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WEC | Ferrari 550 Maranello: il Santo Graal delle corse

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Nella lunga attesa in vista dell’appuntamento conclusivo della stagione, vi raccontiamo una storia. Una fiaba quasi tutta italiana su una delle vetture da corsa più belle mai realizzate, la Ferrari 550 Maranello…

Il WEC continua il suo ritiro spirituale in vista della 8 Ore del Bahrain e l’azione in pista viaggia su una nave fantasma. Però, sfruttando questa piccola carestia, siamo riusciti a trovare il tempo per cercare di dare la giusta attenzione ad un’auto da competizione che ha segnato pagine indelebili nel mondo delle corse GT.

Andando per gradi, bisogna fare un salto all’indietro fino al 1996. Proprio in quell’anno, tra le mura di casa Ferrari, nasceva uno dei progetti più all’avanguardia dell’epoca… la Ferrari 550 Maranello!

Ferrari e le competizioni GT hanno sempre avuto un legame indissolubili. Grazie ai potenti e affidabili motori italiani che hanno conquistato il cuore di appassionati e addetti ai lavori. Tuttavia, negli anni ’90 a Maranello si è scelto di focalizzarsi sul mondo delle monoposto e dei prototipi, relegando le corse GT in secondo piano. A causa di questa discutibile scelta strategica, Ferrari non ha mai dato la giusta attenzione alle potenzialità della 550 Maranello.

Nonostante la mancanza di interesse ufficiale da parte di Ferrari, molti continuarono a gareggiare con vetture Ferrari, spesso modificate dal reparto vendite aftermarket o da specialisti esterni come Michelotto.

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L’ingresso nel mondo delle corse…

Fu il team privato Red Racing a intravedere il potenziale della 550, commissionando a Italtechnica la costruzione di un’auto per competere nella classe GT1 di Le Mans. Nonostante le difficoltà iniziali, la 550 Maranello attirava ancora l’attenzione, e Italtechnica costruì una seconda auto.

Tra i clienti di Italtechnica c’era Frederic Dor, pilota svizzero con una solida carriera rallistica negli anni ’90. Non soddisfatto, Dor si rivolse agli specialisti inglesi di Prodrive, famosi per la gestione del team Subaru WRC. Dopo un’attenta valutazione, Prodrive concluse che l’unico modo per rendere la Ferrari 550 competitiva era ripartire da zero. Bisognava mettere da parte il modello esistente costruendone uno completamente nuovo, una decisione che si sarebbe rivelata costosa ma cruciale per il futuro successo della vettura.

Prodrive iniziò a lavorare direttamente sulle vetture stradali, riducendole al minimo e mantenendo solo il telaio a traliccio. Il motore V12 venne portato a 6.0 litri in grado di erogare 600 CV, associato a un cambio sequenziale a sei marce prodotto dalla XTrac. La carrozzeria mantenne le linee originali con aggiunte aerodinamiche come splitter anteriore, alettone posteriore e parafanghi allargati per ospitare pneumatici più grandi. L’utilizzo di pannelli in fibra di carbonio ridusse il peso dell’auto di 550 kg, consentendole di raggiungere il peso minimo regolamentare di 1100 kg.

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La prima vettura fu pronta per il test alla 24 Ore di Spa del 2001, ma non fu considerata competitiva per partecipare alla gara. Tuttavia, due mesi dopo debuttò alla FIA GT Series all’A1-Ring, dove Rydell e Peter Kox conquistarono la pole position e vinsero la gara all’eosrdio. Questo successo iniziale stimolò la costruzione di una seconda vettura e, nei successivi due anni, furono prodotti dodici esemplari.

Il successo della Ferrari 550 GT1 culminò in quarantanove vittorie complessive, tra cui trionfi di classe a Le Mans e alla Petit Le Mans nel 2003 e una vittoria assoluta alla 24 Ore di Spa nel 2004. Questo enorme successo non passò inosservato alla Ferrari, che commissionò la costruzione di una versione GT1 della 575M Maranello, la 575 GTC. Nonostante il sostegno ufficiale di Ferrari, la 575 GTC non riuscì a replicare il successo della 550, con risultati deludenti.

La Ferrari 550 Maranello si conferma dunque come una delle più grandi auto da corsa dell’era moderna, nonché l’ultima Ferrari con motore V12 a vincere Le Mans.

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