Fernando Alonso, durante il suo periodo di successo nel Campionato del Mondo Endurance (WEC) con Toyota, ha realizzato quanto sarebbe straordinario disporre di una vettura dominante anche in Formula 1. L’asturiano, pur avendo conquistato due titoli iridati nel Circus, non ha mai avuto un’auto con un chiaro vantaggio tecnico, a differenza di quanto accaduto nel WEC, dove ha potuto sfruttare il dominio del team giapponese.
Nel 2018, Fernando Alonso ha colto l’opportunità di partecipare alla stagione più lunga del WEC, approfittando dell’assenza di sovrapposizioni con il calendario di Formula 1. Con il benestare di McLaren e Zak Brown, lo spagnolo ha firmato con Toyota per guidare la TS050 LMP1 insieme a Sébastien Buemi (QUI l’intervista che gli abbiamo fatto) e Kazuki Nakajima.
In quella “superstagione”, Alonso ha vinto il titolo mondiale e due edizioni delle 24 Ore di Le Mans, sfruttando il netto vantaggio tecnico della vettura nipponica. Per la prima volta in carriera, ha potuto guidare “a suo piacimento” e dominare la competizione, un’esperienza che gli ha fatto sognare lo stesso scenario in Formula 1.

“Nel WEC con Toyota ho capito quanto sarebbe incredibile avere un’auto dominante in Formula 1. Puoi ottenere grandi risultati e guidare senza pressioni,” ha dichiarato Alonso in un’intervista alla BBC.
Ripercorrendo la sua carriera, Alonso ha sottolineato come anche nei suoi anni da campione del mondo abbia dovuto compensare le mancanze tecniche delle sue vetture. Nel 2005, ad esempio, ha sfruttato i problemi di affidabilità della McLaren per vincere il titolo, mentre nel 2006 ha beneficiato degli errori e dei ritiri della Ferrari di Schumacher.

A 43 anni, Alonso è ancora motivato e spera che il 2026 possa essere l’anno giusto. Con Adrian Newey ormai parte del team Aston Martin, Alonso intravede la possibilità di guidare un’auto competitiva: “C’è una nuova generazione di tifosi che non mi ha mai visto vincere. Voglio dimostrare loro che si sbagliano e che posso tornare al vertice.”

