La 24H Ore di Daytona si è conclusa con una scia di polemiche per un controverso episodio che ha coinvolto la Corvette #4 e la BMW #1, con Tommy Milner, pilota Corvette, che ha espresso apertamente il proprio disappunto nei confronti di Augusto Farfus, alla guida della BMW #48.
Nel corso della 22ª ora di gara, Milner, leader della classe GTD Pro, stava lottando per mantenere la posizione contro Connor De Phillippi sulla BMW #1. Tuttavia, il tentativo di difesa è stato complicato dall’interferenza della BMW #48, guidata da Farfus, che si trovava 57 giri indietro a causa di problemi precedenti.
Milner non ha nascosto la sua frustrazione: “Questo non è lo spirito dell’IMSA, non è questo il senso del motorsport. Il pilota dovrebbe vergognarsi, così come il team. È stato un comportamento imbarazzante e antisportivo”. Secondo il pilota Corvette, la BMW #48 aveva come unico obiettivo quello di favorire la vettura gemella, bloccando continuamente la sua traiettoria.

Nonostante le bandiere blu che segnalavano l’arrivo di vetture più veloci, Farfus ha continuato a ostacolare Milner, costringendo la direzione gara a intervenire con una penalità di drive-through per comportamento scorretto. Tuttavia, il danno era ormai fatto: la Corvette #4 ha subito danni al retrotreno a causa di un contatto e ha perso terreno prezioso, finendo settima.
Milner ha definito l’episodio “patetico”, aggiungendo: “Abbiamo lavorato duramente per metterci in condizione di lottare per un buon risultato, solo per vederlo rovinato in questo modo”.

Dal canto suo, Farfus ha difeso il proprio operato, dichiarando: “Il mio intento era supportare il mio compagno di squadra nella lotta per la vittoria. È stata una situazione difficile, ma non ho avuto alcun ruolo diretto nel contatto”.
Nonostante tutto, la Corvette #4 ha terminato in settimana posizione, mentre la gemella #3 é riuscita a salire sul podio GTD Pro, separando le due Mustang, mentre le polemiche continuano a tenere banco dopo la gara.

