La F2 inaugura la stagione con una sessione di prove libere caotica a Melbourne, segnata da numerose interruzioni e pochi giri realmente utili.
L’inizio del weekend di F2 è stato accompagnato da un colpo di scena: i team Trident, Rodin e DAMS sono stati sanzionati con 10 posizioni di penalità in griglia e una multa di 10.000 euro per irregolarità riscontrate durante i test pre-stagionali.
Come da prassi, la sessione è partita con una simulazione di Virtual Safety Car per testare il corretto funzionamento del sistema. Il primo riferimento cronometrico significativo è stato firmato da Jak Crawford in 1’33”714, con Luke Browning e Oliver Goethe subito alle sue spalle. Tuttavia, la leadership è durata poco: Richard Verschoor si è portato in vetta con 1’33”530.
Victor Martins è stato il primo a commettere un errore, finendo fuori pista. Poco dopo, Alex Dunne ha fatto peggio: dopo aver toccato il muro in curva 11-12, è rimasto bloccato nella ghiaia, causando la prima bandiera rossa della stagione.

Dopo circa dieci minuti di stop, la sessione è ripresa, ma lo stato di bandiera verde è stato effimero. Martins si è portato in testa con un tempo di 1’32”687, prima che un incidente di Goethe in curva 10 – un testacoda completo seguito dallo spegnimento della vettura – provocasse una nuova interruzione.

A sette minuti dalla fine, la sessione è ripartita, ma i piloti hanno impiegato tempo per riscaldare le gomme prima di lanciarsi in giri veloci. Con i tempi delle fasi iniziali poco rappresentativi, tutti hanno migliorato nel finale, ma l’ennesima bandiera rossa ha impedito di completare i tentativi. Ritomo Miyata ha perso il controllo, mentre Arvid Lindblad ha terminato a muro tra curva 10 e 11, decretando la fine anticipata della sessione.

Di fatto, le prove libere sono risultate poco indicative. Martins ha chiuso davanti a Kush Maini e Joshua Dürksen. A seguire Roman Staněk, Crawford e Browning. Gli italiani hanno faticato: 14° Gabriele Minì, 16° Leonardo Fornaroli.


