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F1 | FP2 GP Olanda – Analisi telemetria: Mercedes e McLaren da paura!

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Al termine di queste FP2, abbiamo notato come Mercedes e McLaren siano i due team per ora più versatili, con Red Bull in difficoltà e Ferrari sempre più persa.

In Olanda, al termine delle FP2, abbiamo visto Mercedes e McLaren a fare la voce grossa, chiaro segnale indicativo in ottica della gara di domenica, che dovrebbe svolgersi in condizioni asciutte.

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Lewis Hamilton sulla Mercedes W15 mentre gira sul circuito di Zandvoort

Le frecce d’argento e le vetture papaya hanno occupato le prime 4 posizioni, con George Russell al comando, seguito da Oscar Piastri, Lewis Hamilton e Lando Norris.

Red Bull, solo Max

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Sergio Perez alla guida della Red Bull RB20, durante le FP1 del GP di Olanda

Malino la Red Bull, confermatosi in grandi difficoltà dopo i problemi a livello di sviluppo della monoposto RB20, con un Verstappen che non va oltre il quinto posto, peggio il suo compagno di squadra Sergio Perez, 12esimo.

RB20 che si conferma ancora una volta una vettura sviluppata in maniera inefficiente da Red Bull, il cui obiettivo era quello di sbloccare il picco di carico mancante della monoposto, a discapito di un’efficienza aerodinamica ad oggi mancante, così come una perdita di carico in rotazione e in frenata.

Nonostante ciò, la vettura campione del mondo, ha dimostrato una buona versatilità nei tratti in cui serve rigidezza e reattività sul carico laterale, con un Verstappen niente male sul passo gara, ma che si troverà un weekend molto difficile davanti.

Sottolineiamo il mini upgrade portato dal team di Milton Keynes per quanto concerne la micro-aerodinamica sulla parte centrale della vettura, avendo portato delle piccole modifiche sulla zona dell’halo, così da “pulire” la vorticosità in quella zona, e migliorare il direzionamento dei flussi verso il retrotreno.

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Ecco la zona modificata, con dietro il cofano motore più “snello”, che portano nelle piste ad alto carico. Questo mini aggiornamento permette una separazione ritardata del flusso dalla superficie.

Ferrari, notte fonda…

Incubo per le due Ferrari, con Leclerc che finisce nono le FP2, e Sainz 19esimo, dopo aver abbandonato anzitempo la sessione per un problema alla trasmissione. Manca aderenza e il pilota non ha confidenza, stacca prima, fatica in trazione, fa quasi più fatica sul longitudinale che sul laterale, segno di una gomma che non funziona come dovrebbe.

Alla SF24 ora manca carico e su questa pista è un problema insormontabile. Malissimo, quindi, per le due Ferrari, che però potrebbero essere salvate dalle condizioni dubbie di domani in qualifica, dove la pioggia aiuterebbe chi oggi è andato in difficoltà, per poi provare a resistere la domenica.

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Charles Leclerc sulla SF24 durante le FP2 del GP di Olanda

Da segnalare che il team di Maranello sia stato l’unico ad avere usato un set di gomme medie in FP1, rispetto alla concorrenza con gomma Soft. Ciò nonostante, la rossa di Maranello è scesa in FP2 con un altro set di gomme medie (C2) in pista.

Per quanto riguarda Mercedes, invece, importantissimo evidenziare il nuovo fondo. Già portato nell’weekend di SPA, e bocciato al sabato in qualifica, il nuovo fondo convince i piloti e il team, con un migliore apporto aerodinamico, e una maggiore gestione del surriscaldamento delle mescole.

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Il fondo portato da Mercedes a SPA, e successivamente riutilizzato e promosso a Zandvoort

Aggiornamenti portati pure dalla McLaren, il secondo pacchetto dopo Miami, che prevedono delle modifiche sottili ma importanti riguardo la zona nevralgica del fondo vettura, assieme a una carenatura sospensiva all’anteriore, utile al migliorare la gestione dei flussi verso la parte centrale della vettura, e una nuova beam-wing, volta ad aumentare il carico in quella zona.

Portata pure un’ala posteriore nuova in FP1, ad alto carico, poi mantenuta nelle FP2. E’ una MCL38 che si conferma versatile pure sulle piste a medio-basso carico.

Al termine di queste FP2, abbiamo potuto notare come Mercedes e McLaren siano i due team attualmente più versatili, con una Red Bull in difficoltà e una Ferrari sempre più persa.
Nuovo fondo McLaren, GP Olanda. Crediti: Albert Fabrega

Come si può vedere dalla foto in alto, la MCL38 è stata dotata di un nuovo fondo, rivisitato nella zona dei supporti, e con un’andamento del profilo della floor edge particolare, molto rialzato e gonfio. Questo aggiornamento, aiuta l’estrazione dei flussi d’aria nella parte inferiore della floor edge, così da aumentare la quantità di carico aerodinamico in quella zona, e migliorare l’equilibrio aerodinamico della vettura, cosa in cui la MCL38 eccelle.

