L’incidente alla Parabolica al secondo giro ha interrotto prematuramente le FP1 di Antonelli a Monza, ma cosa potrebbe aver messo a segno il pilota italiano in quel giro se lo avesse concluso?
Sono durate solo 10 minuti le Prove Libere 1 al Gran Premio d’Italia per Andrea Kimi Antonelli, costretto al ritiro dalla sessione per un incidente alla Parabolica.
Il giovane pilota italiano, che dall’anno prossimo sostituirà Lewis Hamilton in Mercedes in pianta stabile, ha cercato fin da subito il limite della vettura, perdendo però il posteriore a centro curva, finendo per impattare sulle barriere all’esterno.
L’accaduto lascia l’amaro in bocca ad Antonelli che avrebbe voluto dimostrare il suo vero valore in quella sessione, ma i dati del suo secondo giro lanciato a nostra disposizione mettono in evidenza una costante ricerca del limite in ogni singola curva.
Antonelli-Hamilton: il paragone delle telemetrie
Per cercare di fare un paragone più equo possibile, abbiamo confrontato i dati del giro dell’incidente di Antonelli con la telemetria completa del miglior giro di Lewis Hamilton.


Inizia il giro e già Antonelli arriva con 3 Km/h in più di velocità alla Variante del Rettifilo, pagando però poi 4 Km/h ad Hamilton in termini di velocità minima.
Simile la dinamica in approccio alla Roggia anche se stavolta a parti invertite: Lewis ha più velocità in entrata alla Variante mentre Kimi trova più slancio in percorrenza.
Arriviamo alle Lesmo ed è da qui che iniziano ad uscire i primi dati senza senso per un rookie. Lesmo 1 riprende lo stesso accaduto al Rettifilo, mentre a Lesmo 2 arriva con 3 Km/h in meno in entrata, percorrendo però la curva ben 10 Km/h più veloce del sette volte Campione del Mondo.
Ancora non è finita, manca la Ascari ed è qui che Antonelli lascia tutti senza parole – probabilmente anche Toto Wolff. Al suo secondo giro lanciato, entra con una velocità simile a quella di Hamilton, ma il confronto tra le minime è impressionante: Lewis riesce a portare la sua W15 a 176 Km/h, mentre Antonelli tira fuori una magia che lo porta a percorrere la curva a 190 Km/h, ben 14 Km/h in più!
Arriva poi il momento del disastro per Kimi. Il pilota italiano prova a forzare un’entrata da paura alla Alboreto, arrivando con una massima di 3 Km/h più alta di quella di Lewis, ma la perdita d’aderenza al posteriore lo porta a chiudere il giro impattando sulle barriere.
Non solo velocità, ogni millimetro di pista fa la differenza
A fare la differenza per il giro di Antonelli non è stata la sola ricerca ossessiva del limite nei soli termini di velocità, ma anche l’uso della pista fino al suo ultimo millimetro prima di arrivare in ghiaia o sull’erba.
L’onboard del giro crash del pilota italiano mette in evidenza come cerchi di sfruttare tutto il tracciato prima di entrare in una curva, portando così più velocità come diretta conseguenza.
Più e più volte Antonelli ha sfiorato l’erba a bordo pista, senza però mai toccarla con le ruote per non rovinare il giro. Paradossalmente, la ricerca del limite fisico è sempre andata nel migliore dei modi, ma ciò che ha interrotto la sessione del giovane talento di Mercedes è stato proprio l’asfalto e una velocità eccessiva in entrata alla Parabolica.

Resta comunque una prestazione da incorniciare per il pilota italiano, che al debutto ha messo a segno il record di sessione nel microsettore della Ascari.
Non si possono fare troppe supposizioni, ma senza l’incidente alla Parabolica è probabile che il giro di Antonelli sarebbe bastato per mettersi davanti ad Hamilton – e forse qualcosa in più – già dopo soli 10 minuti su una F1 in condizioni di un reale weekend di gara.
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