Le FP1 avevano forse illuso i tifosi della Ferrari che qualcosa in più di una quarta e quinta posizione in griglia fosse possibile. Ci hanno pensato però le Qualifiche Sprint a rimettere tutto al proprio posto, con una McLaren – favorita della vigilia – che è tornata a splendere. Ma alla fine dei giochi, nemmeno così tanto come previsto.
La grande sorpresa delle Qualifiche Sprint è stato – ancora una volta – George Russell. Il pilota britannico della Mercedes ha mostrato, in questo venerdì di sera, che la W15 sa esaltarsi con temperature più fresche. Se nelle FP1 il vincitore di Las Vegas sembrava disperso, la situazione è cambiata nella sessione che ha stabilito la griglia di partenza della Sprint Race di domani.
Nelle Qualifiche Sprint, il tracciato di Losail si è presentato con una temperatura complessiva di 5 gradi inferiore rispetto alla FP1. Un aspetto che ha giocato a favore di chi, come Mercedes, ha un anteriore molto forte. Una caratteristica che non è propriamente un punto di forza della Ferrari: con il fresco della sera, un po’ insolito in Qatar per la stagione, la SF-24 si è ritrovata a soffrire il sottosterzo, così come dichiarato dallo stesso Vasseur.
Norris pole sì, ma Russell è davvero vicino
Norris aveva un solo compito in queste Qualifiche Sprint: da grande favorito, doveva conquistare la Pole Position. E l’ha fatto. Ma i soli 63 millesimi di vantaggio, proprio sul numero 63, forse sono una piccola sorpresa. Vero é che anche McLaren non sembra storicamente forte col freddo, come dimostrano le prestazioni di Las Vegas. Nelle curve del primo settore, Norris riesce a creare un piccolo gap su Ferrari e Red Bull: un gap che, su Ferrari, cresce costantemente – e non di molto – a partire dal secondo settore, confermando ancora una volta le difficoltà della SF-24 nel mettere in temperatura le gomme. Russell riesce a reggere il confronto con il pilota britannico della Mercedes, forte dei 3 km/h in più sul dritto e di una velocità nettamente maggiore tra curva 4 e curva 5. In quelle due curve, Russell riesce a portare 6 km/ in più rispetto a Norris e ben 12 rispetto a Sainz.

Il gap si apre nel secondo settore, dove Norris riesce ad essere più veloce di Russell in tutte le curve, ad eccezione dell’allungo che porta a curva 10 e che dimostra come Mercedes sia leggermente più scarica (Red Bull e Ferrari sono ancora più scariche). Russell riesce poi a recuperare nella parte finale del circuito, in particolar modo nel trittico 12-13-14 che sembra essere l’unico vero punto debole di McLaren questo weekend. Arrivati alla fine di curva 14 il delta è prossimo allo zero, ma nel finale di giro Norris riesce ad avere uno spunto migliore e a prendersi la pole nelle Qualifiche Sprint per, appunto, soli 63 millesimi.
Ferrari, soliti problemi. Verstappen, Red Bull bilanciata… ma lenta
Veniamo a Ferrari e Red Bull. Come accennato in precedenza, in queste Qualifiche Sprint Ferrari e Red Bull sembrano essere leggermente più scariche rispetto a McLaren. Sul lungo rettilineo del traguardo, Verstappen fa registrare 323 km/h contro i 322 di Sainz. Norris, invece, fa segnare solo 316. Un aspetto di cui non possiamo non tener conto in ottica gara.
Per quanto riguarda Ferrari, come già detto da Vasseur, l‘abbassamento delle temperature ha portato la SF-24 a soffrire nelle Qualifiche Sprint. Prendendo il giro di Leclerc, paragonandolo con Norris, si nota come gran parte dei quasi 3 decimi arrivi nel primo settore. Se prima di curva 1 Leclerc è davanti, in curva 5, a fine settore quindi, si ritrova a quasi 2 decimi. 2 decimi che crescono in modo quasi costante, con Ferrari che nelle curve si comporta forse meglio del previsto. Come accennato in precedenza, McLaren soffre nel trittico 12-13-14, mentre Ferrari si comporta leggermente meglio.

Red Bull, guardando gli onboard di Verstappen, si è dimostrata ben bilanciata nelle Qualifiche Sprint. La RB20 va a nozze nei curvoni ad alta velocità. La vettura sembra essere la più scarica, ma manca totalmente – come tutta la stagione del resto – di aderenza meccanica. Di conseguenza, manca la velocità pura nel resto della pista. Verstappen non fa correzioni, ma non riesce a portare la stessa velocità dei suoi rivali. Macchina troppo rigida che soffre in curva 1-2, nella 7 e nella 16 evidenziano le solite difficoltà della RB20: la velocità nelle curve a media velocità. Il risultato infatti è una scarsa sesta posizione. L’olandese non può fare molto meglio di così.






