Una McLaren sempre più completa sta arrivando in pista grazie al lavoro degli ingegneri come dimostrato dagli ultimi aggiornamenti al posteriore.
Per due anni la Red Bull si è dimostrata come la squadra da battere su ogni singolo tracciato grazie alla sua adattabilità fuori da ogni logica. In questa stagione però le carte si sono ribaltate in maniera imprevedibile: McLaren ha recuperato tantissimo terreno ed è ora la vettura più completa mentre la RB20 continua a soffrire.
Dietro alla rimonta strepitosa della scuderia di Woking si cela un lavoro magistrale da parte degli ingegneri. Tutto è partito dal Gran Premio d’Austria 2023, in cui sono arrivati aggiornamenti cruciali per la squadra per sollevare una stagione fino a quel momento disastrosa.
Il quarto posto di Norris ha portato nuova linfa a McLaren che da quel momento non ha smesso di migliorarsi per acciuffare i rivali fino ad arrivare ad oggi, presentando in pista una MCL38 che, almeno tecnicamente, fa paura agli altri top team.
L’ultima ala posteriore per migliorare un quadro già strepitoso
L’ala posteriore a basso carico portata in Belgio da McLaren si avvicina alla versione migliore vista sulla Red Bull e rappresenta la prima soluzione di una serie di ali che vedremo in pista con queste caratteristiche.
La semplice classificazione delle ali in basso, medio o alto carico allo stato attuale hanno senso solo fino ad un certo punto. Le squadre hanno raggiunto un livello di sviluppo tale da poter configurare ogni soluzione in base alle richieste del tracciato, rendendo la definizione dell’ala utile solo nel contesto generale.
L’equilibrio degli elementi del posteriore inoltre è sempre più determinata dal rapporto deportanza/resistenza grazie alla concentrazione dei tecnici sullo sviluppo della beam wing per aiutare la vettura a raggiungere il punto cruciale di stabilità.
La scuderia di Woking ha progettato un’ala posteriore a basso carico in cui la zona di transizione tra il piano principale e il flap mobile del DRS risulta più squadrato per aiutare la velocità di punta.

Di conseguenza anche il flap mobile è stato rivisto per opporre meno resistenza mentre il DRS è aperto. Così facendo, tutto l’ecosistema dell’ala posteriore è in perfetta sintonia per restituire le massime prestazioni possibili.
McLaren ha quindi seguito la filosofia Red Bull che nelle ultime stagioni ha ottimizzato il DRS per avere più controllo della vettura e beneficiare di un’altissima velocità di punta con l’ala spalancata.
Un occhio attento potrebbe anche notare che il tirante posteriore del fondo non si attacca al telaio come fa ad esempio la RB20, ma si aggancia allo scarico del motore.
Questa soluzione potrebbe tornare utile per espandere le dimensioni del diffusore grazie al calore del tubo di scarico, aumentando quindi la superficie utile ai flussi d’aria per bilanciare la deportanza della vettura.

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