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Adelaide 1994: la storia del primo titolo di Michael Schumacher

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Esattamente 30 anni fa, nel 1994, Michael Schumacher vinceva il suo primo titolo in carriera nel controverso atto finale di Adelaide.

È il 26 marzo 1994, e il campionato di Formula 1 si appresta a ripartire dopo un lungo inverno di vacanza. Il primo GP è quello del Brasile, la casa di Ayrton Senna. La leggenda della McLaren, dopo un’annata passata a rincorrere Prost, ha deciso di accasarsi alla Williams, per tentare l’ennesimo assalto al titolo. Con il ritiro del francese, il suo compagno Damon Hill e Michael Schumacher si candidano come i primissimi avversari, dopo la buona stagione 1993 conclusa alle spalle dei rivali inarrivabili.

Senna conquista la prima pole position davanti al suo pubblico, ma in gara deve fare i conti con il tedesco della Benetton, che riesce rapidamente a prendersi la leadership. L’idolo di casa incappa in un errore: è la terza vittoria in carriera di uno Schumacher venticinquenne. Il messaggio è chiaro sin da subito: sarà una stagione dura e combattuta. In Giappone, il Kaiser sale nuovamente sul gradino più alto, sfruttando il ritiro di Senna (causato da un contatto con Hakkinen) e l’errore di Hill, secondo al traguardo. Schumacher si ritrova quindi ad Imola già con 20 punti di vantaggio sul suo rivale, che in Italia avrà a che fare con un weekend tutti ricordiamo tragicamente.

Imola 1994

La tappa italiana merita un capitolo a parte in questa stagione controversa. Dopo diversi incidenti già nelle prove libere, durante le qualifiche arriva un colpo durissimo: Roland Ratzenberger finisce contro il muro alla Villeneuve. Il Circus intero guarda con il fiato sospeso, nella mente dei piloti comincia ad addentrarsi un sospetto, che tutti cercano di ignorare. Purtroppo, la realtà è chiara: l’austriaco non ce la fa.

Il motorsport è crudele, e troppo spesso ha portato ad episodi del genere, ma le qualifiche continuano, con Senna che conquista la sua ultima pole positon. Il brasiliano, fortemente toccato da quanto accaduto, si prepara a dedicare la vittoria del giorno dopo al pilota scomparso. Purtroppo, però, quello di Imola 1994 è un weekend maledetto: al settimo giro di gara, Senna perde il controllo della sua Williams al Tamburello. Di colpo, cala di nuovo il gelo in tutto il paddock. L’incidente è grave. “Non di nuovo” pensano gli altri piloti. Ma, anche stavolta, non ci sarà nulla da fare.

Con orrendi pensieri nella testa, i protagonisti tornano eroicamente in macchina per concludere la gara. Per Ratzenberger e per Senna. Schumacher taglierà il traguardo davanti a tutti, in una vittoria che non può ovviamente essere festeggiata. Per l’ennesima volta, il motorsport ha ricordato a tutti i rischi che comporta correre in Formula 1. E che ogni tanto tendiamo a dimenticare.

Adelaide 1994: la storia del primo titolo di Michael Schumacher

Un nuovo inizio

Nonostante i lutti, la Formula 1 non può fermarsi. Una volta messo il casco, i piloti non possono più guardarsi indietro: si vola a Monaco, dove Schumacher centra una pole facilmente convertita in vittoria. Il suo primo rivale non c’è più. Un vuoto rimane nello stomaco di Michael, che sa benissimo che lo stesso potrebbe capitare a lui da un momento all’altro. “Vincerò a tutti i costi, anche per lui” avrà pensato. E così andrà.

A Barcellona la Williams torna al successo dopo la tragedia di Imola, con Hill che ha la meglio su Schumacher. L’inglese si candida timidamente a dare battaglia per il mondiale, con una differenza in classifica che ammonta a 29 punti dopo la tappa spagnola. Anche lui, ovviamente, non vede l’ora di dedicare il titolo ai colleghi scomparsi poco prima.

Nelle due gare successive, però, il Kaiser sembra voler mandare un chiaro messaggio all’inglese: trionfando in Canada e in Francia, il pilota Benetton raggiunge quota 6 vittorie su 7 appuntamenti. Hill limita i danni, chiudendo secondo in entrambi i casi e scivolando a -37 in classifica. La musica cambia per la prima volta a SIlverstone, dove il beniamino di casa porta a casa la pole position, convertendola anche nel secondo trionfo stagionale. Dal canto suo, Schumacher incappa in una discussa squalifica: dopo aver sopravanzato il rivale nel giro di ricognizione ad inizio gara, decide di non scontare la relativa penalità (stop and go) e addirittura di ignorare la bandiera nera. Di fatto, esce dalla Gran Bretagna con un pesante zero.

In Germania, Schumacher è costretto al ritiro per un problema al motore, ma il suo rivale non riesce a sfruttare l’occasione e giunge al traguardo solamente in ottava posizione (che al tempo non valeva alcun punto iridato). Il testa a testa mondiale prosegue in Ungheria, dove il Kaiser trionfa indisturbato davanti ad Hill, che si riscatta sorprendentemente in Belgio. In realtà, a Spa il primo classificato sarebbe il pilota della Benetton, che però viene nuovamente squalificato, stavolta a causa di un fondo troppo consumato.

A fine agosto, dopo l’appello della Benetton e il conseguente rinvio, arriva una sentenza che sposta gli equilibri della lotta iridata: Michael Schumacher non potrà prendere parte al GP d’Italia e del Portogallo per aver ignorato la bandiera nera in Gran Bretagna. L’occasione è troppo grande per Hill, che sfruttando anche i problemi della Ferrari riesce a trionfare in entrambe le occasioni: a 3 gare dalla fine, l’inglese si ritrova ad un solo punto di distacco dal tedesco.

A Jerez il Kaiser torna al successo grazie ad un’ottima strategia della Benetton, che riesce a sorprendere la Williams, mentre Hill (secondo in Spagna) si aggiudica il rocambolesco GP del Giappone disputato sotto il diluvio proprio davanti a Schumacher: i due arrivano all’ultimo appuntamento separati da un solo punto.

Adelaide 1994: la storia del primo titolo di Michael Schumacher

Il gran finale

13 novembre 1994: è uno dei giorni destinati a fare la storia, il giorno in cui, ad Adelaide, si deciderà il campione del mondo di Formula 1 1994. Mansell scatta dalla pole position, ma i riflettori sono tutti puntati su Schumacher e Hill, rispettivamente secondo e terzo. Come prevedibile, i due riescono a liberarsi rapidamente di Mansell e si ritrovano in battaglia. Il Kaiser è davanti, ma la pressione di Hill si fa sentire: al giro 36, il tedesco commette un errore. Il pilota Williams sa benissimo che potrebbe essere la migliore occasione della corsa, perciò si affianca per tentare un sorpasso. A questo punto, Schumacher chiude la traiettoria arrivando al contatto: la sua Benetton finisce la corsa nelle barriere, ma anche Hill è costretto al ritiro per aver danneggiato una sospensione.

E così, con una mossa molto controversa, decisa e forse anche oltre il limite del regolamento, esattamente 30 anni fa Michael Schumacher si laureava campione del mondo per la prima volta in carriera, nella memoria di Senna e Ratzenberger. Un passaggio di consegne, anche se non romantico come tutti avremmo desiderato.

Quella di Adelaide, in ogni caso, è stata la prima di tante volte in cui il Kaiser ha dimostrato di essere interessato ad una cosa sola, per cui nel bene e nel male sarebbe stato pronto a tutto: vincere.

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