Bearman ha raccontato ad High Performance i momenti precedenti al debutto in F1 a Jeddah per sostituire Sainz, tra panico e soddisfazione.
Sono stati attimi di panico per Oliver Bearman quando Fred Vasseur lo ha chiamato per sostituire Carlos Sainz al Gran Premio d’Arabia Saudita in questa stagione.
L’appendicite ha costretto il pilota spagnolo ad un’operazione che lo ha messo fuori gioco per l’appuntamento di Jeddah, lanciando il giovane inglese nel suo debutto in F1 con solo una sessione di libere a disposizione per ambientarsi il più possibile con la SF-24.
Nonostante tutto, la chiamata di Vasseur non ha colto Bearman di sorpresa. “Sapevo che Carlos non si sentiva benissimo, ma ho continuato a concentrarmi sulla Formula 2 e a guardare le prove libere come al solito”, ha detto Bearman a High Performance. “Ho parlato brevemente con il suo allenatore perché era il mio allenatore l’anno scorso, più per prendermi cura di Carlos perché Jeddah è una pista davvero difficile e molto fisica per il corpo”.
Una volta certo dell’operazione di Sainz, Vasseur ha chiamato il manager del pilota inglese, Chris Harfield per comunicare dell’ingaggio di Oliver in Ferrari per il resto del weekend.
“Era il giorno delle qualifiche, ero seduto con Chris e il resto del mio piccolo team personale e ho visto la chiamata sul telefono di Chris da parte di Fred Vasseur“, ha detto Bearman.
“Di solito, durante un weekend di gara, non è una buona notizia quando Fred chiama. Sapevo che non mi avrebbe chiamato per dirmi ‘buona fortuna’ per la gara di F2. Ho visto la faccia di Chris quando ha preso il telefono ed era un’espressione particolare”.

A quel punto, Bearman ha messo assieme tutti i pezzi del puzzle e ha iniziato a percepire l’eccitazione del momento. “Il telefono di Chris non funzionava correttamente, quindi ho chiamato Fred dopo, e lui mi ha dato la notizia. Penso di essere andato un po’ nel panico perché mi stava dicendo di calmarmi e di andare in pista”.
“Penso che lo avesse percepito nella mia voce, poi ho guardato mio padre e ha capito dalle espressioni. Nel paddock eravamo tranquilli perché la notizia non era ancora uscita quindi potevo essere un normale pilota di F2 che andava a pranzo da Ferrari o qualcosa del genere”.
Le sensazioni sul weekend
Dopo una qualifica chiusa all’undicesimo posto mancando di pochissimo la Q3, Bearman si è detto soddisfatto della partenza, riuscendo a tenere la posizione al via nonostante le poche prove fatte.
“Il rilascio della frizione era tra il 20% e il 60%. Al 60% la partenza è lenta e perdi molta velocità, mentre al 20% vai in antistallo e non esci nemmeno dalla piazzola. Quando la vettura è partita con una velocità decente ho tirato un sospiro di sollievo e ho continuato con la gara. La partenza è stato il momento più nervoso onestamente”, ha detto Bearman.
La gara chiusa al settimo posto appena dietro a George Russell e davanti a Lando Norris e Lewis Hamilton ha esaltato il talento del giovane inglese. Il podio di Leclerc però ha fatto si che non fosse completamente soddisfatto della sua gara di debutto.

“Non ho provato molta emozione”, ha detto Bearman. “È un po’ dura. Dopo la gara, avevo appena concluso in P7, ma il mio compagno di squadra era sul podio e sapevo che la macchina era buona per molto di più. Quindi non ero super, super contento”.
“Certo che ero contento di aver terminato la gara senza incidenti, ma sapevo che avrei potuto fare un po’ meglio con una qualifica migliore, eccetera”.
“Ma poi ho visto mio padre e questo mi ha messo in prospettiva. Ho visto l’emozione nei suoi occhi. Questo è stato un viaggio che abbiamo fatto insieme fin dall’inizio. Ricordo i primi giorni in cui ci svegliavamo alle 5, alle 6 del mattino e poi andavamo a Rye House, quei gelidi mesi invernali in cui entravo piangendo perché avevo le mani così fredde. Tutti quei momenti mi tornano in mente”.
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