GdOF0VYb0AAuz1l

WRC | Il Post-Rally – Giappone: Neuville nell’albo d’oro

Thierry Neuville entra nell’albo d’oro del WRC e si aggiudica il mondiale 2024. Nel WRC-2 Pajari è campione con la Toyota.

Il Rally del Giappone chiude la stagione del WRC incoronando Thierry Neuville come nuovo campione, in un weekend pieno di drama e colpi di scena da film. Nel WRC-2 Sami Pajari si impone su Solberg e porta a casa il titolo. Ne parliamo nel Post-Rally

WRC

GdOF0VebgAAq2T0

Beh, che dire? Che finale ragazzi! Il Giappone, probabilmente, ci ha regalato un pezzo di storia del WRC. Thierry Neuville, dopo più di un decennio ad inseguire il sogno, sfiorato più volte, vince finalmente il mondiale rally dopo una stagione bellissima che l’ha (e ci ha) tenuto col fiato sospeso fino all’ultimo.

Il modo in cui è arrivato questo primo titolo, è da antologia. Il venerdì, già dalla mattina, Il belga incappa in problemi con la vettura che lo attardano moltissimo, mentre il rivale Ott Tänak fa furore e si mette in testa al rally, mentre Neuville è a quasi 8 secondi. L’obiettivo del sabato è entrare almeno in zona punti, e infatti Thierry si sveglia con il coltello tra i denti e da vero campione rimonta fino alla 7a posizione. A questo punto, rimettendo Tänak con le spalle al muro, al belga bastano 2 punti per portare a casa il titolo.

Prima speciale della domenica: Neuville arriva al traguardo, Tänak no. L’estone ad 1 km dalla fine della speciale va lungo scivolando sullo sporco e andando a sbattere violentemente in un fosso. Rally e mondiale finito. Thierry e il copilota Martijn Wydaeghe, in diretta, si abbracciano nel regroup a fine prova. Un finale incredibile.

E dall’altra parte? C’è un guerriero sconfitto, che ha dato tutto ma che, però, ha sbagliato nel momento meno opportuno. Tänak, fino alla domenica mattina, ha fatto tutto perfetto. Ha fatto quello che doveva fare senza se e senza ma. Eppure, con dinamiche che ricordano molto inizio anno, quando giocarsi il titolo sembrava lontano, il sogno è sfumato con un lungo e un brutto incidente che ha regalato anzitempo il mondiale a Neuville. Una brutta botta, soprattutto psicologica. Probabilmente Ott avrebbe perso comunque il mondiale, ma in questo modo fa male, molto male.

Come se non bastasse, poi, come nei migliori film, ha piovuto – e tanto – sul bagnato. Perché l’uscita di Tänak ha spalancato le porte a Toyota per il titolo costruttori. A nulla sono valsi gli sforzi di Neuville e Andreas Mikkelsen che hanno spinto fino all’ultimo. Con la vittoria di Elfyn Evans e il podio con vittoria in Power Stage di Sébastien Ogier, i giapponesi hanno soffiato il titolo a Hyundai da sotto il naso proprio in zona cesarini. Il team di Latvala beffa così il rivale Abiteboul di soli 3 punti su oltre 500. Un’altra bellissima sfida di quest’anno che si è conclsa con un Drama non da poco.

GdKCKt3XEAAFk 7

Come già detto, Evans conquista la sua prima vittoria in stagione all’ultimo rally dell’anno, riscattando solo in piccolissima parte un anno non bellissimo. Prestazione solida e non distante in velocità a quella di Tänak, anzi. Fino al sabato, ha vinto più speciali Elfyn che non l’estone. L’anno prossimo dunque bisognerà ripartire da questo risultato. 2° posto per Ogier, che con la sontuosa Power Stage finale regala a Toyota il titolo costruttori. Ha guidato da campione dopo un finale di stagione non bello, e ha riscattato gli ultimi mesi dove non era stato il solito Séb.

