George Russell sta perdendo smalto gara dopo gara in questo inizio di 2026, mentre Antonelli sembra essersi preso la scena Mercedes.
Giusto un paio di mesi fa, George Russell iniziava la stagione 2026 con tutti i favori del pronostico. Il primo weekend dominante in Australia lasciava intravedere una stagione al top da parte del pilota inglese, a cui veniva finalmente concessa un’occasione dopo anni e anni di vetture lontane dal poter competere costantemente per pole e vittorie. E invece, gara dopo gara, le prestazioni di Russell stanno calando, lasciando spazio ad un Antonelli che non sembra intenzionato a lasciare nulla per strada. Che cosa sta succedendo?
Il ruolo del favorito
La storia della Formula 1 ci insegna che lottare per singoli podi e vittorie e lottare per la vittoria di un titolo mondiale sono due sfide molto diverse, quasi due sport diversi. La Mercedes di quest’anno è senza dubbio la vettura più veloce, e grazie a questo Russell si è ritrovato non solo nella condizione di poter vincere, ma addirittura in quella di dover vincere ogni fine settimana.
Come accaduto a tanti prima di lui, Russell sta sentendo il peso delle luci dei riflettori, e nel GP di Miami tutto è stato particolarmente evidente: sempre distante diversi decimi da Antonelli, non ha mai dato l’impressione di poter competere per le posizioni del podio. Addirittura, la sensazione finale è che con la P4 abbia ottenuto un risultato migliore rispetto alla prestazione fornita. Un crollo notevole, in particolare se si pensa al confronto interno (17-3) del 2025.

Un problema di gerarchie interne?
Al clima che inizia a farsi pesante contribuiscono anche le dinamiche all’interno del box Mercedes. Facendo un salto indietro al 2025, il rinnovo di Russell ha tenuto banco per diversi mesi nonostante le ottime prestazioni, mentre la posizione di Antonelli all’interno della squadra non è mai stata messa in dubbio. E lo stesso è accaduto quando i rumors accostavano Verstappen alla scuderia di Brackley.
L’impressione è che Mercedes (Toto Wolff in primis) creda molto nella capacità e nel potenziale di Antonelli, e vedendo questo inizio di stagione è difficile dargli torto. Ma allo stesso tempo non sembra esserci la stessa cieca fiducia nei confronti di dell’inglese: non si parla certo di favoritismi o assurdi complottismi, ma semplicemente di quello che traspare osservando comportamento e dichiarazioni dei diretti interessati.
Per un pilota correre con questo tipo di pensieri è certamente più complicato. Per uno come Russell, abituato ad essere da anni il talento che non può esprimersi, il sottovalutato o il giovane pronto a esplodere, ritrovarsi di colpo dall’altro lato lo è ancora di più.

E adesso?
Nonostante tutte le considerazioni fatte, tagliare fuori l’inglese dalla lotta al titolo dopo sole 4 gare sarebbe assurdo. La strada verso la vittoria del campionato è ancora tutta da percorrere, ma a questo punto la sensazione è che sarà tutt’altro che semplice e priva di ostacoli, a partire da Antonelli per arrivare alla McLaren apparsa in grande crescita a Miami.
Si sa, la lotta mondiale in Formula 1 è anche e soprattutto un gioco psicologico, fatto di dettagli e di fiducia nelle proprie possibilità: nelle prossime gare Russell è già chiamato a dimostrare di poter lottare per il titolo, prima di tutto a sé stesso e poi a tutti gli altri.


