Ferrari e McLaren

Preview Tecnica F1 Abu Dhabi: Ferrari punta sul layout [ANALISI]

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Arrivati all’ultimo appuntamento, Ferrari contro McLaren a Yas Marina, circuito completo dove la rossa cerca di massimizzare il bilanciamento

Yas Marina. 24esimo e ultimo appuntamento della stagione 2024 di Formula 1. Una F1 che ci ha regalato parecchie emozioni, gare decise agli ultimi giri, e che soprattutto ci ha regalato una lotta Costruttori all’ultima gara tra McLaren e Ferrari.

2 team storici, che non vincono un campionato Costruttori da, rispettivamente, 26 anni e 16 anni. Una questione di orgoglio e storia, ma anche di confermare una grande crescita per entrambe le squadre.

McLaren, da una parte, vuole chiudere in bellezza, vincendo il mondiale, quella che è sicuramente la migliore stagione personale degli ultimi 10 anni in F1. Ferrari, invece, vuole ritrovare un titolo che darebbe stabilità e morale all’interno del team. Soprattutto dopo un 2023 difficile, il 2024 ha segnato un punto di avvio verso un futuro promettente e, perché no, di trionfi e vittorie.

Yas Marina circuito equilibrato tra McLaren e Ferrari

Entrambe le squadre arriveranno ad Abu Dhabi in maniera “equilibrata”. Difatti, il circuito Yas Marina è una pista completa, senza particolari punti che favoriscono né McLaren né Ferrari. L’importante sarà entrare nella giusta finestra d’utilizzo, in quanto darà un ottimo vantaggio al fine di massimizzare il bilanciamento, trovando poi la prestazione.

Il circuito di Yas Marina visto dall'alto
Il circuito di Yas Marina visto dall’alto

La pista di Abu Dhabi è piuttosto tecnica. Vi si alternano, infatti, zone ad alte velocità in percorrenza e zone più lente e guidate. Un layout, insomma, molto simile a quello che abbiamo visto ad Austin a livello di caratteristiche.

Il primo settore, ad esempio, è molto importante per quanto concerne la corretta messa in temperatura della mescola, fattore delicato per molti team quest’anno, tra cui spicca soprattutto Ferrari. La sequenza di curve 2-3-4, infatti, sarà piuttosto complicata, specialmente con gomme non in temperatura ideale, dove avere un retrotreno stabile in fase di percorrenza-uscita è importante.

Importante quanto avere un’ottima uscita in trazione dalla 5 che immette poi le monoposto verso il lunghissimo rettilineo fino a curva 6. Qui sarà delicato il tema efficienza aerodinamica.

Abbiamo visto quest’anno come la SF24 abbia migliorato notevolmente le sue velocità di punta, puntando allo sviluppo di un corpo vettura più snello ed efficiente, a differenza della MCL38, che probabilmente ha puntato molto sulla SPEC di Baku per far funzionare meglio il corpo vettura senza eccessivi compromessi lato ala posteriore.

Ferrari e Mclaren

Il giusto bilanciamento aerodinamico, in questo tracciato, sarà difficile da trovare, specialmente se pensiamo a quante zone “diverse” ci sono. Importante tema sarà la gestione delle gomme, che non saranno eccessivamente sollecitate a livello di usura, ma sarà importante non incappare nel degrado termico, che potrebbe mettere in difficoltà i piloti per via delle alte temperature.

Interazione aero-meccanica tema importante

Dal punto di vista meccanico, la pista di Abu Dhabi richiede tantissimo lavoro in trazione. L’accelerazione longitudinale dell’asse posteriore sarà fondamentale, così da massimizzare il tempo di ripresa in uscita curva. Importantissimo trovare il giusto compromesso aero-meccanico in vista del terzo settore, curve a 90 gradi, simili a quelle di Baku, ma che non sono stop and go, come quelle tipiche del circuito azero.

È in questo tratto di pista che si farà veramente la differenza. I micro slittamenti e bloccaggi presenti potrebbero mandare fuori finestra l’asse posteriore della monoposto, mettendo in crisi i tempi sul giro. Un aspetto chiave sul quale i team faranno affidamento sarà la scelta sul fronte sospensivo. Ad Abu Dhabi sono presenti cordoli dove è importante assorbire le asperità, specialmente per avere una fase di uscita il più forte possibile. Attenzione però a non trascurare eccessivamente la fase di inserimento curva, con un avantreno che dovrà rispondere bene agli input di sterzata, specialmente nel T3.

Fondo sperimentale della Ferrari SF24 in Qatar
Foto del fondo sperimentale Ferrari, portato in Qatar, che verrà utilizzato ancora ad Abu Dhabi

La gestione delle altezze da terra ricoprirà un ruolo cruciale, specialmente nell’assorbire le asperità dell’asfalto, pieno di bump. Ci aspettiamo che Ferrari opti per un assetto prevalentemente morbido, che sia in grado di massimizzare il passaggio sui cordoli, e la prestazione in uscita curva.

Questo verrà permesso soprattutto grazie al nuovo fondo in ottica 2025, che permette stabilità e carico pulito anche con assetti morbidi nel veloce (abbiamo approfondito nell’articolo precedente). McLaren, invece, probabilmente opterà per un assetto più rigido, in grado di far lavorare meglio diffusore e fondo alle alte percorrenze nel primo settore.

Quindi, in sostanza, il bilanciamento aero-meccanico sarà decisivo, nell’arco dell’weekend, al fine di ottimizzare le prestazioni sul giro secco e sul long run. Ci aspettiamo una messa a punto più orientata sull’anteriore da parte di Ferrari, che di suo, però, possiede ottime capacità di trazione in uscita.

Questo è importante per la squadra di Maranello, che potrà concentrarsi quindi di più sull’ottimizzare le altezze all’anteriore, e migliorarne il carico locale, andando a intervenire sui flap del profilo alare anteriore, o modificando il bilanciamento attraverso l’uso dell’ala posteriore da medio carico

Temperature e ciclo di isteresi della gomma importanti

Un qualcosa che influenzerà parecchio il lavoro sia di McLaren che di Ferrari saranno le temperature. Qui ad Abu Dhabi solitamente si hanno temperature abbastanza alte, quindi con un vantaggio in più per Ferrari, che ha dimostrato questa stagione di soffrire i warm-up lap a temperature più fredde, per via di uno scarso ciclo di isteresi della gomma.

Ferrari in Qatar

In questo caso, Ferrari si preparerà a organizzare un lavoro di warm-up strategy per la gomma in outlap, fondamentale per avere migliore grip anteriore possibile nel primo settore nel veloce curvone 2-3-4. Sostanzialmente, la scelta di strategia in gara, ma soprattutto in qualifica che adopereranno i team sarà cruciale, specialmente in una Formula 1 che risente particolarmente delle temperature, e del ciclo di isteresi elastica dello pneumatico

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