Le prime stagioni dell’unico campionato elettrico del pianeta sono state contraddistinte dall’entusiasmante duello tra Lucas Di Grassi e Sébastien Buemi, i quali si sono dati battaglia per la conquista del titolo iridato.
L’automobilismo nel corso della sua storia è sempre stato il palcoscenico di leggendarie rivalità in tutte le varie competizioni, dalla F1, passando per il Rally e infine nell’Endurance.
Sono state scritte pagine indelebili di storia del Motorsport in generale, grazie a duelli indimenticabili, sorpassi mozzafiato e momenti contradditori che hanno messo la firma d’autore alle più leggendarie rivalità andate in scena nel corso dei decenni.
Nonostante la Formula E non abbia una storia così longeva come la F1 o altre categorie, nel corso degli anni la lotta per il titolo iridato è sempre stata infuocata, in cui diversi piloti si son dati battaglia fino all’ultima staccata.
Come ad esempio nella scorsa stagione, dove Pascal Wehrlein ha vinto il campionato, battendo nell’estenuante finale londinese il duo Jaguar composto da Cassidy ed Evans.

Ma se dobbiamo individuare una rivalità nella storia del campionato elettrico allora dobbiamo tornare alle prime stagioni, dove due personalità molto diverse ma con un percorso di crescita simile si sono scontrati numerose volte, arrivando anche a momenti contradditori che hanno messo il timbro nella storia della Formula E. Stiamo parlando della rivalità “elettrica” targata Buemi Di Grassi.
Buemi ed il suo triennio a Faenza
Correre in Formula Uno è il sogno di ogni ragazzino appassionato di automobilismo, i quali sperano un giorno di poter correre con le macchine più veloci del pianeta.
Sia il brasiliano che lo svizzero hanno realizzato questo sogno, ma la realtà è stata più crudele delle loro aspettative di gloria.
Il sogno del nativo di Aigle è durato ben 3 anni, durante i quali ha potuto esprimere il suo potenziale nella massima serie automobilistica. Nell’inverno del 2009 la Toro Rosso aveva annunciato lo svizzero come pilota titolare per quella stagione, andando ad affiancare Bourdais.
Il suo esordio fu un settimo posto a Melbourne, dando subito una buona impressione di se. La vettura non era una delle più competitive durante quella stagione, nonostante ciò chiuse il campionato in sedicesima posizione.
Il 2010 di Buemi fu sulla falsa riga della stagione precedente, sedicesimo posto nella graduatoria finale, con come miglior piazzamento un ottavo posto nella gara del Canada.
Il pilota elvetico venne confermato anche per la sua terza stagione consecutiva con la scuderia di Faenza. Durante l’anno venne battuto ripetutamente dal compagno Alguersuari, e dopo aver concluso la stagione al quindicesimo posto la Red Bull lo appiedò insieme al compagno spagnolo, per fare spazio ad un promettente Daniel Ricciardo e Jean-Éric Vergne, il quale avrà modo di conoscerlo più avanti.

Di Grassi e un viaggio troppo breve
L’avventura di Di Grassi nella classe regina fu più breve, infatti corse soltanto una stagione. Nel 2008 debuttò come collaudatore Renault, ruolo che svolse anche la stagione successiva.
L’esordio ufficiale avvenne nel 2010, dove firmò un contratto con la Virgin. Purtroppo la vettura risultò una delle peggiori durante quell’annata e il brasiliano ottenne come miglior piazzamento un quattordicesimo posto a Sepang.
Al termine della stagione Jerome d’Ambrosio prenderà il suo posto e non avrà più occasione di guidare in Formula 1.

La rivincita targata elettrica
Entrambi dovevano rimboccarsi le maniche e cercare di mostrare il loro talento altrove.
Il WEC rappresentò il compromesso giusto ma una nuova categoria stava per nascere, la quale li avrebbe portati sul tetto del mondo. Stava arrivando la Formula E.
Quando la Formula E stava per entrare a fare parte del Motorsport moderno, in molti erano scettici sulla neonata competizione. Tutti tranne i due piloti in analisi in questo articolo, che fin da subito credevano nel progetto full electric.
Nessuno dei due sapeva che in quella categoria si sarebbero tolti tante soddisfazioni, diventando campioni del mondo ed instaurando una delle più serrate rivalità dell’ultimo decennio.

