La Rossa scenderà in pista senza compromessi, con un assetto radente al suolo e la Power Unit spinta al massimo delle prestazioni.
Per la prima volta dal 2012 la Ferrari torna a giocarsi un campionato – che manca dal 2008 – all’ultima gara della stagione e quest’anno, ad Abu Dhabi, cercherà di portare a compimento un’impresa, avendo da recuperare 21 punti alla McLaren nella classifica costruttori. Il distacco non è trascurabile, ma, considerando anche i tanti errori della squadra di Woking, che ha lasciato per strada moltissimi punti, a Maranello sanno di doverci credere e di dover giocare tutte le carte a disposizione per tenere aperta la lotta.
Perciò, come riporta Motorport.com, dato che gli uomini di Vasseur non hanno nulla da perdere e per poter sperare di vincere devono rischiare, la SF-24 scenderà in pista senza compromessi e con soluzioni estreme. La Ferrari adotterà infatti un assetto radente al suolo, con altezze da terra minime, in modo da massimizzare la produzione di carico del fondo, potendo anche contare sul fatto che l’asfalto è molto livellato e quindi non dovrebbe favorire né l’innesco del bouncing, che è stato comunque ben gestito dai tecnici del Cavallino, né un consumo eccessivo dello skid block, la tavola di legno posta al centro del fondo che striscia sul manto stradale e che per regolamento non può superare il millimetro di usura.

A proposito di skid block, pare che la direttiva tecnica emanata prima di Las Vegas che vietava l’uso di piastre protettive per il fondo – che permettevano di ridurre il consumo della tavola e quindi di abbassare la vettura, con dei vantaggi nella generazione di deportanza – abbia colpito la Ferrari, che ne ha risentito un po’ in termini di performance, oltre che di budget cap. L’impatto di questo provvedimento è ignoto, ma è chiaro che quando i distacchi sono così piccoli, talvolta anche nell’ordine dei millesimi, ogni dettaglio può fare la differenza.
Sempre parlando di sottoscocca, stando a quanto riportato da AutoRacer, non è ancora stato deciso se ad Abu Dhabi verrà usato il nuovo fondo, introdotto come modello sperimentale in ottica 2025 a Las Vegas, dov’è stato testato da Sainz nelle FP1, e poi montato sulla vettura di Leclerc per tutto il weekend in Qatar con riscontri incoraggianti. La Rossa dispone infatti di un solo esemplare di questa specifica di sottoscocca e non è ancora sicura di usarlo nella tappa finale del campionato, dato che non dovrebbe dare un grosso vantaggio in termini di performance e dato che, in caso esso rimanesse danneggiato in un incidente in qualifica, sarebbe costretta a sostituirlo con una specifica vecchia e infrangerebbe così il regime di parco chiuso, venendo così obbligata a una partenza dalla pitlane.

A ogni modo, la Ferrari estremizzerà l’uso della sua vettura non solo nell’assetto, ma anche nell’uso del motore. Difatti, le Power Unit delle due SF-24 verranno spremute al limite e senza risparmio, sempre nell’ottica di dover rischiare il tutto per tutto, non avendo nulla da perdere. La Rossa ricorre dunque anche alla “cavalleria” per cercare di assaltare McLaren e batterla nel campionato.
Sono inoltre trapelate delle notizie anche sulla foratura patita da Sainz in Qatar. L’impressione, avvalorata dall’analisi della gomma, è che la foratura non sia avvenuta a causa dei detriti dello specchietto perso da Albon e frantumato da Bottas, ma a causa dell’eccessiva usura degli pneumatici, che erano semplicemente giunti a fine vita e sono “scoppiati” come era già avvenuto a Losail nel 2021. Per Hamilton dovrebbe valere lo stesso discorso, perciò anche nel suo caso non c’entrano i detriti.

Tornando a parlare del GP di Abu Dhabi, Ferrari e McLaren dovrebbero poter lottare ad armi pari. Il layout sembra infatti neutro rispetto alle caratteristiche delle due vetture, dal momento che le curve lente e i rettilinei dovrebbero avvantaggiare di più la SF-24, mentre le curve medio-veloci e lunghe dovrebbero invece andare incontro alla MCL38. Sono previste temperature medio-alte (oltre i 30°C di asfalto anche di notte) e ciò dovrebbe rendere più facile per la Rossa la messa in temperatura delle gomme e l’ingresso nella finestra ottimale di funzionamento.
Sarà però una grande incognita come reagiranno queste monoposto alle escursioni termiche del Golfo Persico. Come visto in Qatar, difatti, le vetture a effetto suolo sono estremamente sensibili a ogni variazione di temperatura e sono attesi cali di temperatura fino a 10°C dal giorno alla notte. I team dovranno perciò tenere in considerazione una variabile in più nella messa a punto delle vetture e dovranno capire come ottimizzare la vettura al variare della temperatura tra le diverse sessioni.

Nel duello tra Ferrari e McLaren potrebbero inserirsi come aghi della bilancia anche Verstappen e le Mercedes. La Ferrari è quasi obbligata alla doppietta e ha bisogno che si inserisca qualcuno tra sé e le McLaren. Riuscirà la Rossa a compiere l’impresa e a riportare a Maranello il titolo dopo 16 anni di digiuno? O sarà la McLaren a vincere il costruttori, per la prima volta dal 1998? Il verdetto finale lo darà il GP di Abu Dhabi, non resta che aspettare.
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