordante. Anche alla radio non parla nessuno. Forse. Sicuramente tu non senti nessuno. Portier, poi piede fino all’asfalto ancora. Un attimo, solo un decimo di secondo per rilassarsi e tirare il fiato “Papà, Arthur siete con me?”
Giureresti di aver sentito un paio di voci rispondere di sì. Continui a piangere, ma bisogna andare avanti.
Ecco il riferimento, piede sul freno. Di colpo brutti ricordi pensando al 2018. Passano subito: sinistra, destra, destra, sinistra. La chicane del porto è andata. Andando verso il Tabaccaio e le Piscine, alzi lo sguardo. Sono tutti lì ad aspettarti, per interrompere quella maledizione. “Sono lì da venerdì solo per me” pensi. Poi l’istinto del pilota: “Non è ancora finita”.
Alle Piscine mandi un bacino al guard rail in uscita, quello che ti ha tradito nel 2021. Breve accelerazione, ecco la Rascasse. Occhio al muro in uscita, con cui hai fatto i conti nel 2019. Passa anche quello. Antony Noghes. Piede fino all’asfalto.
Ora puoi dirlo Charles: “È fatta, ho vinto!”
Le lacrime non possono più aspettare. Hai vinto Charles. A casa tua. “Papà, Arthur, Jules, Antoine, siete con me?”
Stavolta sei più sicuro, le voci rispondono in coro. “È per tutti voi” pensi. Poi senti una voce in radio e torni sulla terra. Di colpo, la tensione si scioglie, realizzi: “Yeeeeessss”.

Il sogno di una vita, di un ragazzo nato proprio tra le famose stradine del Principato. Quel ragazzo è diventato grande. Ha perso? Sì, tante volte. È rimasto deluso? Sì, troppe volte. Ha sbagliato? Sì, e non se lo è mai perdonato. Ma ha cancellato tutto, con una gara eterna, infinita, e che resterà per sempre nel suo cuore.
Chapeau a Charles Leclerc, il predestinato che nella sua terra è diventato uomo.

