Mercedes ha presentato la sua W16 che competerà nell’ultima stagione prima del cambio regolamentare. A Brackley hanno voluto progettare un’auto completamente diversa rispetto ai design visti finora, ma le scelte audaci ripagheranno gli sforzi?
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Dal 2022, anno del rivoluzionario cambio regolamentare tecnico che ha inaugurato l’era ad effetto suolo, Mercedes non ha mai trovato la quadra per un progetto stabile e soprattutto vincente, trovandosi ad affrontare grandi problematiche prima di drag, poi di bilanciamento, usura gomme e una finestra di funzionamento molto ridotta.
Gli ingegneri capitanati da James Allison, tornato al timone della squadra da Aprile 2023, hanno adottato varie strategie per cercare di riportare la Stella ad essere competitiva, sbattendo però contro ostacoli che ne hanno minato le prestazioni.
La W16 presentata Lunedì e scesa in pista il giorno seguente per lo shakedown a Sakhir ha messo in mostra delle forme ben diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati, segno che i tecnici di Brackley hanno voluto giocarsi il tutto e per tutto in quest’ultima stagione prima del cambio regolamentare del 2026.
Andiamo a scoprire le audaci scelte fatte da Mercedes per la vettura chiamata al riscatto durante la stagione 2025, con la guida di Kimi Antonelli e George Russell.
Un’ala anteriore che abbandona tutta la filosofia della W15
Già dall’alettone anteriore si può notare a colpo d’occhio come Mercedes abbia scelto una strada aggressiva nello sviluppo di questa W16, abbandonando molte delle idee portate sulla vettura precedente e sui vari aggiornamenti.
Il naso, ora più allungato, si connette al primo elemento (evidenziato in blu), portando in pista una soluzione più unica che rara scelta per fornire energia ai lati del muso e di conseguenza ai canali Venturi più esterni. L’effetto outwash dell’ala resta invece fedele alle specifiche del GP di Monaco, mentre è curioso il deflettore posizionato vicino alla brake duct, sviluppato probabilmente per aiutare gli elementi del marciapiede del fondo ad acquisire flussi con più energia.
Cambiano anche i disegni degli ingressi ai canali Venturi, con il generatore di vortici visto sulla W15 che scompare su queste nuove specifiche. Arriva inoltre un grande inlet verticale sotto le pance laterali, compensando la portata d’aria ai radiatori tolta dal nuovo disegno dei sidepods.

Si era partiti estremi e si finisce estremi
Molti di voi probabilmente ricorderanno quelle curiose (non) pance della W13 portate ai test in Bahrain prima dell’inizio della stagione 2022, che tanto avevano impaurito per poi rivelarsi una scelta inefficace a causa della mala gestione dei flussi sporchi delle ruote anteriori.
Se quella è stata una scelta estrema, ecco che Mercedes sorprende ancora e sceglie di nuovo un design ben diverso per i sidepod della W16, con l’inlet dei radiatori portato al minimo indispensabile per aumentare a dismisura la portata d’aria al sottoquadro.
Le pance portate su questa nuova vettura presentano una gola stretta nella sezione centrale del corpo, creando un punto di alta pressione prima dell’ingresso al diffusore, mentre sorprende la scelta di un muro dello scivolo molto basso.
Viene rivisto anche il cofano motore che presenta ora una spalla più alta per aumentare la portata d’aria al diffusore assieme alla feritoia a tana di topo come visto anche sulla Ferrari SF-25 per aumentare la portata d’aria al retrotreno. Inoltre restano simili i design dell’airbox e della shark-fin.


Poche certezze al posteriore
Senza immagini del posteriore dallo shakedown di martedì, bisogna affidarsi alle immagini diffuse da Mercedes dopo la presentazione ufficiale della W16.
In questo caso però, oltre ad un’ala posteriore vicina al design portato fin da Bahrein 2023 e i flap portati con gli aggiornamenti di Imola 2024, la beam wing è decisamente larga, lasciando molti dubbi sulla veridicità delle immagini a causa della poca efficienza di un simile elemento.
Cambia poco anche il punto d’apertura del cofano motore, leggermente rialzato e con una curvatura verso l’interno sulla parte inferiore del canale d’uscita.

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