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Brembo Preview F1 – GP di Baku: adios Europa!

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Chiuso il capitolo europeo, la F1 è pronta ad approdare in giro per il mondo per il resto di stagione. Il prossimo Gran Premio sarà a Baku, e come di consueto Brembo ci offre la sua analisi sulle staccate del tracciato cittadino azero.

Dopo il Gran Premio d’Italia la parentesi europea della stagione 2024 di F1 è definitivamente giunta al termine. D’ora in poi il Circus si sposterà in giro per il mondo per portare lo spettacolo in quasi tutti i continenti fino alla fine dell’anno.

Il Gran Premio d’Azerbaijan aprirà le danze per il capitolo più mondiale della stagione, ritardato di svariati mesi rispetto alla classica programmazione della gara di Baku per permettere viaggi migliori alla logistica dei team.

La gara azera è in calendario fin dal 2017 sotto il nome di GP d’Azerbaijan, dopo il debutto nel 2016 come GP d’Europa. Il tracciato ricavato dalle strade della Città Vecchia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 2000, ha dato spettacolo negli ultimi anni, regalando momenti indimenticabili come il caos gomme del 2021 e la ripartenza sbagliata di Lewis Hamilton che ha poi pesato tantissimo nella classifica di quello stesso anno.

La pista, da basso-medio carico, presenta il rettilineo più lungo di tutto il calendario e imponenti staccate per percorrere le curve a 90 gradi caratteristiche del primo settore. Parlando di staccate, cosa ci avranno riservato i tecnici Brembo con la loro analisi del tracciato di Baku?

Le caratteristiche della pista

6003 metri per 20 curve su una pista in cui l’acceleratore resta a tavoletta per gran parte del giro e in cui il carico aerodinamico non sembra giocare un ruolo cruciale: Baku si presenta così per mettere alla prova la tenuta di bouncing delle vetture a fondo rettilineo principale.

Nonostante tutto, il tracciato azero presenta varie insidie per i freni, soprattutto al primo settore caratterizzato da curve a gomito. Si spende mediamente il 19% del tempo sul giro sul pedale del freno, classificando così la pista con un grado di difficoltà pari a 4 su 5.

Sono tre le curve che metteranno sotto dura prova i freni delle vetture: Curva 1, Curva 3 e Curva 15, tutti punti in cui si arriva con velocità elevatissime dopo lunghi tratti a tavoletta.

Identikit Brembo per il Gran Premio di Baku
Identikit Brembo per il Gran Premio di Baku

Senza ombra di dubbio la più ostica sarà proprio la staccata di Curva 1, preceduta dal rettilineo principale lungo oltre due chilometri. Si arriverà al punto di frenata a quasi 330 Km/h, trovandosi a rallentare la vettura fino a 127 Km/h in 110 metri e 2,06 secondi di tempo.

Le forze G in campo saranno elevatissime, così come nelle altre due zone imponenti di staccata. Si toccheranno punte di 4,7G di decelerazione massima, il tutto caricando il pedale del freno con una pressione oltre i 150 Kg e sviluppando più di 2500 kW alla prima staccata.

A Curva 3 e Curva 15 i valori di potenza sono leggermente ridotti – 2492 kW per la 3 e 2346 per la 15 – mentre i delta di velocità supereranno i 200 Km/h in tutti i casi.

L’Azerbaijan, paese petrolifero

A 100 Km da Baku, che ricordiamo essere la capitale più bassa del mondo con i suoi 28 metri sotto il livello del mare, sorge il giacimento di petrolio Azeri-Chirag-Deepwater Gunashli, il più grande del paese.

Tutte le risorse estratte dal complesso petrolifero ACG del Mar Caspio viene poi inviato a Naftalan, dove viene impiegato per cliniche, spa e centri estetici.

Il petrolio come risorsa benefica? Esattamente. Il greggio estratto in territorio azero è ricco di sterani, caratterizzati da proprietà curative oltre al loro impiego negli steroidi.

Una volta distillato il petrolio, tra i materiali residui troviamo la pece, materiale su cui si basano i dischi freno in carbonio delle vetture di F1. Non potendo contare su diamanti e grafite per ragione di costi, per produrre questi componenti si va affidamento di filamenti di rayon, materiale ricavato dalla cellulosa, PAN e pece, portando il peso attorno ai 75-80 grammi per disco.

dischi freno f1

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