Un secondo posto che sa di occasione persa. Quel che fino a qualche gara fa sarebbe apparso come oro colato, dopo l'introduzione degli aggiornamenti di Monza, lascia oggi un po' di amaro in bocca.

Ferrari, a Baku un secondo posto troppo stretto

Un secondo posto che sa di occasione persa. Quel che fino a qualche gara fa sarebbe apparso come oro colato, dopo l’introduzione degli aggiornamenti di Monza, lascia oggi un po’ di amaro in bocca.

Quando finalmente tutto sembrava portare ad una gara in discesa per Leclerc, la maledizione del gran premio azero ha saputo trovate ancora tra le proprie curve il pilota monegasco. 

Non male un secondo posto dietro la vettura migliore del campionato ( ed il primo posto di McLaren nel costruttori è lì a riprova della loro superiorità), ma si poteva far di più, il vantaggio costruito con le medie andava amministrato in maniera diversa. Lo stesso Leclerc avrebbe dovuto comportarsi diversamente in occasione del sorpasso di Piastri, magari difendendo la posizione come fatto poi con Perez. Il monegasco si è tenuto in tasca un colpo di classe che avrebbe potuto almeno provare per terminare senza rimorsi il gran premio di Baku.

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“Partita finisce quando arbitro fischia”, disse Boskov, e lo stesso vale nel motorsport, fino alla bandiera a scacchi tutto è possibile. La chicca stavolta ce la regalano Sainz e Perez, due avvoltoi sulla preda Leclerc, tanto miopi da sembrare polli. Un incidente di gara che spalanca il mondiale costruttori alla McLaren e lascia quasi invariata la situazione nella classifica piloti, con Leclerc che non riesce ad avvicinarsi più di tanto a Norris. 

Certo, Ferrari e McLaren erano molto vicine, ed il fatto non può che sottolineare il buon lavoro fatto a Maranello (almeno per certi circuiti), ma replicare la vittoria di Monza era possibile.

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