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WRC | Il Belgio e la sua fucina di “perdenti di successo”

Il Belgio è forse una di quelle Nazioni che, nel corso degli anni, ha sfornato rallisti di alto livello e di grande talento ma che alla voce titoli mondiali hanno tutti ancora un mestissimo 0!

Il Belgio, la miglior attrice non protagonista del WRC. Tanti piloti dal piede, talvolta anche molto pesante, hanno fatto la loro comparsa nel Mondiale senza mai, però, riuscire ad incidere particolarmente nelle classifiche generali a fine campionato. Gente come Freddy Loix, Francois Duval, tutti piloti dotati di grande talento ma, allo stesso tempo, accomunati da un inspiegabile alone di inconcludenza e di pochissimo cinismo. Non è esente, per ora, da questa rassegna nemmeno Thierry Neuville, ancora a secco di mondiali nel suo palmares.

Freddy Loix: la (sfortunata) riserva di lusso

Talentuoso pilota belga, fece il suo debutto nel WRC, con una Toyota Celica, preparata da Toyota Team Belgium, nel 1996, disputando solamente tre rally e conquistando i suoi primi punti a Sanremo nella stessa stagione, terminando l’annata all’ottavo posto in classifica generale. L’anno seguente il suo programma nel WRC raddoppiò in termini di rally disputati, ben 6, sempre con Toyota. Riuscì a salire, per la prima volta, sul podio in Portogallo, giungendo addirittura secondo. Nel 1998 passò a guidare la Toyota Corolla WRC, sempre per la divisione belga della squadra giapponese, conquistando altri due podi in quattro gare disputate e giungendo ancora ottavo a fine stagione.

Mitsubishi, non mi stupisci!

Il 1999 sembrò essere l’anno della svolta per Freddy. Il belga, infatti, diventò pilota ufficiale Mitsubishi, affiancando il mattatore assoluto del Mondiale di quell’epoca, Tommy Makinen, alla guida della Carisma GT Evo VI. Il belga, navigato da Sven Smeets, in due anni ha dovuto affrontare grandi difficoltà a causa anche di due brutti incidenti, uno accaduto nel 1999 al Safari Rally, quando i belgi capottarono a oltre 160 km/h e dove Loix riportò due vertebre cervicali incrinate.

L’altro pauroso crash avvenne al Rally di Corsica 2000 dove, a causa di un ritardo nello svolgimento della prova che provocò il raffreddamento degli pneumatici di entrambe le carisma di Loix e Makinen, entrambi i piloti Mitsubishi finirono in un dirupo a pochi passi l’uno dall’altro, per la gioia dell’allora TP del team nipponico, Phil Short costretto a recuperare due rottami nell’arco di duecento metri di costone di roccia.

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Nonostante tutto, Loix riuscì a ottenere quattro quarti posti che gli valsero ancora una volta l’ottavo posto nella generale. Continuò a guidare per Mitsubishi nelle due stagioni successive, senza tuttavia riuscire a ottenere piazzamenti a podio.

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Hyundai e Peugeot: tanta velocità, ma pochi risultati

Nel 2002 venne ingaggiato dalla Hyundai Motorsport e ottenne un solo punto in tutta la stagione con la Accent WRC, con la quale gareggiò anche nel 2003 con risultati analoghi. La sua esperienza nel mondiale rally terminò alla fine della stagione 2004, quando Loix disputò soltanto cinque gare sulla 307 WRC della squadra ufficiale Peugeot, con la quale debuttò nell’ultimo rally del 2003, in Galles, come sostituto di Richard Burns con la 206 WRC.
In totale nel WRC Loix conta 89 gare disputate, 3 podi conquistati e un totale di 34 prove speciali vinte.

Brillante carriera nell’IRC e ritiro

Dal 2007 Loix passò alla competizione FIA Intercontinental Rally Challenge (IRC) con il team Peugeot Sport Belgio, alla guida di una Peugeot 207 S2000, con la quale ottenne il suo miglior risultato nella stagione 2008 con 3 vittorie e piazzandosi secondo nella classifica finale piloti. Nella stagione 2010 passò al team Škoda Motorsport, alla guida di una Škoda Fabia S2000, con la quale ottenne 3 vittorie in altrettante partecipazioni.

