Tra gli elementi alla base della fede ferrarista non può mancare la speranza, che spesso va a scontrarsi con la cruda realtà, proprio come accaduto in Austria.
Dopo Imola, quando gli aggiornamenti portati dalla rossa non hanno avuto gli stessi effetti di quelli che McLaren ha fatto esordire a Miami, la speranza era quella che un ultimo piccolo particolare si fosse messo tra la Ferrari ed il passo definitivo per la lotta alla vittoria. Un ultimo passo, che nei circuiti tradizionali europei, con condizioni climatiche non troppo fredde, avrebbe riportato la rossa alla lotta al vertice del campionato (costruttori si intende).
Senza avere tre indizi la prova era già evidente: nella corsa agli sviluppi Ferrari non è stata all’altezza, tanto che rispetto ad inizio stagione McLaren e Mercedes sono davanti alle rosse. Che il valore degli ultimi sviluppi aerodinamici abbia mandato in crisi la SF-24 perché costruita su un telaio non all’altezza? Secondo formu1a.uno a Maranello ci sarebbe già in cantiere il nuovo telaio 2025. Segnale non da poco, se si pensa al fatto che la prossima stagione sarà l’ultima per le vetture ad effetto suolo scese in pista per la prima volta nel 2022.

Insomma, alzata l’asticella la Ferrari non ha retto. Nulla è impossibile, e la McLaren ne è la riprova, ma per arrivare in alto bisogna che le fondamenta diano solide.
L’eterno ritorno ci riporta così alla speranza, alla ricerca di indizi che rendano un po’ meno amaro il presente ferrarista, perché non è possibile convincere Hamilton solo con Serra, vero?

