Toto Wolff commenta il momento di crisi di Red Bull, che ha perso delle figure importanti. E sul mondiale costruttori…
Nelle ultime settimane, abbiamo assistito ad una Red Bull in difficoltà. Le prestazioni di Max Verstappen viste sul circuito di Baku confermano questo trend negativo, così come la notizia di poche ore fa riguardante le livree speciali. Un calo di prestazioni molto particolare e che ha stupito tutto il circus della Formula 1, che da qualche anno si era ormai abituato al dominio della scuderia austriaca. E, soprattutto, gli avversari hanno provato ad approfittare di questa situazione, come la Mercedes guidata da Toto Wolff.
Alla celebre testata austriaca oe24, Wolff si è soffermato sulle prestazioni di Red Bull, spiegando: “Il loro calo è incredibile. Ma quando perdi persone di valore è impossibile che non ci siano delle conseguenze”.
Negli ultimi mesi infatti, Red Bull ha perso alcune personalità fondamentali. Tra queste spicca sicuramente Adrian Newey, che da poco annunciato il passaggio in Aston Martin, ma anche il direttore sportivo Jonathan Wheatley, diretto in Audi.

Approfittando del calo della scuderia di Milton Keynes, che ha dovuto rivedere il progetto e gli aggiornamenti da apportare, Mercedes ha cercato di riguadagnare terreno. Dopo un inizio di stagione altalenante, le frecce d’argento sembravano aver ritrovato il feeling giusto con la monoposto, viste le tre vittorie conquistate e la doppietta, poi sfumata, del Belgio. Tuttavia, dopo questi successi il team sembra essersi nuovamente perso, tra aggiornamenti poco efficaci ed avversari sempre più affamati.
Ma Wolff preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno, spiegando i pro dell’arrivare quarti nel mondiale costruttori.
“Siamo quarti in classifica Costruttori e difficilmente arriveremo terzi. Questo potrà aiutarci a livello di ore di sviluppo in galleria del vento per il 2026. Prima, però, c’è il 2025 e dobbiamo chiudere bene questo campionato anche perché la vettura 2025 sarà fortemente ‘figlia’ della W15”.
Per Toto Wolff e la Mercedes c’è sicuramente ancora molto lavoro da svolgere per poter tornare a competere. Ma c’è anche molta determinazione.