Loix, al termine del 2010, risultava il pilota ad aver collezionato il maggior numero di vittorie in un rally IRC, con un totale di sei vittorie, compresa una tripletta nel 2010. Gareggiò in questa serie sino al 2012, classificandosi terzo nel 2009 e quarto sia nel 2010 che nel 2011.

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Dal 2013 partecipò esclusivamente a eventi minori, soprattutto in Belgio, e decise di ritirarsi dall’attività di pilota professionista nel 2016. Ha gareggiato anche come copilota in tre occasioni, distribuite tra il 2013 e il 2017.

Francois Duval: tutto genio e sregolatezza

Uno dei più grandi “What If” nella storia del Mondiale Rally è senza dubbio Francois Duval, pilota velocissimo e pieno di talento. Specialista dell’asfalto, ha, però, centrato il suo unico successo nel WRC sugli sterrati del Rally Australia nel 2005. Pilota Ford dal 2003, non sfigura mai nel confronto diretto con il ben più blasonato compagno di colori, Markko Martin.

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Ascesa e declino

Ottime prestazioni, quelle maturate in Ford nelle stagioni 2003 e 2004 che gli valsero la chiamata di Citroen nel 2005 che gli affidò la seconda Xsara ufficiale, al fianco di Seb Loeb. Tutti lo etichettavano come uno dei principali candidati al titolo. Da qui iniziò purtroppo il declino della carriera del pilota belga.

La troppa pressione mediatica, generatasi attorno alla sua persona lo hanno portato a compiere banali errori nel corso della prima parte di stagione, con ben tre ritiri per incidente nelle prime sei tappe del Mondiale, cosa che portò l’allora manager di Citroen, Guy Frequelin a sostituirlo per due gare con il rientrante, Carlos Sainz. Ritornato al volante della Xsara in Germania, il belga fu protagonista di una seconda parte di stagione in crescendo nella quale ottenne tre secondi posti e la sua prima e unica vittoria in carriera al Rally d’Australia, ultima gara stagionale.

Nonostante un’ottima seconda parte di stagione il belga non venne riconfermato da Citroen, ritrovandosi senza un sedile per la stagione successiva. Nel 2006 il belga corse, dunque, nel mondiale da privato, guidando una Škoda Fabia WRC e ritirandosi spesso per incidente.

Per la stagione 2007 gli venne affidata una Xsara WRC dal team OMV Kronos, in occasione del Rally di Germania, nella quale il belga ottenne un memorabile secondo posto. Nel 2008 infine, Francois Duval disputò alcune gare per Ford Stobart M-Sport ed in due occasioni, il belga sostituì Jari-Matti Latvala nel BP Ford Abu-Dhabi WRT ufficiale, ben figurando sia in Corsica che in Catalogna. La stagione 2008 finì nel peggiore dei modi, con un brutto incidente in Giappone nel quale il suo copilota, Patrick Pivato, si fratturò gamba e bacino e con un anonimo ottavo posto in Galles.

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Ultima apparizione e ritiro

La sua ultima gara nel mondiale è stato il Rally di Germania del 2010, terminato ancora con un ritiro per incidente, su una Ford Focus RS WRC. In carriera Duval è stato protagonista di grandi prestazioni alternate a spettacolari incidenti, riuscendo a vincere una gara e collezionando 14 podi totali. Dal 2011 ha gareggiato in competizioni in Belgio, alternandosi tra vetture moderne e storiche. Cosa avrebbe potuto combinare un pilota del genere se avesse moderato un po’ di più i suoi istinti, questo non lo sapremo mai.

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Thierry Neuville

L’ultimo in ordine cronologico della scuderia belga, è forse il pilota più talentuoso del trio. Stiamo parlando di Thierry Neuville. Il pilota di Sankht Vith, è attualmente uno dei perdenti di maggior successo tra i rallisti belgi. Inutile dilungarsi troppo nelle sua storia poiché essendo ancora in attività ha ancora tempo per sfatare il tabù dell’eterno secondo e data anche la sua attuale favorevole posizione nel campionato WRC in corso riteniamo che sia troppo presto per dare giudizi sommari ad una carriera che rimane comunque da sogno.

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