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Leonardo Fornaroli si racconta a Fuori Pista

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La nostra intervista a Leonardo Fornaroli, che ci ha raccontato le emozioni del titolo vinto in Formula 3 e le sue esperienze da pilota.

Formula 2 e Formula 3 stanno diventando categorie sempre più importanti per i giovani piloti che sognano di poter competere nella massima categoria del motorsport. Ma vi siete mai chiesti com’è il mondo delle categorie minori o quanto sia difficile emergere all’interno di un gruppo di ragazzi che lottano per lo stesso obiettivo? Se siete curiosi di scoprire le risposte a queste domande (e non solo), leggete le quattro chiacchiere che abbiamo scambiato con Leonardo Fornaroli, campione in carica della F3 e nuovo arrivato nel team Invicta in Formula 2!

N.B: L’intervista integrale è disponibile sul nostro canale YouTube.

L’avventura in Formula 3 e l’esordio in Formula 2

Ciao Leonardo: quest’anno hai vinto una battaglia estenuante per il titolo in Formula 3, che è durata fino all’ultimo giro. C’è stato un momento in cui hai pensato che non saresti riuscito a vincere?

“A due giri dalla fine, quando ho perso la posizione da Gabriele [Minì] e da Mansell mi hanno detto in radio che in quel momento ero secondo [in classifica]. Lì ho avuto tanta paura di non riuscire a vincere, ma sapevo di avere ancora l’ultimo giro a disposizione. Ho provato [il sorpasso] svariate volte ma non è mai andato a buon fine, per fortuna ce l’ho fatta all’ultimo momento!”.

Che cosa di ha permesso di superare la paura di non raggiungere l’obiettivo?

“Il fatto di pensare che mi bastava superare Mansell che era davanti a me. Ho sperato fino alla fine di avere una possibilità e per fortuna c’è stata”.

Leonardo Fornaroli si racconta a Fuori Pista

Sei diventato campione senza vincere neppure una gara, e non vinci una corsa dal 2021. A molti può sembrare strano, senti una certa pressione in questo senso?

“No, non sento nessuna pressione. Penso che se ad un qualsiasi pilota ad inizio stagione si chiedesse se preferirebbe vincere delle gare o il campionato, credo che nessuno ci penserebbe due volte: tutti risponderebbero il campionato. Quindi cerco solo di dare il massimo, sono riuscito a vincere il campionato anche senza vittorie e non mi cambia nulla. L’importante è arrivare il più in alto possibile in classifica”.

Ad inizio stagione avevi già l’obiettivo di vincere il campionato oppure hai iniziato a crederci sempre di più con il passare delle gare?

“Non ho iniziato con il campionato con l’idea di vincere e di strafare. Il 2024 è stato il mio secondo anno, sapevo di dover far bene ma senza troppe pressioni. Sapevo anche che il campionato sarebbe stato molto lungo e che ci sarebbero state tante gare a disposizione. Ho iniziato a crederci a tre gare dalla fine: la leadership del campionato è cambiata svariate volte, e dopo i due weekend in Austria e in Gran Bretagna ero 26 punti dietro il leader. Sapevo che recuperarli sarebbe stato molto difficile, però poi ho visto che tutto stava andando per il verso giusto. E così sono arrivato a Monza con un punto di vantaggio sul secondo, e il resto lo sappiamo tutti”.

Come approcci le gare sia da un punto di vista fisico che mentale?

“La preparazione fisica è fondamentale. Le gare sono molto difficili, bisogna rimanere più lucidi possibili quando si è in macchina. Dal punto di vista mentale non faccio esercizi specifici, mi basta una chiacchierata con il mio trainer per tranquillizzarmi”.

Quest’anno hai debuttato in Formula 2 ad Abu Dhabi, sia in occasione dell’ultimo weekend di gara che dei test. Quali sono le principali differenze che hai riscontrato rispetto alla Formula 3?

