image

F1 | GP Austria – Analisi: Red Bull 1° forza, battaglia Verstappen-Norris durissima

In Austria Red Bull è lievemente più veloce di McLaren, ma vince Russell dopo una battaglia al limite e anche oltre tra Verstappen e Norris.

Il GP d’Austria di ieri verrà ricordato un po’ come una “gara pazza“, per via della battaglia per la vittoria tra Verstappen e Norris, poi finita male con un contatto che ha fatto scalare l’olandese alla quinta posizione e che ha costretto l’inglese al ritiro. In questo caso si può dunque usare il proverbio “tra i due litiganti il terzo gode”, dal momento che a vincere la corsa è stato Russell, che peraltro, prima dell’incidente, era proprio terzo. Il #63 ha così conquistato la seconda vittoria in carriera davanti a Piastri e a Sainz. Nonostante il risultato finale, è comunque possibile analizzare i valori in campo al Red Bull Ring. Inoltre, sarà oggetto di studio anche il GP di Verstappen e Norris, esaminandone sia il passo gara che la battaglia nello stint finale.

  • passo ver nor 1
  • passo ver nor rus sai
  • strategie

In primis, la Red Bull è tornata prima forza, ma, a differenza di quanto si pensasse dopo la Sprint Race e dopo le qualifiche, non è stata dominante. Verstappen ha allungato su Norris nel primo stint su gomme medie e col serbatoio pieno, come avvenuto a Imola, prova che la RB20 è la vettura migliore con il massimo carico di carburante. Nel secondo stint i tempi di Verstappen e Norris sono stati altalenanti, ma nella media risultano simili, con Verstappen lievemente più veloce. Il terzo stint inizia poi con una sosta lenta per Verstappen, che ha permesso a Norris di riavvicinarsi e di mettersi in lizza per una vittoria che prima sembrava improbabile. Al rientro in pista Norris è stato molto veloce, recuperando terreno su Verstappen, che però aveva gomma usata, ed entrando nella sua zona DRS in pochi giri.

Dopodiché è iniziata l’aspra battaglia tra i due, in cui, bisogna dirlo, nessuno dei due è stato esattamente, usando un’espressione volgare, uno stinco di santo. La lotta è stata infatti sempre al limite, se non anche oltre, con Norris che ha cercato diverse volte di superare Verstappen alla staccata in curva 3 e in alcune occasioni (giro 59 e giro 63) si è lanciato all’interno tentando delle vere e proprie “divebomb“, che potrebbero aver, legittimamente, infastidito Verstappen. La manovra più scorretta da parte di Norris, che ha “faticato” così tanto anche perché la McLaren non è velocissima nei rettilinei e quindi rende più difficili i sorpassi, è proprio quella compiuta nel corso del 63° giro, quando, avendo ritardato troppo la staccata, arriva lungo e spinge Verstappen ad andare fuori pista (per questo avrebbe anche potuto ricevere una penalità come accaduto già a Hulkenberg nella Sprint Race).

In Austria Red Bull è lievemente più veloce di McLaren, ma vince Russell dopo una battaglia al limite e anche oltre tra Verstappen e Norris.

Dall’altra parte, Verstappen gioca sporco nel momento in cui si sposta in frenata (giro 55 e giro 64), azione vietata dal Regolamento. Proprio al giro 64 avviene il contatto tra i due, causato unicamente dai movimenti in frenata di Verstappen, che è perciò l’unico colpevole per questo singolo episodio. L’incidente tra le due vetture è stato comunque sfortunato, dato che non è la prima volta che un pilota, in un corpo a corpo, si allarga in staccata in quella curva (esempio: Vettel su Hamilton nel 2018) e dato che le altre volte non c’era mai stato il contatto. La differenza sta probabilmente nel comportamento del pilota all’esterno, con Norris che non si accoda e rimane affiancato.

Dopo il contatto, Verstappen compie una manovra disonesta, perché, una volta capito che ha una foratura e non può più far niente per difendere la posizione, spinge deliberatamente Norris, che cercava di superarlo, sull’erba nel rettilineo tra curva 3 e curva 4.

GRU SgEW8AAJQVN

Traendo delle conclusioni, nella battaglia né Verstappen né Norris sono stati totalmente puliti ed esenti da colpe e, analizzando la lotta il giorno dopo e a mente fredda, si può dire che, pur essendo vero che si sono visti sprazzi del vecchio Verstappen, che fa di tutto pur di non cedere la posizione, le sue azioni sono meno gravi di quanto sembri, nel senso che la questione è stata gonfiata e ingigantita oltre il necessario (forse anche per via dell'”antica nomea dell’imputato”, autore in passato di manovre sporche) e la penalità di 10 secondi è stata, tutto sommato, ragionevole (o quasi eccessiva) per quanto accaduto. Inoltre, non è assolutamente giustificato tutto l’odio nei suoi confronti emerso sui social media nelle ultime ore.