Eccoci, però, adesso a confrontare i giri dei primi 3 delle FP2: George Russell, Oscar Piastri e Lewis Hamilton.

L’analisi delle telemetrie delle FP2

Procediamo con l’analisi della telemetria nelle prove FP2. Arriviamo a Curva 1, con le due Mercedes entrambe a pari velocità di punta, 328 km/h, mentre Piastri arriva a una velocità di 322 km/h, segno della migliore efficienza sul dritto della W15, che come abbiamo visto a Spa ha ritrovato prestazione ad alte velocità sul dritto.

Qui abbiamo diverse interpretazioni: Piastri lascia il gas molto presto, addirittura ancor prima di staccare, mentre Hamilton stacca più tardi, portando oltre 20 km/h in più rispetto agli altri due.

La migliore interpretazione viene intrapresa da Russell, che sacrifica l’entrata rispetto al compagno, per favorire una migliore ripresa, accentuando ottime doti di trazione della W15. Il britannico numero 63 si trova davanti a tutti prima del complesso 2-3, nella famosa curva “sopraelevata”.

Qui è Lewis Hamilton a trovarsi maggiormente a suo agio, confermando una migliore stabilità al retrotreno della Mercedes W15, ed è l’unico ad aver percorso la 2 in sesta marcia

. Arriva più veloce all’entrata della 3, con una velocità di 221 km/h, e in percorrenza mantiene linearmente il gap con Russell, mentre all’uscita ha un vantaggio di -0.074s sul compagno di squadra. Oscar Piastri, invece, accusa un ritardo di +0.152s rispetto al più veloce. Il gap rimane linearmente lo stesso fino alla 7.

Al termine di queste FP2, abbiamo potuto notare come Mercedes e McLaren siano i due team attualmente più versatili, con una Red Bull in difficoltà e una Ferrari sempre più persa.

Arriviamo a curva 7, una veloce piega verso destra: qui è George Russell il più veloce, con invece Piastri costretto a parzializzare con il gas, evidenziando come la McLaren soffra molto il sottosterzo in questa sezione, probabilmente causa una scelta di assetto più morbido, per aggredire al meglio i cordoli della pista di Zandvoort.

Lewis Hamilton, invece, accusa un delta di velocità di circa 10 km/h per tutta la 7, essendo pure lui costretto a “giocare” con il gas, addirittura frenando in entrata curva. Hamilton e Russell sono praticamente in linea, mentre Piastri è più distaccato di +0.185s.

Alla 8 e alla 9, tutti e tre sono in linea, cambiano solo i comportamenti con Hamilton che stacca tardi rispetto agli altri, o Russell che riesce a portare maggiore velocità a centro curva, mentre Piastri addirittura si riavvicina in entrata alla 9.

Alla 10, l’australiano porta poca velocità (-10 km/h rispetto ad Hamilton), perdendo circa 1 decimo nei confronti dei due Mercedes. Intanto, alla 10 Hamilton perde il suo vantaggio, con Russell che si distanzia di -0.029s dal compagno di squadra.

Al termine di queste FP2, abbiamo potuto notare come Mercedes e McLaren siano i due team attualmente più versatili, con una Red Bull in difficoltà e una Ferrari sempre più persa.

Alla chicane 11-12, si nota quanto la MCL38 sia morbida nei tratti lenti, andando a limare il gap da 0.254s a 0.144s. Si tratta di una migliore guidabilità rispetto alla W15 nei tratti lenti quella di McLaren, che va forte sul longitudinale, e nei tratti puramente meccanici, dove sono tante le asperità dell’asfalto. Questo si può notare soprattutto all’uscita della 12, con Piastri che riesce ad andare prima sul gas.

Si arriva alla 13: qui Hamilton perde il suo vantaggio, incombendo in sottosterzo (-10 km/h rispetto agli altri due), mentre Piastri recupera il gap anche nei confronti di Russell, uscendo addirittura meglio, ma non basta. Il gap finale da Russell è di +0.061s per Piastri, mentre Hamilton, avendo perso molto nell’ultimo settore, chiude a +0.111s dal compagno di squadra.

Al termine di queste FP2, abbiamo potuto notare come Mercedes e McLaren siano i due team attualmente più versatili, con una Red Bull in difficoltà e una Ferrari sempre più persa.

Da queste FP2 si evincono molto le scelte di assetto opposte di entrambi i team: se McLaren ha optato per un assetto morbido in modo da prevenire il degrado termico in gara, andando a gestire al meglio le asperità e i cordoli della pista olandese, pur sacrificando qualcosa in termini di prestazione ad alte velocità (vedasi a curva 7), lo stesso non si può dire di Mercedes, con la W15 più rigida e reattiva ma che sembra surriscaldare maggiormente le mescole sul passo gara, soprattutto dopo l’ottavo giro su gomma soft (C3).

Di certo si può dire: attualmente McLaren è la migliore macchina del circus, chissà se riusciranno a spuntarla sabato in qualifica e domenica in gara. Quello che sappiamo è che di certo non mancano temi interessanti, in una Formula 1 sempre con più equilibri.

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