Lando Norris non si è sbilanciato sulla situazione della McLaren, che dovrà confermarsi nelle prossime tappe.
La McLaren è stata la sorpresa del GP di Miami, in quanto è sembrata molto più vicina alla Mercedes rispetto a quanto non lo fosse prima della pausa di aprile. Grazie agli aggiornamenti portati, il team di Woking potrebbe essere diventata la seconda forza della griglia, anche se le condizioni di Miami potrebbero aver aiutato la MCL40 ad esprimersi al meglio.
In un’intervista riportata da racingnews365.com, Lando Norris ha preferito mantenere i piedi per terra dopo la vittoria della Sprint e la P2 ottenuta in gara, rinviando ogni giudizio al prossimo appuntamento in Canada. Il circuito nordamericano, infatti, è storicamente favorevole alla Mercedes e per McLaren sarà un test importante.
“Penso che sarei matto se non mi sentissi più fiducioso per il futuro dopo i miglioramenti che abbiamo fatto [a Miami]. Ma sappiamo anche che quella è una pista che si adatta alle nostre caratteristiche. Sono sempre uno di quelli che guarda le cose nel bicchiere mezzo vuoto, ma è una pista che si adatta bene e noi e non troppo alla Mercedes”.
“Nonostante questo, sono stati comunque molto veloci. Ora andremo in Canada, dove la Mercedes è andata al meglio negli ultimi 5 o 6 anni. Quindi dobbiamo aspettare e vedere come andrà” ha detto Norris.

Il campione del mondo in carica ha poi spiegato che preferisce non essere più ottimista del dovuto in queste situazioni. La bontà degli aggiornamenti, infatti, deve essere valutata dopo un periodo più lungo di un fine settimana.
“So che abbiamo portato degli aggiornamenti, ma in Formula 1 è troppo facile giudicare dopo una gara. Bisogna vedere come va dopo un buon numero di gare e su diversi tipi di pista: i circuiti cittadini, le piste in fa freddo, quelle in cui fa caldo, quelli stretti e quelli veloci”.
“Quindi non c’è motivo di fare passi troppo lungi. Abbiamo fatto un ottimo weekend e sono orgoglioso della squadra, ma voglio anche essere sicuro che continuiamo a spingere e a migliorare, perché ne abbiamo ancora bisogno” ha concluso Norris.


