La GPDA, l’associazione dei piloti della Formula 1, ha da poco divulgato un comunicato molto duro contro la FIA: c’è però un secondo fine in questa protesta?
La storia della GPDA
Partiamo dall’inizio.
La GPDA è stata fondata nel 1961 con l’obiettivo di migliorare gli standard di sicurezza per i piloti.
La prima volta in cui l’associazione si fece sentire fu a cavallo tra il ’69 e ’70, quando si riuscì ad annullare il gran premio del Belgio del 1969 e, l’anno dopo, si decise di correre il gran premio di Germania nell’Hockenheimring invece che nel pericoloso Nürburgring.
La ‘rinascita’ nel 1994 e l’organigramma di oggi
Dopo alcune difficoltà negli anni ’80 poi, la GPDA venne riformata dopo il weekend nero del 1994 a Imola dove persero la vita Roland Ratzenberger e Ayrton Senna, mentre Rubens Barrichello fu protagonista di un pauroso incidente, per fortuna non mortale.
Oggi, la GPDA è ancora in piedi.
Il presidente, in carica dal 2014, è il pilota austriaco Alexander Wurz mentre il direttore è dal 2021 George Russell, che ha sostituito Romain Grosjean dopo il suo addio al circus della Formula 1.
Non è presente solo Alexander Wurz, in mezzo ai piloti che oggi sono in attività in Formula 1, che non è più nella griglia.
Un altro pilota ancora presente nell’associazione è Sebastian Vettel.
Il tedesco è rimasto infatti tra i membri dell’associazione, nonostante il suo ritiro dalla Formula 1 nel 2022.
Fino ad oggi, nel recente passato la GPDA non si è mai esposta più di tanto rimanendo quasi sempre nell’ombra.
La GPDA approda sui social e arriva il primo comunicato ufficiale
Fino ad oggi appunto, perché pochi giorni fa è apparso sui social il nuovo profilo proprio della Grand Prix Drivers’ Association.
L’approdo sui social della pagina dell’associazione dei piloti ha fatto scalpore e subito si è pensato che qualcosa stesse per accadere.
E così è stato.
Sul profilo della GPDA è stato pubblicato un comunicato in cui, con toni pacati, ma non per questo meno forti, i piloti hanno preso una posizione netta rispetto alla direzione che sta prendendo la FIA e il suo presidente, Mohammed Ben Sulayem.

I piloti nel comunicato hanno espresso il loro punto di vista sul tema delle imprecazioni, rivolte “ad oggetti inanimati”, che sono uscite dalla bocca dei piloti qualche volta in conferenza stampa e che la federazione ha punito con delle multe. A questo proposito si legge nel comunicato anche una richiesta di maggiore trasparenza relativa a come la FIA impiega i fondi raccolti dalle multe.
Ma non solo.
Nel comunicato sono citati anche temi del passato come il divieto di utilizzare gioielli e quello dell’utilizzo obbligatorio di biancheria intima ignifuga.
I piloti contestarono, quando scoppiarono nel 2022 i due casi, queste imposizioni della federazione.
Lewis Hamilton si presentò in conferenza stampa con numerosi e vistosissimi gioielli e Sebastian Vettel indossò dei boxer sopra la tuta.
La presa di posizione forte su temi che non sono propriamente al centro delle azioni in pista ci ha fatto però pensare.
Se la GPDA è nata di fatto per tutelare la sicurezza dei piloti e, più in generale, per dar voce ai piloti nelle discussioni relative alla questione racing della pista, è possibile allora che questa presa di posizione faccia in realtà parte di una visione strategica più ampia?
Il ‘cavallo di troia’ per avere più peso nelle discussioni di pista
Spieghiamo meglio.
Recentemente, nel weekend del gran premio del Messico, i piloti hanno avuto un lungo e acceso briefing con la FIA che ha portato la federazione alla riesamina e alla possibile riscrittura delle linee guida del comportamento in pista.
Potrebbe, dunque, essere questo il vero obiettivo dei piloti?
Utilizzare la questione delle imprecazioni come leva per far sentire la propria importanza alla federazione, anche e soprattutto a livello mediatico, in modo da poter ottenere un ruolo più centrale e attivo nella discussione di queste linee guida che, di fatto, coinvolgono in prima linea i piloti?
Staremo a vedere cosa succederà nelle prossime settimane.
Quel che è certo è che, sicuramente, questa presa di posizione da parte dei piloti tramite la loro associazione avrà dei risvolti nel rapporto con la federazione.
La FIA dovrà rispondere alle richieste e alle accuse mosse dalla GPDA e sarà interessante vedere come cambierà, nei prossimi tre appuntamenti, il comportamento degli steward che saranno chiamati a prendere delle decisioni su questioni di pista e non solo.
L’inverno più “caldo” degli ultimi anni
La sensazione che abbiamo, però, è quella che le grandi manovre e grossi cambiamenti avverranno in silenzio e quando, solo nella teoria, la Formula 1 si fermerà per la pausa invernale.
Con la questione aperta delle linee guida, le prossime elezioni del nuovo presidente della FIA, una stagione 2025 che potrebbe essere quella più combattuta di sempre e con un regolamento, quello del 2026, che non è ancora completamente deciso, nonostante sia, il 1º gennaio 2025 la data in cui tutti i team potranno iniziare lo studio delle vetture della nuova generazione, l’inverno che ci attende si prospetta il più caldo degli ultimi anni.









