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Ferrari e Pirelli in pista al “Paul Ricard” per testare le mescole 2025

Ferrari e Pirelli, di ritorno dalla trasferta monegasca, hanno fatto scalo in Francia, al Paul Ricard di Le Castellet, circa 200 chilometri dal Principato. In programma una sessione di test privati, per dare modo al costruttore milanese di sviluppare al meglio la struttura delle mescole delle coperture 2025.

Pirelli ha a disposizione un totale di 40 giorni di test organizzati insieme alla FIA e alla varie scuderie di F1, grazie a cui può raccogliere dati e sviluppare i propri prototipi direttamente in pista. Dopo i test di Barcellona, svolti sempre con Ferrari nella pre-season, di Jerez e di Suzuka con Kick Sauber e Visa CashApp Racing Bulls, il costruttore italiano si è fermato al Paul Ricard per due giornate di prove, nuovamente con Ferrari.

Un programma di test intensivo

Pirelli deve tassativamente rispettare le scadenze imposte dalla FIA per l’omologazione dei prodotti sviluppati per la stagione successiva. Lo scorso anno, infatti, la deadline impostata della Federazione per la costruzione delle carcasse e dei battistrada per il 2024 era per metà settembre, mentre per le mescole la FIA concesse maggiore flessibilità, concedendo a Pirelli di sforare sino agli inizi di dicembre. Gli uomini del colosso milanese quest’anno si stanno rimboccando le maniche ancora di più, chiamando agli straordinari sia i suoi tecnici ed ingegneri sia i team di F1 ed i loro piloti. Nel corso delle due giornate di test appena trascorse in Francia, infatti, Ferrari e Pirelli hanno percorso insieme 1350Km di test. Il lavoro sulle mescole è stato orientato principalmente verso i compound più morbidi (C3-C4-C5), con l’obiettivo dichiarato di ridurre il surriscaldamento della gomma, una delle maggiori richieste provenienti dai piloti.

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Sainz in pista il primo giorno

Al martedì, Ferrari e Pirelli hanno dedicato il loro programma di ricerca e sviluppo, interamente, alle prove degli pneumatici da asciutto. Considerate le caratteristiche del tracciato del Paul Ricard, la versione utilizzata, principalmente, nel primo giorno è stata la medesima delle ultime edizioni del Gran Premio di Francia 2018- 2022. La scelta di Ferrari per il martedì di test è stata quella di far scendere in pista Sainz. Il Madrileno ha completato 138 giri (di cui 17 su una versione ridotta del tracciato) per un totale di 768 chilometri totali.

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Carlos Sainz J.r. in pista martedì

Un mercoledì allagato

La scelta del tracciato di Le Castellet, infatti, non è stata casuale, dato che esso dispone di un sistema di irrigazione artificiale controllata che permette di aumentare o diminuire la quantità d’acqua sull’asfalto per valutare più caratteristiche degli pneumatici contemporaneamente. il secondo giorno, dunque, si è rivelato fondamentale per testare nuove soluzioni per gli pneumatici da bagnato. Negli ultimi anni i piloti si sono lamentati del fatto che la gomma da bagnato “Full Wet” non garantisse ottime prestazioni in confronto alla mescola intermedia, per cui Pirelli, nonostante lo scarso impiego della specifica da bagnato estremo, ha comunque deciso di proseguirne lo sviluppo.

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Charles Leclerc in pista nel mercoledì di test

In pista, stavolta, è sceso l’eroe dell’ultimo round di F1 nel Principato, Charles Leclerc. Il monegasco, ha girato su una configurazione del tracciato lunga 3,523 chilometri, bagnata artificialmente, completando ben 160 giri per un totale di 585km complessivi. L’obiettivo principale di Pirelli era quello di trovare un prototipo da bagnato estremo che fornisca migliori performance, un surriscaldamento minore e, di conseguenza, un degrado meno marcato.

Il commento di Mario Isola:

“Sono stati due giorni di test molto utili, durante i quali abbiamo potuto portare avanti, con Ferrari non soltanto il programma di sviluppo delle mescole e delle costruzioni per le slick ma, finalmente, provare anche delle soluzioni sulle gomme da bagnato estremo e intermedie che non avevamo potuto testare lo scorso inverno. Organizzare i test sul bagnato, infatti, non è così semplice, perché il costruttore deve organizzare un test apposito su un tracciato su cui è possibile irrigare la pista, oppure sperare nella pioggia.”

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Mario Isola Pirelli Racing Manager

“Anche in quel caso, però, è difficile avere dei confronti diretti dai differenti prototipi, perché alle volte il livello dell’acqua sul tracciato non è costante. Vi sono circuiti che presentano un sistema di irrigazione artificiale, come Fiorano, il quale però ha poche curve ad alta velocità impegnative per gli pneumatici. Il Paul Ricard, non è particolarmente severo sulle gomme. Certo, vanno tenuti presenti tanti fattori che nei test è impossibile riprodurre, come ad esempio le condizioni meteorologiche, perché oggi al Paul Ricard c’era un bel sole. Inoltre, il tracciato non è uno di quelli particolarmente severi per le gomme ma comunque sono stati 1350 chilometri di test molto proficui e ci tengo a ringraziare la Ferrari e i suoi piloti per il supporto che ci hanno dato”. Mario Isola

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