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Donne e Formula 1: il coraggio di sfidare i pregiudizi

Il lento progresso delle donne in Formula 1

La Formula 1 è da sempre uno sport dominato dagli uomini, ma è importante ricordare che, almeno sulla carta, non esistono regole che vietino alle donne di competere. Tuttavia, la loro presenza in pista è stata estremamente rara.

L’ultima donna a partecipare a un Gran Premio è stata Lella Lombardi, che nel 1976 concluse al 12° posto il suo ultimo GP in Austria. Lombardi detiene anche un primato unico: è l’unica donna nella storia della F1 ad aver conquistato punti iridati, ottenendo mezzo punto nel caotico GP di Spagna del 1975.

Tra il 1974 e il 1976, Lella partecipò a 12 Gran Premi, per poi dedicarsi ad altre competizioni, come la 24 Ore di Le Mans e la 6 Ore di Vallelunga. Esempio di determinazione e talento, che ancora oggi rappresenta un caso raro nel panorama della Formula 1.

Lella Lombardi non è stata la prima donna a competere in un Gran Premio di Formula 1. Prima di lei, nel 1958, Maria Teresa De Filippis fece il suo debutto al GP di Monaco. Purtroppo non riuscì a qualificarsi per la gara, ma poco dopo, al GP del Belgio, conquistò un traguardo significativo: concluse la gara in 10ª posizione, partendo 19ª.

Lella Lombardi, Formula 1 donne
Lella Lombardi, 1974

In tempi più recenti, è impossibile non citare Susie Wolff, precedentemente nota come Susie Stoddart. Nel 2014, Susie è diventata la prima donna a partecipare a un weekend di Formula 1 dal 1992, dopo l’italiana Giovanna Amati, l’ultima a tentare di qualificarsi per un Gran Premio. Wolff prese parte alle prove libere del GP di Silverstone con la Williams e replicò l’esperienza nel GP di Germania dello stesso anno.

Susie Wolff, Formula 1 donne
Susie Wolff, 2014

Da allora, sono stati fatti alcuni passi avanti verso una maggiore inclusione femminile in Formula 1, come dimostra la nascita della F1 Academy: una competizione interamente femminile composta da sette gare. Questo progetto è stato creato con l’obiettivo di aumentare la presenza delle donne nel mondo della F1, non solo come piloti, ma anche a livello manageriale. Non a caso, il CEO della F1 Academy è Susie Wolff.

F1 Academy, Formula 1 donne
F1 Academy, 2024

Anche nei ruoli tecnici si registrano progressi significativi. Ruth Buscombe, ad esempio, ha ricoperto il ruolo di Senior Strategy Engineer per Alfa Romeo Racing, gestendo la strategia di gara e ottimizzando le prestazioni del team. Un altro esempio è Hannah Schmitz, Principal Strategy Engineer di Red Bull Racing, che svolge un ruolo cruciale all’interno del team campione del mondo. Inoltre, dalla prossima stagione, la storia della Formula 1 raggiungerà un nuovo traguardo importante: Laura Muller, diventerà la prima Race Engineer del team Haas, segnando un ulteriore passo avanti per le donne in questo sport.

C’è ancora molta strada da fare per raggiungere una vera uguaglianza, ma un grande applauso va alle donne che non si sono arrese di fronte alle porte chiuse e sono riuscite a farcela. E un incoraggiamento speciale a tutte coloro che stanno ancora lottando per realizzare i propri sogni, nella speranza che, col tempo, tutte le barriere culturali possano essere abbattute.

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