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Monza: l’emozione del sogno Ferrari

Monza, un luogo dove la razionalità perde valore, dove i sogni possono diventare realtà, dove centinaia di migliaia di tifosi si fondono con una Scuderia, con il circuito che li circonda per dar vita alle emozioni.

Un oceano rosso animato da sorrisi, da abbracci, applausi e urla di gioia, che pulsa vivo come un battito cantando l’inno d’Italia.

Essere Ferrari, due parole semplici ma difficili da spiegare fino in fondo, ma che in pomeriggi come quello di domenica, anche l’ateo più convinto non fatica a comprendere.

Farsi risucchiare del calore italiano della marea rossa è un’esperienza unica, dove tifosi da ogni parte del mondo riescono ad assaporare fino in fondo cos’è la Ferrari, l’unica casa automobilistica nata per poter coltivare il sogno di voler correre e vincere.

Monza, un luogo dove la razionalità perde valore, dove i sogni possono diventare realtà, dove centinaia di migliaia di tifosi si fondono con una Scuderia, con il circuito che li circonda per dar vita alle emozioni.

Domenica, mentre con mio figlio di cinque anni (immaginatevi l’emozione) stavo per immergermi nella marea rossa, ho conosciuto due ragazzi finlandesi vestiti completamente di rosso, era la loro prima volta ad un gp del vivo e letteralmente saltavano dalla gioia, e dopo qualche battuta mi hanno abbracciato. Ecco cos’è e cosa riesce a fare la passione, la Ferrari: persone da tutto il mondo, da culture ed educazioni diverse uniti dalle stesse emozioni.

Perché Monza è un altro mondo, una bolla lontana dalla razionalità, dove l’emozione rossa ti entra nei polmoni, passando dal profumo delle gomme ed entrando fin dentro le vincere sulle note del rombo delle power unit Ferrari. Perché che sia un V10 o un V6 ibrido il DNA poco importa, la sostanza è la stessa, le emozioni sono targate Ferrari.

Una stagione da alti e bassi, anzi, per dirla alla Leclerc da altissimi, una gara da vero Fenomeno qual’è per il monegasco: non serve sottolinearlo, ma nel secondo stint è riuscito in qualcosa che gli avversari hanno forse solo ipotizzato. Bravo Sainz, bravi a Maranello, geniali nella scelta della strategia. Tutto perfetto.

Grazie Ferrari, grazie Charles, grazie Monza.

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