Ecco la Brembo Preview per il Gran Premio d’Ungheria, ormai tappa fissa con le sue imponenti staccate a Curva 1 che hanno regalato grandi spettacoli negli anni.
Sono quasi 40 edizioni per il Gran Premio d’Ungheria, disputatosi fin dal 1986 sempre all’Hungaroring di Budapest. Da quell’anno non ha mai perso una stagione, nemmeno in epoca COVID in cui moltissimi appuntamenti sono stati cancellati.
La forte staccata di Curva 1 regala spesso e volentieri scenari spettacolari e sorpassi da cinepresa, come lo strike in partenza nel 2021 o il sorpasso all’esterno di Leclerc su Russell la stagione successiva. Detto ciò, andiamo a scoprire cosa ci ha riservato Brembo con la sua preview!
Le caratteristiche della pista
4381 metri per 14 curve, questo è il palcoscenico dell’Hungaroring, pronto ad ospitare il suo 39esimo Gran Premio. Pur non essendo una pista impegnativa dal punto di vista delle staccate (l’indice di difficoltà è di 3 su 5), Curva 1, Curva 2 e Curva 12 non sono da sottovalutare viste le forze in campo in quei punti.
Tra tutte, è proprio la staccata della prima curva a rappresentare lo scoglio più grande per i piloti. Mancare il punto di frenata in partenza non è poi così raro (chiedere a Bottas e Stroll per testimonianze), e le possibilità di fare un pasticcio sono molte visto anche il tratto in discesa che complica tutto ancora di più.
Secondo i dati Brembo per il Gran Premio d’Ungheria, la decelerazione di ben 214 Km/h su 122 metri sottopone i piloti a forze che possono arrivare a picchi di 4,5G massimi, così come la staccata della 12 anche se richiede un rallentamento ben inferiore (quasi 150 Km/h).
I 2,65 secondi di Curva 1 e i 2,51 secondi della 2 mettono in mostra ancora di più la difficoltà del primo settore con le sue frenate in discesa. Curva 12 invece risulta più tranquilla, richiedendo “solo” 1,62s di tempo sui freni. Quello che stupisce invece sono i carichi sul pedale del freno alle frenate della 1 e della 12: entrambi a 160Kg, sviluppando in entrambi i casi una potenza di oltre 2100kW contro i 1987kW di Curva 2.

Quando un podio fa rabbrividire una scuderia intera
Abbiamo visto tantissimi piloti avere punti, podi o vittorie quasi certi verso la fine della gara per poi vederseli trasformare in un ritiro dolorosissimo.
Massa proprio all’Hungaroring ha avuto la dimostrazione che il fato può essere tanto benevolo quanto infame: mancavano tre giri alla fine per vincere il Gran Premio d’Ungheria del 2008 quando il motore della sua Ferrari cedette, costringendolo al ritiro. Il brasiliano però continuerà comunque ad ottenere grandi risultati in F1 anche se quel ritiro peserà come un macigno per i conti del Mondiale poi vinto da Hamilton.
Una sorte ben peggiore arrivò a colpire Damon Hill, che stava cercando di portare la sua Arrows A18 alla vittoria dopo una serie di brutte prestazioni. Il cambio però non era dello stesso avviso, lasciando la vettura bloccata in terza marcia all’ultimo giro, condannando il pilota inglese così al secondo posto, ultimo podio nella storia della Arrows. Da quella gara, Hill salirà sul podio solo un’altra volta, con la vittoria del Gran Premio del Belgio 1998.

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