Tornando a parlare dei valori in campo, Red Bull è stata prima forza anche sul passo gara, sebbene il distacco sugli inseguitori si sia notevolmente ridotto rispetto alla qualifica. L’impressione è che, quasi paradossalmente, dato che si comporta ottimamente anche col pieno di carburante, la RB20 sia una monoposto che rende meglio nel time attack che nei long run, almeno se si confronta con la McLaren. La McLaren, invece, che è stata seconda forza, ha deluso un po’ in qualifica, accusando un gap enorme, ma si è poi rifatta in gara, dimostrandosi molto competitiva, con la MCL38 che è risultata circa mezzo decimo a giro più lenta della RB20. A questo punto, ci si aspetta che il prosieguo della stagione sia combattuto, con Red Bull e McLaren, Verstappen e Norris (e magari anche Piastri), che si ritroveranno spesso a lottare tra di loro.

In Austria Red Bull è lievemente più veloce di McLaren, ma vince Russell dopo una battaglia al limite e anche oltre tra Verstappen e Norris.

La Mercedes, uscita vincitrice a sorpresa, si è confermata terza forza sul passo, con Russell che non è mai stato impensierito da Sainz e ha sfruttato le difficoltà di Piastri per portarsi a casa il secondo successo in carriera. La W15 sembra ormai definitivamente “guarita” e può ora lottare stabilmente per il podio. Guardando ai distacchi, Russell ha incassato 3 decimi a giro da Verstappen, che non sono pochi, ma sono un buon punto di partenza per le prossime tappe. Ha faticato di più Hamilton, alle prese sin dalle fasi iniziali del GP con dei danni al fondo.

La Ferrari è stata nuovamente quarta forza, con la SF-24 che “si è ammalata” con gli aggiornamenti portati in Spagna e soffre il bouncing, fenomeno fortemente limitante nelle prestazioni. La speranza della Scuderia è che i pezzi nuovi che arriveranno a Silverstone (pare che si tratti di modifiche alle sospensioni) “curino” i problemi della sua vettura e la riportino al vertice a lottare con Red Bull e McLaren, anche se ciò, a essere realisti, è fortemente improbabile. La ricomparsa del saltellamento aerodinamico in una pista come il Red Bull Ring, in cui dovrebbe essere difficile vederlo, è infatti un importante campanello d’allarme che indica chiaramente la gravità della situazione.

Sainz ha chiuso terzo grazie agli screzi tra Verstappen e Norris e ha massimizzato il potenziale della vettura, risultando circa mezzo decimo a giro più lento di Russell. La gara di Leclerc è stata invece compromessa da un contatto alla prima curva, che lo ha relegato nelle retrovie e ha suggellato un weekend difficile e ricco di problemi ed errori.

In Austria Red Bull è lievemente più veloce di McLaren, ma vince Russell dopo una battaglia al limite e anche oltre tra Verstappen e Norris.

Nel midfield regna la Haas, che si è imposta come quinta forza sul ritmo e ha finalizzato in maniera eccellente una buona qualifica. Hulkenberg è riuscito addirittura ad arrivare sesto davanti a Perez e, assieme a Magnussen, ha riportato la compagine americana al settimo posto nella classifica costruttori. Sul risultato ha sicuramente inciso la strategia scelta, secondo la quale si è anticipata la prima sosta per poi montare due set di hard. Ciò ha evitato al #27 e al #20 di rimanere intrappolati in trenini DRS e di poter spingere quasi sempre in aria pulita.

L’Alpine è stata sesta forza e ha mantenuto un ritmo in linea con quello della Racing Bulls. Gasly e Ocon sono però stati rallentati dalla strategia, in quanto, avendo effettuato la prima sosta quasi 10 giri dopo le Haas e Ricciardo, sono finiti nel traffico di monoposto più lente. Col senno di poi, la A524 è quindi sembrata più competitiva della VCARB01. Proprio la Racing Bulls è stata settima forza, dando segnali di ripresa dopo la batosta di Barcellona e conquistando con Ricciardo due punti. L’australiano ha adottato la stessa strategia delle Haas e ne ha beneficiato riuscendo a scavalcare con l’undercut le due Alpine.

In Austria Red Bull è lievemente più veloce di McLaren, ma vince Russell dopo una battaglia al limite e anche oltre tra Verstappen e Norris.

La Williams è stata ottava forza, ma continua ad arrancare nel fondo dello schieramento in una stagione opaca. Come è ormai noto, la FW46 è azzoppata dai chili in eccesso. L’Aston Martin non ha smesso di deludere ed è stata nona forza, dando così seguito al suo periodo buio da cui non sembra capace di uscire. Risulta perciò buffo che il giro più veloce della gara è stato messo a segno da Alonso, che è stato capace di battere Verstappen praticamente a pari condizioni. Infine, la Sauber, l’unica scuderia ancora senza punti in classifica, è stata decima forza.

Leggi anche:

Toto Wolff dopo la gara: “Mi sono vergognato del team radio”

Vasseur riflette: “In qualifica avevamo un decimo di vantaggio su Norris fino a curva 4”

Norris attacca Max: “Mi aspettavo qualcosa in più da lui. E su Silverstone..”

Seguici sui social!

Sei un grande appassionato del Motorsport? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!

Rispondi