Lunedì 30 settembre sarà deciso il futuro di Viry-Châtillon, storica sede di produzione dei motori Renault di Formula 1.
La sede della Renault che sorge a Viry-Châtillon, a 21 chilometri a sud di Parigi, è una delle più conosciute nel mondo dei motori.
Dal 1969, data di fondazione, la sede di Viry-Châtillon ha segnato la storia dei motori della casa francese Renault, tra evoluzione e successi.
La lunga storia di Viry-Châtillon
Renault fu la prima, ad esempio, a portare in Formula 1 i motori turbo nel 1977 e a vincere con essi ma non solo.
Oltre ai due titoli mondiali ottenuti come scuderia, nel 2005 e 2006 con Fernando Alonso e Giancarlo Fisichella, la Renault come motorista ha vinto tantissimo.
I motori realizzati a Viry-Châtillon hanno conquistato , nella storia, ben 11 titoli mondiali costruttori, il che rende il costruttore francese secondo solo alla Ferrari, con 16 titoli costruttori ottenuti.
Anche i titoli piloti sono numerosi, ben 12, ottenuti da piloti del calibro di Schumacher, Vettel, Prost e Alonso.
Nell’ultimo periodo, soprattutto con l’avvento dei motori ibridi, la Renault ha però faticato a ottenere buoni risultati.
Costi elevati e scarsi risultati: spunta l’ipotesi power unit Mercedes
Per questo motivo, nelle settimane passate si è iniziato a parlare insistentemente di un possibile passaggio di Alpine ai motori Mercedes dal 2026.
Così facendo, la scuderia francese abbandonerebbe di fatto il ruolo di costruttore, in una politica di contenimento dei costi.
Infatti, senza dover progettare e costruire in casa la propria power unit, una scuderia di Formula 1 andrebbe a risparmiare diversi milioni di euro acquistando direttamente il propulsore da un altro competitor.
Viry avvisa Renault: “le conseguenze di un abbandono sarebbero tante”
I lavoratori di Viry-Châtillon, sentendosi minacciati dall’idea portata avanti dal CEO Luca de Meo, hanno iniziato a farsi sentire.
I sindacati hanno infatti avvertito che la chiusura di Viry avrà conseguenze molto più importanti di quelle puramente economiche.
In una recente dichiarazione, essi hanno affermato che “le conseguenze di questo abbandono sarebbero numerose, tra cui la perdita dell’attrattiva del sito di Viry-Châtillon, la fuga di talenti, ma anche la scomparsa dell’influenza globale e della nostra eredita francese“.
Il clima è teso e il 20 settembre c’è stato un nuovo incontro tra i sindacati e De Meo che però non ha portato a grandi sviluppi.
Il comunicato dei sindacati di Viry-Châtillon
In tale incontro sono state presentate dalla delegazione della sede di Viry-Châtillon delle proposte riguardo la possibilità di competere nel 2026, quando cambieranno i regolamenti relativi alle power unit, come “un team Alpine spinto dal nostro motore Alpine.”
I punti fondamentali della proposta sono tre e riguardano la competitività della power unit 2026, l’impegno nell’ottenere importanti risultati sportivi e lasciare la possibilità alla governance del team francese di passare ad un altro costruttore solo dopo aver testato sul campo la validità della vettura 2026.
Difficoltà nell’adattate un’altra power unit al telaio Alpine nel 2026
Uno dei problemi che il comitato aziendale di Viry-Châtillon ha tenuto a sottolineare per rafforzare la tesi di continuare a costruire in casa la propria power unit anche nel 2026 è quello dato proprio dal nuovo regolamento tecnico.
Secondo loro infatti, la nuova normativa “favorirà l’interazione del motore con il telaio, accentuando ulteriormente le differenze nelle opzioni tecniche tra i produttori.”
Inoltre, “anche l’impatto della ‘Gestione dell’Energia termica’ sarà significativa nel 2026.”
Questo, per loro, “dovrebbe essere considerato come un importante asse di sviluppo, aggiungendo che questo regolamento richiederà una convergenza molto maggiore con il telaio, nonché una necessità di indipendenza tecnologica” hanno così concluso.
La questione non è facile e i rapporti tra la parte amministrativa della scuderia francese e il gruppo di Viry-Châtillon sono molto tesi.
La decisione verrà presa lunedì 30 ma non è escluso che tutta questa situazione continuerà ad avere delle novità e colpi di scena nelle prossime settimane.
Staremo a vedere cosa accadrà, ma il futuro di Viry-Châtillon sembra essere appeso a un filo.