E Takamoto Katsuta? Lo aspettavamo alla prova della gara giapponese, e bisogna dire che qualcosa in più. ci si aspettava. Un podio era forse troppo da chiedere? Magari anche sì, fatto sta che sembra sempre la volta buona e invece nulla. 4° posto che va bene, ma che non convince a pieno.

Gc55FZLXsAAhAg8

A podio ci va invece Adrien Fourmaux, che quatto quatto porta a casa un altro bel risultato figlio non tanto della velocità della Puma quanto della costanza del francese che anche questa volta non sbaglia pressoché nulla. Il suo futuro appare lontano da M-Sport, ma è un dato di fatto che Adrien abbia tenuto la nave a galla, tra l’altro con il peso di dover dimostrare che era tornato per fare bene e per scacciare quella prima, brutta esperienza in Rally1. L’ha fatto e questo va a mettere un tassello non da poco in questo 2024 che lo ha visto protagonista in positivo.

Buono anche il 5° posto di Grégoire Munster. Il lussemburghese ha fatto un buon lavoro e ha portato a casa punti non indifferenti, dimostrando quanto meno di essere un po’ maturato. Basta? No, perché questo risultato non cambia il giudizio sulla sua stagione, un pochettino manchevole. Però, c’è da dire una cosa: l’anno scorso Loubet chiuse con 29 punti, quest’anno Munster chiude con 46 punti. E no, non è colpa del sistema di punteggio.

WRC-2

GdIPZ4CW0AATrFf

Sami Pajari vince il titolo WRC-2 assicurandoselo grazie ad un 2° posto non scontato ma abbordabile. Il finlandese, che ha portato alla vittoria la Yaris Rally2 al debutto, ha fatto ciò che doveva fare, ovvero guidare abbastanza veloce da poter vincere o arrivare dietro al vincitore. Visto che Nikolay Gryazin, vincitore del rally, è stato praticamente imprendibile, il buon Sami si è dovuto accontentare di andare forte quanto bastava per essere il primo dei perdenti, aiutato comunque dai problemi di Gus Greensmith.

Alla fine Pajari ha concluso il campionato con 3 punti in più di Solberg. Avrebbero meritato entrambi e Sami se l’è guadagnato mostrando grande velocità e una bella maturità rispetto all’anno scorso. Non ha vinto col drama come Neuville, né tantomeno ha fatto una grande cavalcata come il belga. Ma ha vinto tre rally come il rivale ed è sempre stato lì con i primi. E quando ha guidato la Yaris Rally1 è andato abbastanza forte, nonostante l’inesperienza. Il risultato di questo 2024? Una guida full-time con la Rally1 nel 2025.

Gck5n9ga8AICEte

Parlando un attimo di Gryazin, il russo con licenza bulgara è stato un missile supersonico per tutto il weekend, mostrando la velocità della C3 sull’asfalto nonché le sue abilità da asfaltista che ogni tanto qualche addetto ai lavori rischia di sottovalutare. Con la vittoria si è preso pure il lusso terminare la stagione davanti al compagno di squadra Yohan Rossel, beffato all’ultimo. Candidatura per la lotta al titolo del 2025? Direi di sì.

Hiroki Arai, giapponese, che ha approfittato dei malanni di Greensmith ed è andato forte rispetto ai suoi connazionali. Da segnalare il 7° posto del padre di Katsuta, Norihiko, così come il 5° posto un po’ nell’anonimato di Kajetan Kajetanowicz, che chiude l’anno come primo dei “normali” dopo i primi quattro che hanno fatto un altro sport.

Grazie!

Per concludere questo ultimo Post-Rally dell’anno, voglio ringraziare tutta la redazione WRC di Fuori Pista per il grande lavoro svolto e soprattutto ringraziare voi lettori che ci avete fatto compagnia in questa ultima annata di ibrido. Con i rally veri e propri ci vediamo l’anno prossimo, ma rimanete sintonizzati su questi canali perché nell’Off-season non vi lasceremo a bocca asciutta!

Seguici sui social!

Sei un grande appassionato di WRC o della Formula 1? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!

Rispondi