Max Verstappen ha parlato delle situazioni in cui si è trovato ad andare oltre il limite quest’anno, come accaduto ad esempio in Messico.
La Formula 1 è sempre più territorio di Max Verstappen, che in un’annata non semplice per la Red Bull ha conquistato il suo quarto titolo mondiale consecutivo. Da molto tempo, l’olandese si distingue per essere uno dei piloti più aggressivi in assoluto, sia in fase di difesa che di sorpasso. Già nel 2021 Verstappen aveva dimostrato di essere pronto a ricorrere anche a manovre molto al limite (o anche oltre) pur di vincere un campionato, e in parte ne ha avuto bisogno anche quest’anno.
L’episodio più importante è stato sicuramente quello del GP del Messico, in cui l’olandese ha “gentilmente” accompagnato Norris al di fuori della pista nei primi giri della gara pur sapendo di non avere realistiche possibilità di difesa. In quell’occasione, il pilota Red Bull è stato punito dalla direzione gara con una penalità di 20 secondi, che lo ha fatto scivolare in sesta posizione. Di fatto, però, con quella mossa ha impedito al rivale della McLaren di lottare per la vittoria con Sainz.
In un’intervista rilasciata a Viaplay, Verstappen ha affermato di essere pronto ad effettuare manovre del genere in alcuni precisi momenti del campionato.
“Cercherò sempre di fare il massimo in ogni gara. A volte bisogna superare un certo limite, e io lo farò. Non ho nessun rimpianto, neppure per quanto accaduto in Messico. Penso di aver guadagnato dei punti in quella situazione” ha detto.

Secondo il campione in carica, una mentalità di un certo tipo è necessaria per vincere in Formula 1.
“Farò sempre il massimo possibile per vincere un campionato. Ovviamente, in alcuni casi bisogna mettere in conto che ci sia bisogno di andare oltre il limite. Non tutti lo capiscono, ma non tutti hanno questo tipo di mentalità” ha concluso.
Con queste parole (ma non solo) Verstappen sembra voler mandare un chiaro messaggio: non ha intenzione di tirarsi indietro davanti a nessun ostacolo, anche e costo di infrangere il regolamento. Per l’ennesima volta, l’olandese dimostra di essere molto più interessato a far parlare la pista piuttosto che a risultare simpatico agli altri piloti in pista o al pubblico.

