Correre e vincere il Gran Premio di casa davanti ai propri tifosi è un sogno che qualsiasi pilota vorrebbe realizzare nel corso della propria carriera. Barrichello ha cercato spesso la vittoria ad Interlagos, e nonostante avesse in più occasioni una vettura competitiva le cose sono sempre andate male.
Rubens Barrichello è entrato nel mondo della F1 nel 1993, a soli 21 anni, pochissimi per l’epoca di allora. Era infatti considerato un astro nascente dello sport, e fin da subito è entrato nel cuore dei brasiliani. Il miglior modo per ripagare il loro affetto sarebbe stato vincere la gara di casa ad Interlagos, ma sul sogno di Rubens si sono posate sfortune, errori e imprevisti che lo hanno trasformato in una vera e propria maledizione.
Gli anni in Jordan e i primi Gran Premi del Brasile
Con una vettura poco competitiva come la Jordan nel 1993, Barrichello al debutto in Formula Uno ad Interlagos si è qualificato solo 14esimo. In gara non è andata meglio, con il brasiliano che si è dovuto ritirare per un guasto al cambio.
L’anno successivo, il 1994, è stato un anno migliore del precedente per la Jordan, con Rubens che ha ottenuto diversi podi e piazzamenti a punti, tra cui uno proprio in Brasile. Qualificatosi di nuovo in 14esima posizione, ha sfruttato la strategia di partire più scarico di carburante nella prima parte di gara per recuperare secondi preziosi. Alla fine, complice anche il ritiro di Senna davanti a lui, Barrichello ha chiuso in quarta posizione a ridosso del podio.

Nel 1995, il Gran Premio del Brasile è stata la gara inaugurale del campionato. Per la nuova stagione la Jordan montava un nuovo motore, quello Peugeot, ma la storia non è cambiata. Barrichello si è qualificato in P16 il sabato, mentre in gara un problema al cambio lo ha costretto al ritiro. Questo sarà il primo di nove ritiri consecutivi ad Interlagos.
La gara del 1996 si è svolta in condizioni miste. Barrichello si è qualificato in seconda posizione ed in gara, in condizioni di bagnato, ha provato a resistere ai tentativi di sorpasso di macchine più veloci come la Williams e la Ferrari. Verso la metà della gara la pista si è asciugata, e dopo i pit stop Rubens si è ritrovato alle spalle di Schumacher. In questa lotta per la terza piazza del podio il brasiliano si è girato e si è insabbiato alla Descida do Lago, ritirandosi.
La Stewart GP non aiuta l’idolo di casa
Dopo che la Jordan non gli ha rinnovato il contratto, Barrichello è passato alla nuova scuderia appena entrata in F1, la Stewart GP. Il passo indietro è stato evidente viste le prestazioni della scuderia britannica, che di certo non hanno aiutato il brasiliano a coronare il suo sogno. Nel 1997 e nel 1998 si è qualificato fuori dalla top 10 e poi si è ritirato in gara per problemi rispettivamente a sospensioni e cambio.

Nel 1999, partito dalla terza posizione, Rubens è passato in testa al quarto giro dopo un problema temporaneo alla trasmissione per Häkkinen, ma aveva imbarcato meno benzina nel primo stint. Infatti, dopo i pit stop era scalato in quarta posizione, prima che il suo motore andasse in fumo, costringendolo all‘ennesimo ritiro.
L’approdo in Ferrari: è la volta buona?
La chiamata della Ferrari è una svolta nella carriera di Barrichello, che con una vettura competitiva potrà finalmente dire la sua e provare a vincere. Tranne in Brasile ovviamente, sul quale ormai aleggia una maledizione. Nel 2000, le due Rosse guidate da Schumacher si stanno avviando verso la doppietta quando Rubens alle sue spalle rientra ai box per ritirarsi a causa di un problema al sistema idraulico.
Il GP dell’anno successivo, il 2001, è da dimenticare. Nel giro di formazione la macchina si spegne, e dopo essere corso ai box e successivamente rientrato in pista con la vettura di riserva, al giro 2 Barrichello manca completamente il punto di frenata e tampona violentemente Ralf Schumacher. Ennesimo ritiro.


Il 2002 e il 2003 sono molto simili, con Barrichello che si è ritirato mentre si trovava in testa. Nel primo caso colpevole il cambio rimasto bloccato in quinta marcia, nel secondo la benzina. Un problema ai sensori infatti non ha permesso al team di rilevare il quantitativo di carburante presente nella vettura, che si è spenta improvvisamente.
Nel 2004 Rubens è partito dalla pole ma è stato subito superato in partenza. Quantomeno è riuscito a concludere la gara di casa, anche se non in prima posizione, ma ha conquistato il podio. Nell’ultimo anno in Ferrari, il 2005, la vettura era poco competitiva e ha chiuso il GP del Brasile in sesta posizione.
Honda, Brawn GP e Williams: il tramonto del sogno e della carriera
Dal 2006 al 2008 Barrichello corre per la Honda, erede della scomparsa scuderia BAR. La macchina è poco competitiva e i risultati sono deludenti. In Brasile colleziona una settima posizione, un ritiro e una quindicesima posizione.
Nel 2009 la scuderia viene acquistata da Ross Brawn e prende il suo nome: la Brawn GP. Grazie all’utilizzo del doppio diffusore la vettura risulta fin da subito inarrivabile per gli altri. Ad Interlagos Barrichello conquista la pole position, e ad inizio gara conduce in testa. Webber e Kubica, con una sosta ai box più veloce, superano il brasiliano che si ritrova al terzo posto. Una foratura però lo costringe ad un’ulteriore pit stop, e concluderà la gara in ottava posizione.
I due Gran Premi del Brasile del 2010 e del 2011 mettono fine al sogno di una vita di Barrichello, che approdato in Williams non andrà oltre il quattordicesimo posto in entrambe le occasioni.
Sei un grande appassionato della Formula 1? Vuoi seguire tutte le news sulla Formula 1? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Nessun costo, tutto gratis. Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!



