La marcatissima spaccatura, a livello tecnico, evidenziata ad inizio stagione, tra i team di riferimento e quelli di medio-bassa classifica si sta rimarginando sempre di più. A capitanare la riscossa del “midfield”, su tutti, la Visa CashApp Racing Bulls (per gli amici, RB), ormai vicina alle prestazioni di un’Aston Martin in crisi nera.
La “maledetta forbice” tra il comparto tecnico dei cinque team di riferimento e quello di alcuni team di centro gruppo ha iniziato a ridurre la distanza tra propri vertici a partire dalla gara di Miami. Notevole balzo in avanti della Racing Bulls. Da segnalare, invece, una pericolosa discesa intrapresa da Aston Martin, improvvisamente plafonata nelle prestazioni e rispedita, nelle ultime tre uscite ufficiali, ai margini della zona punti.
Le “5 sorelle” diventano quattro
Nei primi appuntamenti della stagione sembrava abbastanza chiaro, agli occhi di appassionati ed addetti ai lavori, il fatto che la griglia del Mondiale di F1 sembrasse quasi divisa in due grandi blocchi uguali, ma profondamente distinti tra loro. Una sorta di “Cortina di Ferro” in salsa motoristica che vedeva il plotone di vertice delle cosiddette “cinque sorelle“, quindi Red Bull, Ferrari, McLaren, Mercedes e Aston Martin, spartirsi più o meno ad ogni gara le prime dieci posizioni in classifica, mentre a lottare fuori dalla top ten vi era il resto del Mondo, con le altre cinque scuderie restanti. Nelle prime tappe del campionato, infatti, la sensazione di tutti era che per vedere una delle cinque squadre del blocco “midfield” in zona punti servisse un ritiro da parte di uno dei team di vertice.

Con il progredire della stagione, però, un team appartente al blocco delle “cinque sorelle” ha iniziato ad arrancare a causa di prestazioni non all’altezza condite con una vagonata di errori tecnici e strategici. Stiamo parlando di Aston Martin. Il team di Silverstone, ha portato, infatti, un pacchetto di aggiornamenti a Imola, nella speranza di avvicinare ancora di più i super top e soprattutto per attenuare le pressioni dei team inseguitori. Le cose non sono andate come sperato. Le novità tecniche non hanno portato i benefici sperati sul piano competitivo. Entrambi i piloti, Alonso e Stroll, si sono lamentati di una crescente difficoltà nel guidare la vettura. Il team, infatti, ha provato ad aggiungere carico aerodinamico, ma ciò ha compromesso anche la guidabilità della monoposto. Gli ingegneri albionici, al momento, non riescono a venirne a capo, faticando tantissimo ad estrarre quel carico aggiuntivo negli sviluppi della vettura.
Racing Bulls sposa le leggi del Futurismo
“Acquistare colla sovrabbondanza del proprio sangue la terra che manca” scriveva Filippo Tommaso Marinetti nella sua lettera “In quest’anno Futurista”. Spargimenti di sangue a parte, questo è stato il principio universale sul quale RB ha basato il proprio spirito di rivalsa nel Mondiale di F1, dopo un inizio ben al di sotto delle aspettative. Per “acquistare la terra che manca” a Faenza, tecnici ed ingegneri della Racing Bulls, si sono rimboccati le maniche, analizzando, in prima battuta, tutte quelle cose che non hanno funzionato ad inizio stagione, per poi elaborare, in poco tempo, un piano B, comprendente una serie di sviluppi. Già dall’appuntamento di Suzuka, infatti, Racing Bulls ha introdotto degli aggiornamenti volti a rendere ancor più competitiva la vettura nelle zone lente. Aggiornamenti coincisi con il primo punto stagionale della VCARB01, con il nipponico Tsunoda, decimo, sulla pista di casa.

A Miami, è arrivato poi un altro sostanzioso pacchetto volto ad aggiungere carico dal fondo anche nelle zone veloci, aspetto in cui la VCARB01 denotava qualche difficoltà in più. Anche qui a differenza di Aston Martin, gli aggiornamenti portati in pista dal team faentino, si sono rivelati efficaci. Ricciardo ha, infatti, conquistato un brillante quarto posto nella sprint di Miami, al quale ha fatto eco Tsunoda il giorno seguente, settimo al traguardo della gara lunga. Proprio a partire dal sesto round, il giapponese è riuscito a qualificarsi sempre davanti alle Aston Martin. I vertici della RB adesso sono convinti di aver agganciato Aston Martin, ma, guai a cantar vittoria troppo presto. Bisogna ricordare che Aston Martin, oltre al calo nelle performance, ha subito anche una serie di sfortune e banali errori umani, nei weekend in cui Racing Bulls gli è giunta davanti. Di sicuro il percorso è quello giusto

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