Un’altra icona lascia il paddock. Daniel Ricciardo dice addio alla Formula Uno e, noi vogliamo ringraziare così il nostro Honey Badger.
Daniel Ricciardo lascia la Formula Uno.
Un altro dei grandi se ne va. Un altro di quelli della vecchia scuola lascia il paddock e, questa volta per sempre.
Daniel Ricciardo è uno di quei piloti che, a prescindere dal tifo, è sempre piaciuto a tutti.
Sempre gentile, sempre spiritoso e sorridente. Il suo sorriso, poi, è diventato un po’ il suo marchio di fabbrica.
Un sorriso, però, che negli ultimi tempi abbiamo visto sparire e, da una persona sempre solare come lui, fa ancora più male da vedere.
Un sorriso che al termine del GP di Singapore abbiamo visto sostituire con degli occhi lucidi. Lì il cuore di tutti gli appassionati di Formula Uno si sono spezzati.
Formula Uno, uno sport tanto emozionante e meraviglioso, quanto crudele e letale.
E, oggi, si è mostrato nuovamente spietato con un pilastro, ormai, degli ultimi anni.

Da tempo, oramai, Daniel Ricciardo non era più il Daniel a cui eravamo abituati. Che avesse perso un po’ lo smacco? Questo non lo sappiamo e, forse, nemmeno, lo crediamo.
Diciamo che, da quando ha deciso di lasciare Red Bull, sembra che la fortuna lo abbia un po’ abbandonato. Quasi una “punizione” per aver tenuto testa a Super Max Verstappen.
Eh sì, perché Daniel aveva intuito l’aria che iniziava a tirare a Milton Keynes; aveva capito che la squadra avrebbe puntato tutto sull’astro nascente di un giovane pilota olandese.
E, lui, con il cuore e l’orgoglio da vero pilota, non avrebbe accettato di diventare il secondo; di ridursi a scudiero del compagno di squadra.
Ricciardo è anche stato l’unico a tenere testa a Max e, quando ha capito che il team sarebbe stato “maxcentrico”, ha sorpreso tutti lasciando Red Bull per approdare in Renault.
Come si sa, però, la vita è imprevedibile. Infatti sembra come che dall’addio allo storico team, la sua fortuna abbia cambiato rotta.
Certo, c’è stato anche del buono; come la storica vittoria a Monza con McLaren, ma già si iniziava a percepire che qualcosa era cambiato.

Negli ultimi anni il sorriso di Honey Badger è rimasto sempre scolpito sul suo viso, ma è andato piano piano a rimpicciolirsi, fino a lasciare posto alle lacrime la scorsa domenica.
Tuttavia quello che è stato è stato ormai. E, come ha ribadito l’amico Max, può vantare una carriera ricca di soddisfazioni.
257 Gran Premi disputati.
8 Gran Premi vinti.
32 podi.
1329 punti ottenuti.
3 pole position.
17 giri veloci.
Questi sono i numeri sul palmares di Daniel Ricciardo.
Tuttavia, non possiamo descrivere una pilota solo attraverso di essi; c’è molto, molto di più.
Passione, amore per le corse, adrenalina, quella giusta dose di pazzia per citarne alcune.
Quando un pilota saluta la Formula 1 non lascia solo numeri dietro di sé; lascia la sua anima, tutto quello che ha dato negli anni; i ricordi, un segno.
Daniel ha sempre avuto carisma da vendere; quell’atteggiamento “leggero” che ha conquistato il pubblico. Un pubblico che non era pronto a dirgli addio.
Non così per lo meno; se vogliamo gli è stato fatto un ultimo torto domenica quando le voci alleggiavano già nell’aria, pesanti come macigni, ma non c’era l’ufficialità. Senza ufficialità non ha potuto godere del saluto che meritava, per lo meno dai colleghi; niente donuts a fine gara per Daniel Avocado e, questo ha fatto male.
Come ha fatto male vederlo in lacrime nel post gara, consapevole ormai che sarebbe stata la sua ultima intervista.
The last dance. A Singapore ha fatto il suo canto del cigno, facendo un ultimo regalo all’amico Max.
Grazie, Big Smile
Caro Daniel, non ti ringrazieremo mai abbastanza per aver contribuito a rendere così bella la Formula Uno.
Senza di te il paddock non sarà più lo stesso, lo hanno detto anche i tuoi colleghi nei numerosi post a te dedicati.
Dal canto nostro possiamo solo ringraziarti per il pilota e la persona che hai portato in pista in questi lunghi anni.
I tuoi sorpassi, i tuoi stacchi. Per non parlare del tuo modo singolare di festeggiare sul podio; la famosa “shoey“, che hai fatto provare anche ad altri piloti non troppo convinti.
Ti vogliamo ringraziare per la tua risata contagiosa, che è sempre riuscita a riportare il buon umore.
Semplicemente grazie per essere stato Daniel Ricciardo al naturale.
Ma non finisce qui.
Noi, in qualità di tifosi, di appassionati vogliamo chiederti scusa.
Non che tutto questo dipenda da noi, ma i tifosi si affezionano ai piloti e, è inevitabile non dispiacersi in queste circostanze.
Noi ti chiediamo scusa perché mai avremmo voluto che sperimentassi il lato crudele di questo sport.
Caro Honey Badger, tu sai meglio di noi come funziona; le dinamiche.
La Formula Uno è come un grande circo; ti dà tanto, ma può toglierti anche tanto, a volte purtroppo tutto.

È da sempre uno sport spietato; alla fine siete i venti migliori piloti al mondo che hanno tutti lo stesso obiettivo. Con gli anni, poi, le rivalità e le pressioni sono aumentate, ma alla fine, sarà sempre solo uno ad essere campione.
E gli altri? Gli altri hanno semplicemente perso, ma poi c’è da fare i conti con le prestazioni, vedere se si è stati sufficientemente veloci, se le aspettative sono state soddisfatte o meno.
Un giorno sei in griglia e, l’altro no.
Per questo è spietato come sport, ma né voi piloti né noi tifosi potremmo farne mai a meno.
Una volta Graham Hill disse: “La Formula 1 è come tenere un uovo in equilibrio su un cucchiaino mentre si affrontano delle rapide su una canoa“.
Questo anche perché è una turbinio di emozioni; è come andare sulle montagne russe.
Ora la tua corsa è finita, caro Daniel, ma puoi essere orgoglioso di quanto hai costruito e del segno che hai lasciato.
Ci mancherai, certamente, ma speriamo di rivedere il grande sorriso che ti ha sempre contraddistinto.
Grazie per essere stato te stesso sempre.
Enjoy the butterflies!
Enchanté, Daniel Ricciardo.
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