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Dakar 2025 | Yazeed Al-Rajhi trionfa in patria

La Dakar 2025 entra nella storia: Yazeed Al Rajhi diventa il primo pilota saudita a vincere il rally-raid più famoso al mondo, portando Toyota alla doppietta e lasciando il segno in una competizione dominata da talento, strategia e sfide nel deserto. Ma dietro il trionfo, brillano anche le sorprese di Ekström e Bergkvist, e il rammarico di Lategan per un sogno sfumato sul finale.

Yazeed Al Rajhi e Timo Gottschalk, al volante del loro Toyota Hilux Overdrive, hanno conquistato la 47ma edizione della Dakar, entrando nella storia come i primi vincitori autoctoni della competizione regina dei rally-raid. Mai prima d’ora, né in Africa né in Sud America, un pilota originario del paese ospitante era riuscito a trionfare. Questa vittoria non solo conferma Al Rajhi come uno dei più forti piloti del panorama internazionale, ma lo consacra anche come icona sportiva e imprenditore di punta del Regno.

Dakar 2025

Il dominio Toyota e l’assalto dei nuovi arrivati

Toyota ha suggellato la sua superiorità in questa Dakar 2025con una doppietta. Al-Rajhi e Gottschalk hanno primeggiato, seguiti dall’equipaggio formato da Henk Lategan e Brett Cummings del team Gazoo Racing. Nonostante le nuove e ambiziose sfide lanciate da Ford M-Sport e dalla Dacia Sandriders, Toyota ha respinto ogni attacco, dimostrando ancora una volta la sua leadership nei rally-raid.

Mattias Ekström: la rivelazione della Dakar 2025

A sorprendere è stato però l’equipaggio formato da Mattias Ekström ed Emil Bergkvist, che ha portato la Ford M-Sport Raptor al terzo posto, sfidando i giganti del rally-raid con una costanza e una solidità incredibili. Ekström, già leggenda del motorsport per le sue vittorie nel DTM e nel Rallycross, ha confermato di essere un pilota completo e capace di adattarsi rapidamente a una competizione dura come la Dakar.

Grazie alla sua guida precisa e alla perfetta intesa con Bergkvist, la nuovissima Raptor ha dimostrato un potenziale straordinario, rivelandosi un mezzo affidabile e competitivo sin dalla sua prima apparizione. Questa prestazione rappresenta un punto di partenza fondamentale per Ford M-Sport, che ha chiaramente le carte in regola per insidiare i team più affermati nelle prossime edizioni.

Dakar 2025

Lategan e Cummings: un boccone amaro

La seconda posizione di Henk Lategan e Brett Cummings, seppur prestigiosa, ha il sapore amaro di un’occasione persa. L’equipaggio sudafricano, infatti, era riuscito a mantenere la testa della corsa per gran parte della competizione, dimostrando un ritmo straordinario e una guida impeccabile. Tuttavia, nelle fasi finali, l’incredibile performance di Al Rajhi e il “fattore campo” delle dune dell’Empty Quarter hanno spazzato via i loro sogni di gloria. Per Lategan e Cummings, resta la consapevolezza di essere tra i migliori equipaggi in circolazione, ma anche il rimpianto di non aver concretizzato una vittoria che sembrava alla loro portata.

Dakar 2025

Un podio innovativo e le delusioni inaspettate

Fuori dal podio, una certa delusione per Nasser Al-Attiyah e Mathieu Boulanger, solo quarti con la nuova Dacia. Non all’altezza delle aspettative, Al-Attiyah non è apparso lucido come in passato. Positive, invece, le prestazioni di Mitchell Guthrie sulla seconda Ford e di Mathieu Serradori, che con il suo Century si è confermato come il miglior pilota privato dell’era moderna della Dakar.

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Il “fattore campo” di Al Rajhi

Il successo di Al Rajhi non è stato solo il risultato di un mezzo straordinario, ma anche della sua innata abilità di guida sulle dune. Il “fattore campo” ha giocato un ruolo cruciale: l’Empty Quarter, una delle aree desertiche più complesse al mondo, ha messo alla prova i migliori piloti, ma ha rappresentato un vantaggio decisivo per il pilota saudita.

Che edizione!

La 47ma edizione della Dakar non ha solo celebrato un vincitore, ma ha anche scritto una pagina storica per l’Arabia Saudita e il mondo dei rally-raid. Al Rajhi è ora un simbolo per il suo paese, mentre Toyota continua a dettare legge. Allo stesso tempo, la straordinaria performance di Ekström e Bergkvist dimostra che il futuro del rally-raid potrebbe riservare sorprese entusiasmanti, con nuovi protagonisti pronti a dare battaglia ai campioni affermati.

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