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WRC | Il Post-Rally – Europa Centrale: Tänak breaka Neuville

Ott Tänak vince il CER e rimanda l’atto finale di questa stagione al Giappone. Neuville, invece, perde per strada il primo match-point.

Tutto rimandato al Giappone. Al Rally dell’Europa Central è Ott Tänak a prendersi la scena, vincendo e riavvicinandosi un po’ a Thierry Neuville che getta alle ortiche il primo match-point della stagione. L’atto finale, dunque, è ancora tutto da scrivere anche se un primo responso c’è già: in qualsiasi modo finisca questa stagione, il campionato piloti se lo aggiudicherà Hyundai.

Ne parliamo nel Post-Rally!

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Dice Wikipedia (cito un sito a caso): breakare nel tennis significa vincere un game sul servizio dell’avversario. E il game del CER lo ha vinto Ott Tänak, nonostante al servizio fosse Thierry Neuville, annullando il match-point del belga e portandosi a casa il set che rimanda tutto al prossimo Rally del Giappone.

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Il buon Neuville, che questa volta aveva veramente il coltello dalla parte del manico (o se preferite continuare con il tennis, il servizio), non è riuscito a capitalizzare la prima occasione per portarsi a casa il titolo iridato. Dopo un gran venerdì in testa, Thierry ha spento la luce nella SS11 (guarda caso, il suo numero di gara), andando prima in testacoda e poi lungo andando a finire in un fossato nel tentativo di rientrare in strada. Un errore che gli è costato più di 30 secondi, la leadership del rally e la possibilità di chiudere i giochi prima dell’ultima gara dell’anno.

Fare due punti in più di Tänak era alla portata, e invece Neuville si è dovuto accontentare di limitare i danni. Un vero peccato perché per lui è forse il primo grosso errore dopo quello della Croazia di inizio anno. Errore che è arrivato nel momento meno opportuno e che giocoforza fa apparire di nuovo a Thierry gli spettri di un mondiale già suo che rischia di non prendere più la via del Belgio. La velocità c’era, ma dal fattaccio in poi non ha più dato la sensazione di voler spingere.

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Chi invece ha tirato fuori la cazzimma è stato proprio Tänak. L’estone esce dal CER con una vittoria (preziosissima anche ai fini della classifica qualora lui e Thierry dovessero finire a pari punti in Giappone) e 4 punti in meno nei confronti del leader del campionato. Il tutto condito con una grande prova che su asfalto non si vedeva da tempo e una gran bella lotta (fino a che è durata) con Sébastien Ogier. Ha breakato Neuville e si è ritagliato la possibilità di giocarsi un titolo che, dopo le prime gare dell’anno, sembrava pura utopia.

Veramente bello ritrovare un Tänak così “cazzuto” e veloce, così come brutto è stato invece l’epilogo di Ogier. Terzo ritiro di fila per il francese che dopo l’annuncio di voler lottare per il campionato, non ha inanellato altro che ritiri e incidenti che hanno pregiudicato e non poco il suo finale di stagione, le sue ambizioni e quelle di Toyota nel costruttori. Dopo 2/3 di stagione stellari, dove da Part-Time ha fatto comunque il cannibale, l’asso di Gap a partire dalla Grecia ha fatto sempre cilecca.

Stupisce ancora di più l’errore arrivato sull’asfalto, per di più su un asfalto insidioso come può esserlo quello del Monte-Carlo, delle sue strade di casa. Realisticamente, avrebbe avuto chance per titolo? Difficile, ma sì. Si può dire che questo suo finale di stagione è stato una delusione? Assolutamente.

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Ora lui ed Elfyn Evans, 2° alla fine della domenica dopo essere stato in zona podio tutto il weekend, sono matematicamente fuori dalla lotta per il mondiale. L’ultimo titolo vinto da un pilota non-Toyota risale al 2018, con Ogier allora campione con M-Sport. Si chiude un ciclo (anche se per il 2025, probabilmente, si riaprirà quello di Kalle) e con esso la consapevolezza che non tutti, nemmeno la Yaris, sono infallibili.

Non resta molto di cui discutere, se non la sfortuna di Adrien Fourmaux, che rompe il differenziale e finisce per campi, il botto di Andreas Mikkelsen del venerdì che rischia di mettere in pericolo il titolo costruttori per Hyundai e il prosieguo in Rally1 per lui (urge cominciare a pensare a un piano B, leggasi Škoda Fabia), e l’altrettanto sfortunata uscita di strada di Sami Pajari che stava facendo veramente un weekend solido alla prima su asfalto in Rally1, mettendo anche un po’ di paura agli avversari del WRC-2 che dovranno vedersela con lui (anche a distanza) sulle strade del Giappone.

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E Takamoto Katsuta? Dopo il riposo forzato del Cile, Taka-san è forse tornato più sereno ed ha fatto una prestazione non male, prendendosi il lusso di vincere la Power Stage e mandare un segnale forte e chiaro per il Giappone. Ha fatto il suo e l’ha fatto bene, in linea con questo ci si aspetterebbe da un secondo pilota Full-Time Toyota. Ora testa alla gara di casa perché potrebbe riservare delle sorprese interessanti.

Ultima nota per Grégoire Munster e Jourdan Serderidis. Il primo non ha fatto errori e ha capitalizzato su quelli altrui portandosi a casa punti che male non fanno, il secondo ha fatto come sempre la comparsa.

WRC-2

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Il CER non ha portato bene per chi parla francese. Se Neuville ha dovuto rimandare la festa al Giappone, Yohan Rossel si è bruciato la possibilità di poterla organizzare. Sì, perché il francese, se avesse vinto, avrebbe potuto portare la lotta in Giappone e vedersela a distanza con Pajari, ed invece è sembrato far di tutto per non vincere. Dopo una foratura arrivata evitando un ribaltamento, è arrivata la rottura di una sospensione che nel sabato mattina ha chiuso definitivamente i giochi per il transalpino che ci sta provando ormai da due anni.

Fa male, soprattutto dopo una stagione dove ha fatto vedere veramente qualcosa di importante anche sullo sterrato. Ha vinto l’altra Citroën di Nikolay Gryazin, imprendibile per tutto il weekend e che chiude con più di due minuti di vantaggio sul secondo, il ceco Filip Mareš che torna a casa anche con dei punti validi per la classifica WRC e soddisfatto per un bel rally quasi di casa. 3° Miko Marczyk che approfitta degli errori sul finale di Kajetan Kajetanowicz.

In realtà ha corso anche Oliver Solberg, ma non ha fatto segnare punti. La velocità c’è sempre, ma è mancata un po’ di eleganza in alcuni commenti riferiti alla decisione della FIA riguardo al caso con Rossel in Cile. Il ricorso dello svedese è stato di nuovo respinto, e il giovane non ha fatto nulla per nascondere la frustrazione. Una caduta di stile che probabilmente il padre Petter non avrebbe avuto. Ora gli resta solamente da guardare al risultato di Pajari in Giappone. Il finlandese dovrebbe finire almeno 2° per assicurarsi il mondialw WRC-2, oppure finire 3°, terminare a pari punti con Solberg. In quel caso bisognerebbe vedere come valutare i diversi piazzamenti dei due giovani piloti.

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