Piquet jr primo campione
Nel 2014 arriva finalmente l’esordio della Formula E e sia Di Grassi che Buemi entreranno a far parte della griglia.
Lo svizzero correrà con il team e.dams Renault, gestito da Alain Prost, mentre il brasiliano troverà posto in Audi, dove ci rimarrà per 8 anni.
Entrambi subito si mostreranno competitivi con la vettura elettrica e si giocheranno il titolo sin dalla prima stagione.
La prima stagione risulterà sperimentale per quanto riguarda la potenza massima erogata e la ricarica delle batterie. Per questo i piloti dovranno cambiare vettura nel corso della gara.
La prima storica gara, tenuta a Pechino, verrà vinta da Di Grassi, il quale rimarrà leader del campionato nella prima parte di stagione. Buemi invece si sbloccherà al terzo appuntamento a Punta del Este in Uruguay.
Nella lotta al titolo tra i nostri due protagonisti si inserirà Nelson Piquet Jr, il quale da Berlino prenderà la leadership e vincerà il titolo nel round conclusivo di Londra.
Il nativo di Aigle si prenderà la piazza d’onore con un totale di tre vittorie, mentre il pilota di San Paolo si accontenterà del gradino più basso del podio con una sola vittoria nel round inaugurale.

Il finale contradditorio di Londra 2016
La vera rivalità tra i due protagonisti dell’articolo si svilupperà maggiormente nella season 2, dove si giocheranno il titolo senza terzi incomodi.
Buemi inizia fortissimo la nuova stagione, ottenendo sia pole che vittoria nel round inziale di Pechino, dove infliggerà un distacco al brasiliano di ben 11 secondi.
In Malesia Di Grassi si sblocca mentre le due Renault e.dams non arriveranno a punti a causa di problemi relativi alle temperature.
A Punta del Este Buemi riuscirà a trionfare grazie ad una grande rimonta dopo essere partito quinto, mentre Di Grassi si accontenterà della medaglia d’argento.
Prima delle ultime 2 gare a Londra Di Grassi conduce soltanto di una lunghezza sullo svizzero. Ci si aspetta un gran finale dove entrambi metteranno anima e cuore per conquistare il titolo iridato.
Nella prima gara londinese i due contendenti al titolo finiscono fuori dal podio, con il brasiliano che arriverà alla domenica con 3 punti di vantaggio sul rivale.

Alle qualifiche del giorno decisivo, Buemi fa segnare la pole e questo equivale a 3 punti, perciò entrambi partiranno da una situazione paritaria.
Buemi è avvantaggiato dalla pole ed inoltre il suo compagno Prost partirà secondo, il quale cercherà di guardargli le spalle dal rivale.
Di Grassi invece partirà terzo. Alla partenza è obbligato a passare Prost così da poter inseguire il rivale da vicino.
Nessuno dei 2 sa cosa succederà pochi instanti dopo la partenza, dove si giungerà al momento più contradditorio della storia della Formula E:
Dopo lo spegnimento dei semafori le 2 auto francesi partono bene, ma anche Di Grassi, il quale in curva 3 tampona clamorosamente Buemi.
Questo incidente lascerà molte polemiche, ma il campionato è ancora da assegnare.
La lotta per il giro veloce
La classifica sancisce ancora la parità, ma ci sono ancora i 2 punti del giro veloce che possono essere l’ago della bilancia del mondiale.
Entrambi tornano al box, prendono la vettura di riserva per provare a segnare il giro veloce.
Nonostante sappiano che non verranno classificati, entrambi mostrano artigli e denti per provare a prendersi quel tanto desiderato titolo mondiale.
Di Grassi verrà penalizzato per l’incidente alla partenza, ma risulta ininfluente visto che il brasiliano non verrà classificato.
Adesso conta solo la strategia: serve il momento giusto per rientrare in pista per cercare di segnare il giro veloce.
Il Brasiliano scenderà subito in pista, ma non potrà subito andare in assalto dei 2 punti a causa dell’entrata della macchina di sicurezza per un incidente.
Buemi aspetterà a tornare in pista fino al dodicesimo passaggio, ma il suo tentativo andrà a vuoto a causa dell’incidente di Frijns.
Al ventesimo passaggio lo svizzero registrerà il tempo di 1’24″582, mentre Di Grassi nel rush finale si porterà a soli 50 millesimi dal tempo del rivale.
Al penultimo giro Buemi siglerà il definitivo 1’24″150, che gli vale il titolo.
GAME OVER: Sébastien Buemi è il nuovo campione del mondo