“Le prime differenze che ho notato sono state la potenza e il peso della vettura, i freni in carbonio, che sono molto più potenti, e anche le gomme più grandi. In qualifica non mi sono trovato particolarmente in difficoltà, sul giro secco la guida è simile a quella della Formula 3. Le differenze più grosse le ho notate in gara. Innanzitutto, con il pit stop bisogna utilizzare due mescole diverse nella Feature Race, questa è stata una cosa completamente nuova”.

“Inoltre, viste le differenze di peso e potenza, in Formula 2 le gomme si degradano maggiormente, sono molto più sensibili. Quindi bisogna stare molto più attenti rispetto alla Formula 3. Con la strategia si possono guadagnare o perdere molte posizioni”.

Leonardo Fornaroli si racconta a Fuori Pista

Il prossimo anno correrai con il team Invicta, che quest’anno ha trionfato con Bortoleto. Pensi di poter lottare sin da subito per il titolo?

“È ancora presto per dirlo. Vedendo come sono andati i test post stagionali ci sono sensazioni positive, ma come l’anno scorso non penserò subito di dover vincere. Penserò solamente a dare il meglio di me stesso senza strafare, che credo sia l’approccio migliore”.

Uno degli aspetti più importanti quando ci si gioca un titolo è il rapporto con la squadra. Come ti trovavi lo scorso anno con Trident? E con i ragazzi di Invicta?

“Con Invicta mi sono trovato bene sin da subito, anche se ci ho passato ancora poco tempo insieme. Mi hanno accolto come se fossi parte della famiglia, sono tutti molto simpatici e professionali. Il rapporto con loro è iniziato con il piede giusto”.

“Parlando di Trident, anche con loro mi sono trovato benissimo. Il loro workshop è ad un quarto d’ora da casa mia, quindi potevo passare a trovarli quando volevo. Sono stati 3 anni indimenticabili che mi hanno fatto crescere sia come persona che come pilota, li ringrazio molto”.

Quale momento di questa stagione (escluso il sorpasso che ti ha portato il titolo) ti è rimasto particolarmente a cuore?

“Un momento che mi è rimasto impresso è la gara 2 di Barcellona, dove ho spinto fortissimo per tutta la gara. La gestione delle gomme era molto importante, e a causa del trenino di DRS tutti siamo rimasti lì ad aspettare per la maggior parte del tempo. Negli ultimi 4 giri, però, avendo gestito meglio le gomme sono riuscito a risalire dalla quinta alla terza posizione, facendo anche un bel sorpasso all’ultimo giro. La gestione gomma è sempre stato un mio punto debole nel 2023, e vedere i risultati del duro lavoro è stata una grande soddisfazione”.

E quale momento in particolare ti ha aiutato a crescere?

“I momenti che mi hanno fatto crescere come pilota sono stati molti. Ad esempio, in Austria ho commesso un errore in qualifica e sono partito in P24 in entrambe le gare. Ma in Formula 3 può succedere di tutto, e al Red Bull Ring in particolare ci sono sempre tante battaglie: in gara 1 sono riuscito a risalire fino alla dodicesima posizione, mentre in gara 2 ho chiuso nono”.

“Questo mi ha insegnato a non mollare mai, anche se tutto sembra finito c’è sempre la possibilità di risalire. Questo si ricollega anche al periodo dopo la gara di Silverstone, in cui ero finito a 26 punti dal leader dopo un weekend un po’ sfortunato. Lì non ho mollato, pian piano sono riuscito a risalire e vincere lo stesso il campionato”.

Hai detto di aver sofferto per la gestione gomme nel 2023. Come hai lavorato per migliorare un aspetto così importante del motorsport?

“Ho lavorato tanto al simulatore con il mio ingegnere nella pausa invernale tra il 2023 e il 2024. Siamo andati a rivedere tutte le gare in cui avevo fatto degli errori, era la cosa giusta da fare e mi ha aiutato molto”.

Le prime esperienze nei kart

C’è qualche pilota forte che hai affrontato nelle tue primissime esperienze ma che poi non hai ritrovato nelle categorie superiori?

“Mi viene subito in mente Harry Thompson. Sui kart era un pilota fortissimo, in ogni condizione. È stato uno dei piloti più forti che io abbia mai visto, non so per quali motivi non sia riuscito a raggiungere le categorie superiori”.

