L’ex team principal della Haas, Günther Steiner, si è espresso duramente sul tentativo di Andretti di entrare in Formula 1 come 11º team in griglia.
Günther Steiner è conosciuto, nel mondo della Formula 1, per il suo carattere forte e sopra le righe e il suo modo di comunicare che non le manda di certo a dire.
Il manager altoatesino, che ha lasciato la Haas all’inizio di quest’anno non avendo rinnovato il contratto con la squadra statunitense dopo dei dissapori con il presidente Gene Haas, non ha smesso di interessarsi della massima categoria del motorsport.
Nello specifico, Steiner ha parlato nel podcast The Red Flags, presentato da Brian Muller e Matt Elisofon, dell’interessamento da parte di Andretti per entrare in Formula 1 nel 2026.
Steiner non era favorevole all’ingresso di Andretti già l’anno scorso, quando era ancora alla guida del team Haas, e non ha di certo cambiato idea. Secondo lui, l’errore più grande che Andretti avrebbe fatto nel tentativo di convincere Liberty Media ad accettare il suo ingresso in Formula 1, è stato proprio quello di rendere pubblica una questione che, per Steiner, si sarebbe dovuta tenere privata.

L’altoatesino ha fatto poi riferimento al 2014, quando lui stesso ha partecipato attivamente nelle negoziazioni per far entrare il team di Gene Haas in Formula 1.
L’ingresso di Haas nel 2016
“Non sapete quanto lavoro di preparazione ho fatto prima di ottenere la licenza (per entrare in Formula 1)” ha sottolineato Steiner. Successivamente ha raccontato anche delle innumerevoli chiamate mirate a “spiegare alla gente quale fosse l’idea alla base, senza essere invadente, ma solo spiegando cosa sto facendo e su cosa stiamo lavorando per realizzarla”.
Per concludere, Günther Steiner ha poi evidenziato come l’ingresso del team americano nel 2016 è stato un successo in quanto non si sono deluse le aspettative e tutti sono stati felici. Tutti a partire dalla Ferrari. La scuderia italiana infatti ha dato una grossa mano alla Haas, fornendo al team americano i motori e altre componenti concesse dal regolamento sportivo, dal 2016 e continuando tuttora.


