Arriviamo all’attesissimo Gran Premio di Monza, dove gli impianti frenanti verranno messi a dura prova durante il weekend come confermato dai dati della Brembo Preview.
È una Monza rinnovata quella su cui il Circus torna a correre per la 74esima volta nella storia! I lavori di ammodernamento del tracciato hanno portato un asfalto completamente nuovo oltre a sottopassaggi e viabilità di un livello di gran lunga superiore per regalare agli appassionati un weekend spettacolare.
Guardando alla pista, la nuova copertura è più scura, aumentando il calore acquisito dal sole, agendo in maniera più accentuata sulle gomme che dovranno sopportare temperature più elevate del solito. Inoltre, la Prima Variante si è allargata per far spazio a due vetture che vogliono percorrere il tratto affiancate, cercando di evitare un Verstappen-Hamilton bis.
Quello che non cambia invece sono i carichi di lavoro estremi per gli impianti frenanti, chiamati a sostenere potenze elevatissime fuori da ogni logica. È proprio qui che Brembo ci viene incontro, offrendoci la classica preview sui segreti delle imponenti staccate di Monza!
Le caratteristiche della pista
Come evidenziato anche dalla nostra analisi tecnica del tracciato, Monza risulta essere una pista a bassissimo carico aerodinamico grazie ai suoi lunghissimi rettilinei, – Serraglio e traguardo su tutti – rendendo ancor più difficile scaricare a terra la coppia frenante nei punti di staccata.
Il Tempio della Velocità si snoda lungo un tracciato di 5793 metri e 11 curve in cui i piloti azionano i freni solo per l’8% del tempo sul giro. Quel poco tempo speso sui freni però è talmente intenso da far classificare il circuito di Monza al livello più alto di difficoltà secondo i tecnici Brembo, 5 su 5.
La metà delle staccate supera di gran lunga i 4G di decelerazione massima e le potenze sviluppate restano oltre i 2500kW.

La staccata più violenta è senza dubbio quella a Curva 1 per entrare alla Variante del Rettifilo. Qui si passa dai 328 Km/h di arrivo a fine rettilineo ai 90 Km/h per percorrere tutta la chicane prima di uscire in shortshifting per avere quanta più trazione possibile.
Si percorre la frenata di 119 metri in 2,52 secondi, sopportando 4,6G di decelerazione massima (tra i valori più alti dell’intero Campionato). I piloti inoltre dovranno caricare il pedale del freno con una pressione pari a 145Kg, sviluppando 2588kW di potenza frenante massima, scaldando i freni fino a temperature a dir poco incandescenti.
Non sono comunque da meno le staccate di Curva 4, prima della Roggia, e quella di Curva 8 prima di entrare alla Ascari. Entrambe hanno valori di forze G elevati, attorno ai 4,5G, mentre i delta di velocità tra iniziale e finale si restringono leggermente su valori comunque vicini ai 200 Km/h di differenza.
Il titanio alla base delle pinze Brembo
Si sa, ogni singolo grammo di peso in più può essere determinante per il tempo sul giro. Proprio per questo le squadre puntano a ridurre al minimo il materiale in eccesso, rendendo la distribuzione del peso il più efficiente possibile per raggiungere il limite minimo.
Brembo non è da meno, progettando pinze lunghe poco più di 30cm ma estremamente complesse per raffreddamento ed efficienza in frenata. Per distanziare le pastiglie dalla pinza, gli ingegneri del produttore italiano hanno adottato delle barrette in titanio, sfruttando le proprietà termiche del materiale e la sua leggerezza unite alla capacità di sopportare valori elevatissimi di coppia frenante.

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