Uno dei piloti con cui sei cresciuto e a cui sei spesso accostato è Gabriele Minì. Entrambi state facendo un bel percorso di crescita, qual è il tuo rapporto con lui?

“Con Gabriele ho un buon rapporto, siamo stati compagne nel 2016 nei kart. Ci siamo allenati insieme molte volte, ogni tanto abbiamo anche dormito nella stessa camera. Anche adesso, quasi ogni sera ci ritroviamo per giocare al simulatore o ad altri giochi!”.

Leonardo Fornaroli si racconta a Fuori Pista

Attualmente non fai parte di nessuna Academy, a differenza di tanti altri giovani piloti. Nel corso degli anni, hai mai avuto la possibilità di entrare nei progetti giovanili di qualche scuderia di Formula 1?

“No, per ora non ho mai avuto nessuna possibilità di questo tipo. Per il momento non so come si stiano muovendo le squadre”.

Fornaroli dentro e fuori la pista

Ci sono delle attività che ti piace fare nel tempo libero o quando non sei ai weekend di gara?

“Quando sono qui a casa cerco sempre di uscire con i miei amici e con la mia fidanzata. Mi piace anche molto correre, lo scorso anno ho disputato la mezza maratone di Piacenza e se ne avrà la possibilità la farò anche l’anno prossimo. Comunque, il tempo che non passo con gli amici lo passo ad allenarmi”.

Se dovessi fare un’analisi di te come pilota, quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?

“Secondo me quest’anno sono stato molto forte in qualifica. Sin dal primo giro ero sempre tra i primi 3 o 5. Anche in gara ho fatto un passo in avanti notevole, sono rimasto tranquillo cercando di conquistare sempre più punti possibili. Un mio difetto invece è che penso un po’ troppo, magari anche quando mi tocco con qualcun altro, e questo mi porta a fare qualche errore. Ma è una cosa che è successa poche volte quest’anno, e sono molto contento questo”.

In termini di crescita personale, quale dei quattro compagni di squadra che hai avuto in questi anni di Formula 3 ti ha aiutato di più?

“In entrambe le stagioni mi sono trovato molto bene con i miei compagni. Tutti mi hanno insegnato qualcosa. Anche se lo scorso anno ho avuto accanto due rookie, a volte andavano più forte di me e grazie a loro ho imparato delle tecniche di guida che non usavo. Nel 2023, poi, Gabriel [Bortoleto] mi ha insegnato molto soprattutto in termini di approccio al campionato, infatti ho cercato di seguirlo in questo 2024”.

Leonardo Fornaroli si racconta a Fuori Pista

C’è una pista tra quelle della F2 su cui non vedi l’ora di guidare nel 2025? E tra quelle del calendario di Formula 1?

“Sicuramente non vedo l’ora di tornare a Melbourne, Imola, Monza e Montecarlo. Ci sono tante piste che mi piacciono: mi mancano ancora Jeddah, Baku e il Qatar, non vedo l’ora di andare anche lì. Tra quelle di Formula 1, Suzuka è quella che mi rimane più impressa, ma anche Singapore e Montreal devono essere belle”.

Cosa ne pensi, in generale, di quest’ultima stagione di Formula 1?

“È stato un campionato molto bello, finalmente si è vista molta battaglia tra piloti e team. Spero che questo possa continuare anche dopo il cambio di regolamento nel 2026, perché è molto bello vedere tutte queste battaglie che ci fanno rimanere attaccati allo schermo”.

Un’ultima domanda: c’è un pilota che ti ha spinto ad intraprendere la carriera da pilota?

“Sicuramente mio papà, che era pilota in GT3 quando era piccolo. Lui ha cominciato con il motocross, poi è passato alle quattro ruote. Andavo a vedere le sue gare e guardavo la Formula 1 insieme a lui, poi una volta siamo andati a provare dei kart, di quelli elettrici molto semplici. Da lì ho capito subito che avrei voluto fare il pilota!”.

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