Critiche contro la FIA. Innumerevoli bandiere nero e arancione per il pilota Haas.

Ben Sulayem sotto accusa: la FIA rischia azioni legali

Il presidente di Motorsport UK, David Richards, ha diffuso una lettera molto critica nei confronti della gestione della FIA da parte di Mohammed Ben Sulayem, nella quale avverte della possibilità di un’azione legale

Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, è finito al centro di pesanti critiche per la sua gestione della federazione che governa il motorsport, con accuse che mettono in discussione la sua condotta e il mancato rispetto degli impegni presi.

David Richards, ex team principal di Formula 1 e attuale presidente di Motorsport UK – l’ente che regola il motorsport nel Regno Unito e membro della FIA – ha scritto una lettera aperta ai membri della federazione, definendo l’ultimo episodio come “la goccia che ha fatto traboccare il vaso“.

Il riferimento è alla riunione del Consiglio Mondiale del Motorsport (WMSC) della scorsa settimana, dalla quale Richards, alcuni funzionari della federazione, tra cui il vicepresidente sportivo Robert Reid, e altri membri sono stati esclusi perché si sono rifiutati di firmare un accordo di riservatezza.

Nella sua lettera, il 72enne britannico ha definito questa richiesta una sorta di “bavaglio”, denunciando anche il mancato rispetto di alcune promesse elettorali fatte da Ben Sulayem nel 2021, quando fu eletto presidente della FIA.

Da tempo nutro serie preoccupazioni riguardo alla progressiva perdita di trasparenza e di una corretta gestione all’interno della FIA“, ha scritto Richards.

Come avrete letto sulla stampa, è emersa recentemente una situazione che mi ha costretto a prendere posizione e a fornire una spiegazione.

Richards ha poi ricordato che Motorsport UK, nel 2021, scelse di sostenere Ben Sulayem alle elezioni invece del candidato britannico Graham Stoker, sulla base di tre principi fondamentali.

Questi principi erano: un presidente che adottasse un approccio meno interventista, delegando la gestione quotidiana della FIA a un team esecutivo professionale; la nomina di un CEO autorevole e con pieni poteri; e il rispetto di standard elevati in termini di trasparenza e buona gestione sportiva.

Secondo Richards, Ben Sulayem avrebbe tradito questi impegni, portando la FIA verso una deriva preoccupante.

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La goccia che ha fatto traboccare il vaso

Natalie Robyn è stata nominata CEO della FIA nel 2022, ma ha lasciato l’incarico dopo appena 18 mesi, nel maggio 2024.

Negli ultimi tre anni, purtroppo, abbiamo assistito a un evidente mancato rispetto delle promesse fatte,” ha dichiarato Richards. “Anzi, la situazione è peggiorata progressivamente, come confermano numerosi articoli di stampa che riportano licenziamenti o dimissioni di diversi membri di alto livello della FIA e funzionari volontari, spesso in circostanze poco chiare.

Inoltre, l’autonomia dei Comitati di Revisione e di Etica è stata drasticamente ridotta, rendendoli dipendenti dall’autorità del presidente. Il nostro rappresentante britannico, che aveva sollevato alcune questioni critiche, è stato rimosso senza preavviso, così come il presidente del Comitato di Revisione.

Sono stati introdotti metodi che limitano il corretto funzionamento del Consiglio Mondiale del Motorsport, in particolare il voto elettronico, che impedisce un dibattito aperto e approfondito su questioni fondamentali.

La situazione è diventata sempre più preoccupante e, per me, il punto di rottura è arrivato tre settimane fa, quando mi è stato chiesto di firmare un nuovo accordo di riservatezza che ho considerato un vero e proprio ‘bavaglio’.

Richards ha sottolineato di aver già accettato un accordo di riservatezza quando è entrato a far parte del Consiglio Mondiale del Motorsport nel 2021, ma il nuovo documento imponeva condizioni molto più restrittive.

Mi è stato dato un preavviso di una sola settimana e mi è stato comunicato che, se non avessi firmato, non mi sarebbe stato permesso di partecipare alla successiva riunione del Consiglio Mondiale del Motorsport,” ha spiegato Richards.

Ha espresso la sua opposizione per tre motivi principali. Primo, perché il nuovo accordo classificava come riservato qualsiasi aspetto delle attività della FIA, senza alcuna distinzione. Secondo, perché la FIA aveva il potere unilaterale di determinare se qualcuno avesse violato i termini, senza alcun giusto processo. Infine, perché era prevista una multa immediata di 50.000 euro per qualsiasi presunta violazione, con il rischio di ulteriori sanzioni.

L’imposizione di questo nuovo accordo di riservatezza è in contrasto con gli Statuti della FIA e tradisce l’impegno per una gestione trasparente che avevamo sostenuto con il nostro voto,” ha aggiunto Richards.

Ho quindi chiesto che la questione venisse discussa nel Consiglio Mondiale del Motorsport, anziché essere imposta come prerequisito per la partecipazione alla riunione.

Tuttavia, la mia richiesta – insieme a quella di altri membri che condividevano la mia posizione – è stata respinta, e ci è stato impedito di prendere parte alla riunione.

Questa decisione viola apertamente gli Statuti della FIA, che garantiscono ai membri eletti il diritto di accesso alle riunioni. Per tutta la durata di questa vicenda, ho costantemente aggiornato il Consiglio di Motorsport UK per assicurarmi del loro pieno sostegno.

I nostri legali di Motorsport UK, insieme al nostro consulente legale francese, hanno formalmente contestato le azioni della FIA, presentando una serie di domande a cui la dirigenza dell’organizzazione deve rispondere.

Ad oggi, tuttavia, non abbiamo ricevuto alcuna risposta, nemmeno alla domanda più fondamentale: dove negli Statuti della FIA è previsto che un membro eletto possa essere escluso da una riunione?

Ben Sulayem FIA

Si procederà per vie legali?

Richards ha ribadito di essere “disposto a firmare un accordo di riservatezza adeguatamente rivisto“, ma ha sottolineato che prima devono essere affrontate alcune questioni fondamentali.

Nessuno, tantomeno io, nega la necessità di mantenere riservate e sensibili determinate informazioni per la comunicazione esterna,” ha dichiarato.

Tuttavia, questo principio non deve essere strumentalizzato per imporre un bavaglio generalizzato ai rappresentanti volontari che siedono nei vari Consigli e Comitati della FIA.

Nella parte conclusiva della lettera, il presidente di Motorsport UK ha spiegato le ragioni per cui l’ente sta valutando un’azione legale contro la FIA.

Le decisioni prese dalla FIA violano i loro stessi Statuti” si legge nella lettera.

Abbiamo quindi comunicato alla FIA che, se non affronteranno le problematiche sollevate, procederemo con un’azione legale formale.

In un anno cruciale, in cui verrà rieletto il presidente o ne sarà nominato uno nuovo, è più importante che mai ricordare alla FIA le proprie responsabilità e garantire che risponda del proprio operato nell’interesse dello sport e dei suoi membri in tutto il mondo. Ed è esattamente ciò che intendo fare.

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