Nemmeno il ritorno al fondo usato in Bahrain salva il Gran Premio d’Olanda a Verstappen, che invece perde due decimi al giro su Sergio Perez, complice anche un’ala posteriore troppo carica e un assetto mal calibrato.
Mentre McLaren e Lando Norris dominano il Gran Premio d’Olanda con un passo invidiabile, Verstappen si trova a dover controllare una RB20 sempre più nervosa e difficile da guidare. Riguardando alla gara di Zandvoort dell’anno scorso, sembra che i ruoli tra McLaren e Red Bull si siano invertiti completamente, rendendo ora la lotta ad entrambi i titoli sempre più serrata.
Come se non bastasse, la scuderia di Milton Keynes ha tentato un ritorno alle specifiche del fondo usate in Bahrain per la vettura di Verstappen, fallendo però clamorosamente sul passo gara, perdendo addirittura dal compagno di squadra Sergio Perez.
Oltre a quello, l’assetto troppo carico al posteriore ha reso la RB20 dell’olandese troppo sottosterzante senza inoltre dare “continuità” al fenomeno che colpiva la vettura di Red Bull solo in alcuni momenti. In questo modo Verstappen non poteva trovare una soluzione efficace per attenuare il problema, finendo per soccombere al comportamento inusuale della Red Bull.
La comparazione del passo con Perez
Come confermato sia dai piloti che da Helmut Marko, solo Verstappen è tornato al fondo del Bahrain per permettere agli ingegneri di fare delle prove comparative con Sergio Perez e cercare l’inizio dei problemi della vettura per rientrare nella finestra esatta di sviluppo.
Ora non sappiamo se in casa Red Bull si aspettavano un comportamento così anomalo della RB20 nonostante un pavimento conosciuto con cui la squadra ha dominato la prima gara di stagione, ma è certo che fa impressione vedere Verstappen così in difficoltà nella sua gara di casa.
Guardando i tempi sul giro nel secondo stint, cioè dove Verstappen e Perez hanno usato gomma bianca, si vede come l’olandese soffra parecchio a macchina scarica, andando poi in altalena con i tempi.
Vediamo un picco massimo a 1’15″9 all’ultimo giro per Verstappen mentre il migliore del secondo stint si aggira sul 14″7. Oltre un secondo di differenza tra i due picchi.
Sergio Perez, tralasciando i giri 47 e 58 dove i tempi sono alti a causa di un errore, riesce a tenere la sua RB20 tra il 14 alto e il 15 basso negli ultimi dieci giri, restando su tempi migliori di Max anche per un po’ di giri nella prima fase dello stint.

Il passo invece è a favore di Verstappen quando si va a confrontare il primo stint con gomma gialla, perdendo tempo su Perez in pochissime occasioni.
Red Bull chiamata al riscatto a Monza
Se la partenza del Gran Premio d’Olanda aveva dato qualche speranza a Red Bull, complice l’ennesimo brutto start di McLaren, non ci è voluto molto per vedere Norris sverniciare la RB20 di Max sul rettilineo principale a DRS completamente spalancato. Il pilota inglese ha gestito la gomma nei primi giri per poi mettersi a caccia e recuperare tantissimo tempo su Verstappen in pochi giri, attaccandolo alla prima occasione buona per poi scappare via con un ritmo disarmante.
Ora a Monza si cerca l’all-in per la scuderia di Milton Keynes, trovandosi a correre in un layout più affine, sfruttando il basso carico richiesto dal tracciato per colpire McLaren nel suo punto più debole, sempre se di punto debole si può parlare.
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