La FIA ha da poco annunciato di non voler procedere con una sanzione nei confronti di Ticktum dopo i suoi team radio spinti ed irregolari dell’ultimo E-Prix a Jeddah.
Alcune settimane fa, la FIA ha pubblicato nuove linee guida sulle sanzioni che gli steward dovrebbero comminare in caso di infrazioni da parte dei piloti.
Uno degli ultimi casi è stato quello avvenuto nel WRC, Adrien Fourmaux è stato multato pochi giorni in seguito all’utilizzo di un linguaggio poco consono in un’intervista al Rally di Svezia. Tuttavia, Mitch Evans e Dan Ticktum, che hanno letteralmente pronunciato via radio (a cui anche il pubblico può accedere) numerosissime volte la parola F (Ticktum per ben nove volte, ma non è una sorpresa) al loro team durante la gara di venerdì a Jeddah, se la sono cavata entrambi senza penalità.

La pubblicazione dell’Appendice B del Codice sportivo internazionale della FIA, la “Stewards Penalty Guideline”, ha suscitato molto dibattito tra la community del Motorsport: si parla di eccessiva correttezza politica, museruole e persino censura, nonché della soppressione della libertà di espressione da parte di un regime autoritario. Il presidente della FIA Mohammed bin Sulayem è spesso considerato, da parte soprattutto degli appassionati, come responsabile delle rigide regole di comportamento.
Come affermato poc’anzi, né Evans né Ticktum (che ha concluso il secondo E-Prix in quel di Jeddah in nona posizione conquistando altri 2 punti in classifica dopo aver combattuto saldamente per la Top-5), che in passato ha spesso attirato l’attenzione per aver utilizzato un linguaggio poco consono nella radio della squadra, devono temere una penalità, come ha confermato la FIA.
“Gli steward sono stati informati e hanno deciso che non erano necessarie ulteriori azioni in quanto ciò è avvenuto nel contesto di una comunicazione radio con la squadra e non durante un’intervista ai media (come accaduto nel caso di Fourmaux),” ha affermato la testata giornalistica Autosport citando un portavoce della FIA. Tale dinamica ha certamente costituito un precedente non da poco all’interno del mondo del Motorsport.
Anche il noto giornalista Tobas Wirtz della testata giornalistica e-Formel.de si è espresso a riguardo: “Trovo discutibile il fatto stesso che la FIA, attraverso il Codice Sportivo Internazionale, si riservi il diritto di penalizzare i piloti per linguaggio “inappropriato” fino a multe e persino sospensioni. Naturalmente è nell’interesse della federazione che questo sport non venga messo in cattiva luce. Ma anche la formulazione del Codice Sportivo Internazionale lascia molto spazio all’interpretazione. Oppure si può dire con certezza quali parole esattamente possono essere percepite come maleducate o offensive e quali no?”
E’ sicuramente chiaro e noto che la situazione si è fatta fortemente spinosa e difficoltosa soprattutto dopo le vicende di Ticktum ed Evans, e probabilmente anche la FIA stessa ha avuto problemi nella reale attuazione di questo nuovo codice regolamentare, che ha creato molto malcontento e disturbo generale tra i piloti, i team e anche la community tutta.
Questo caso ha sicuramente creato un nuovo precedente nel codice regolamentare, ma non è detto che la FIA agisca sempre in tal maniera, è bene pertanto cercare di attuare norme e regole fortemente più chiare e pertanto agire nell’interesse collettivo non solo dei piloti, le prime vittime di questo nuovo e neonato meccanismo di codice prettamente comportamentale, ma anche in modo tale da non rovinare lo spettacolo che questo mondo ci offre week-end dopo week-end.

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