Un post-gara infuocato
Naturalmente l’incidente non è passato inosservato. Le interviste post-gara sono infuocate con i due protagonisti che si accusano a vicenda:
Buemi: “Ha deliberatamente cercato l’incidente, poteva andare a destra o centrare la macchina; ha scelto la seconda opzione. Anche quando stavamo cercando il giro veloce, sembrava che mi stesse aspettando. Ma alla fine a vincere sono stati il miglior team ed il miglior pilota”.
Di Grassi: “Buemi ha frenato 50 metri prima. Io stavo lottando con Prost e quando me ne sono accorto era troppo tardi per evitare l’impatto. Abbiamo analizzato i dati ed è molto chiaro. Avremmo dovuto disputare una gara pulita, cercando di lottare in pista ma non è andata così”.
Molti incidenti hanno segnato e cambiato il rapporto tra rivali: il più noto sicuramente l’incidente a Suzuka nel 1990 Tra Alain Prost e Ayrton Senna.
Dopo questo drammatico epilogo, che nonostante tutto ha regalato al pubblico una lotta serrata tra i due contendenti per vincere titolo a furia di giri veloci, il loro rapporto, di per se già deteriorato, toccherà il punto più basso.
La rivincita del brasiliano
La season 3 della Formula E sarà ancora dominata da Buemi e Di Grassi, i quali si contenderanno nuovamente il titolo iridato.
Le prime sei gare verranno vinte da loro due, rispettivamente cinque per l’elvetico e soltanto una per il sudamericano, il quale vincerà in Messico dopo essere partito terzultimo.
Buemi sembra sempre più vicino a riconfermarsi campione, infatti a 4 gare dal termine ha un vantaggio di ben 32 lunghezze su Di Grassi. Ma ancora una volta l’imprevedibilità sarà cruciale nell’assegnazione del campionato.
Spesso accade che alcuni appuntamenti di Formula E e WEC siano fissati per lo stesso weekend. Alcuni piloti che corrono in entrambe le categorie sono obbligati a dover scegliere a quale categoria dare la precedenza. Il double-header di New York e la 6H del Nurburgring erano stati programmati per lo stesso fine settimana di Luglio.
Buemi, che già al tempo correva da diversi anni nel WEC con Toyota, darà precedenza all’Endurance, saltando le 2 gare in terra americana. Di Grassi deve assolutamente approfittarne se vuole riaprire i giochi del mondiale.
Il brasiliano terminerà le gare rispettivamente al quarto e al quinto posto, arrivando prima delle ultime 2 gare a Montréal con soli 10 punti di ritardo da Buemi.
La tappa canadese sarà un calvario per Buemi, infatti verrà squalificato da gara 1 per un’infrazione legata al peso minimo della sua vettura. Nel mentre Di Grassi trionfa e ribalta completamente la classifica.
Alla domenica Di Grassi si presenta con 18 punti di vantaggio su Buemi, un’eternità da recuperare per lo svizzero, il quale verrà di nuovo colpito dalla sfortuna.
Le qualifiche sorridono al brasiliano, infatti partirà quinto mentre Buemi, ancora in profonda crisi, inizierà solo dalla quattordicesima posizione. Tutto lascia pensare che siano giochi fatti per Di Grassi.
Sta volta non avverrà nessun colpo di scena rivelante, con Di Grassi che chiuderà settimo ma da Campione del Mondo, mentre Buemi non arriverà a punti.
Game, set, match: Lucas Di Grassi si è preso la sua rivincita

L’avvento di JEV e la fine della loro rivalità
Le stagioni seguenti non vedranno più Di Grassi e Buemi protagonisti nel lottare strenuamente per il titolo, ma arriveranno nuovi piloti che si imporranno.
Le due stagioni successive verranno siglate dal nome di Jean-Éric Vergne, il quale dopo aver deluso in Formula 1, riuscirà a togliersi la soddisfazione di diventare campione del mondo in ambito elettrico.
Successivamente sia lo svizzero che il brasiliano non riusciranno più a lottare per il titolo, terminando così una lunga ed eccitante rivalità che ha messo il timbro sulla neonata Formula E, regalando ai fan momenti di puro divertimento, e alla stessa maniera epiloghi sconcertanti seguiti da polemiche.

Di Grassi nel 2021 lascerà il suo storico team dell’Audi per accaparrarsi in ROOKIT Venturi, dove otterrà la sua ultima (per ora) vittoria in Formula E a Londra. Successivamente andrà prima in Mahindra per poi passare all’attuale impiego in Lola Yamaha ABT.
Buemi invece dopo l’uscita della Renault dalla categoria, correrà 4 anni per la Nissan, dove otterrà il suo ultimo successo, anche per lui stesso discorso di prima, in gara 1 a New York nel 2019. Attualmente corre da 3 stagioni con il team Envision Racing, con il quale è riuscito a vincere il mondiale costruttori nella Season 9.
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