George Russell ha vinto il Gran Premio d’Austria. Adesso quella vittoria mancata in Bahrain nel 2020 è solo un ricordo.
George Russell stentava a crederci.
Toto via radio che lo incita, “La puoi vincere“; lui, concentrato, gli risponde “Lasciami guidare!“.
Un momento delicatissimo, in cui il pilota inglese cerca di non perdere la calma e restare concentrato. Adesso c’è troppo in ballo.
Sarebbe stato già un ottimo risultato, a podio per il terzo posto. Una gara come proseguimento del buon lavoro svolto il sabato in qualifica.
Ad un certo punto, però, le carte in tavola iniziano a cambiare.
I due piloti davanti iniziano una bagarre sempre più serrata, sempre più al limite.
Lui li vede da poco più indietro, chissà se ha pensato alla possibilità che il duello li mettesse fuori gioco entrambi.
George Russell continua la sua gara, solido, giro dopo giro.
Max Verstappen e Lando Norris sembrano sempre più indemoniati. Il Britannico è sempre più vicino, cerca più volte il sorpasso sull’amico.
L’Olandese, però, neanche ci fosse bisogno di dirlo, non ci sta. Non ne vuole sapere di essere superato, di perdere. Forse perché sa che, stavolta, vedrebbe Norris scappare via.
Verstappen vs Norris. Non c’è amicizia in pista.
I due si toccano. Foratura per entrambi. Lando è costretto al ritiro, Max arriverà quarto.
Nel tragitto verso i box arriva come un falco Russell, spettatore silenzioso che adesso ringrazia.
“Thank you, guys!“
Insomma, tra i due litiganti il terzo gode, è risaputo.
D’ora in poi, nei pochi giri che restano, Max e Lando non esistono più; sono diventati una parentesi, l’espediente che sta regalando al pilota Mercedes la sua seconda vittoria in carriera.
Adesso George ha un solo obiettivo: arrivare al traguardo senza inghippi, senza errori. La vittoria è ad un passo.

Gli ultimi metri sembrano interminabili.
Poi, eccola.
Bandiera a scacchi.
George Russell vince il Gran Premio d’Austria.
Ora sì che vuole parlare via radio. Urla dalla felicità, sfinito.
Sempre via radio le congratulazioni di Toto.
Seconda vittoria in carriera.
Una vittoria che, però, sarebbe potuta essere in realtà la terza.
Eh sì perché Russell ha ancora un debito. E, lui se lo ricorda benissimo; tanto da avere la lucidità, mentre è ancora in macchina, di ribadire che ora le cose sono a posto. Gli astri si sono allineati.
Adesso gli è stata restituita quella famosa vittoria, che suo malgrado, il team gli ha portato via ben quattro anni prima.
Un tuffo nel passato
Quanto deve aver fatto male quella vittoria beffata in Bahrain nel 2020 lo può sapere solo Russell. Certo è, che possiamo intuirlo dal commento via radio di ieri.
“Me ne dovevate una”. Commento a mente fredda, in mezzo al frastuono della vittoria.
George Russell aveva ius debito con la Dea Bendata, la dea dalla fortuna.
Una dea che sa davvero essere crudele.
Bahrain 2020. Lewis Hamilton, che ha già vinto il settimo titolo, è positivo al covid.
George Russell, in quel momento alla guida della Williams, viene a chiamato a sostituire la Leggenda.
Ecco la sua grande occasione, il suo miglior biglietto da visita per il futuro.
La monoposto non è il massimo della comodità, considerato che lui è parecchio più alto di Lewis.
Questo, però, sembra non avere peso.
In qualifica sbalordisce tutti. C’è già grande aspettativa per la gara dell’indomani.
E, queste aspettative non vengono deluse, tanto da mettere in imbarazzo lo stesso Bottas.
Tutto sembra una sogno, ma si sa; i sogni stanno poco a tramutarsi in incubi.
Pit stop. Mercedes, da sempre autrice di soste perfette, sembra andare in tilt.
Non è la prima volta nel corso della gara che sembrano essersi persi. Forse si sente l’assenza del loro Re, di colui che pretende il massimo e sa come farlo emergere da tutti.
Per errore, vengono montate a Russell le gomme di Bottas.
Quando se ne accorgono, però, è troppo tardi; George è già tornato in pista.
Lo richiamano e le sostituiscono, ma ormai il dado è tratto.
La vittoria è ormai sfumata.

Delusione, incredulità, rabbia, frastuono.
Quel giovane pilota, che stava realizzando un’ impresa, si vede sconfitto dal suo stesso team.
Quattro anni dopo, però, ecco la rivincita.
Certo, non fosse stato per il duello dei due davanti non avrebbe di certo vinto, ma lui era lì.
Ha fatto in modo, con le qualifiche e l’intera gara, di farsi trovare pronto e, ha saputo cogliere al volo l’occasione.
Quattro anni dopo si è ripreso la vittoria che crudelmente gli era stata sottratta, in un modo così impensabile.
Quattro anni dopo George Russell può guardare negli occhi la Dea Bendata e dirle “Ora siamo pari“.
Adesso si è tolto la soddisfazione che covava da quel 2020.
Ora, George Russell, può alzare la coppa al cielo e sorridere. Il debito è stato pagato.
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