Il Gran Premio d’Australia 2025 di F1 resterà nella memoria degli appassionati non solo per il trionfo di Lando Norris, ma anche per la lunga scia di incidenti, errori e colpi di scena che hanno trasformato l’Albert Park in un autentico campo minato.
Un pre-gara da incubo: Hadjar ko ancor prima del via
Prima ancora che si spegnessero i semafori, il GP di Melbourne aveva già il suo primo colpo di scena. Il giovane Isack Hadjar, al debutto stagionale, è andato a muro durante il giro di formazione, costringendo la direzione gara a ritardare la partenza. Un episodio surreale, che ha lasciato il franco-algerino in lacrime nel box, visibilmente scosso. A consolarlo, in un gesto che ha fatto il giro del paddock e non solo, ci ha pensato Anthony Hamilton, padre di Lewis, che gli ha offerto parole di conforto.

Caos al primo giro: Doohan e Sainz fuori gioco
La gara vera e propria non è stata da meno. Al primo giro, l’altro beniamino di casa Jack Doohan ha perso il controllo della sua monoposto, finendo in testacoda e salutando prematuramente la corsa.

Pochi istanti dopo è stata la volta di Carlos Sainz Jr., che ha perso la sua Williams sotto la pioggia mentre cercava di mantenere il ritmo dietro alla Safety Car. Lo spagnolo ha parlato di un’improvvisa perdita di grip legata all’accelerazione e al feeling ancora instabile con il motore Mercedes in condizioni miste.

Il sogno infranto di Piastri: un errore fatale sotto la pioggia
Il pilota di casa, Oscar Piastri, stava vivendo una gara da sogno, mantenendo saldamente la seconda posizione alle spalle del compagno di squadra Norris. Tuttavia, al giro 44, un improvviso acquazzone ha reso l’asfalto insidioso. Piastri, nel tentativo di mantenere il ritmo, ha perso il controllo della sua McLaren, finendo sull’erba e rimanendo bloccato per alcuni interminabili secondi prima di ritornare in pista dopo diverso tempo grazie ad una manovra in retromarcia, quando ormai anche la grafica lo dava OUT.

Questo errore gli è costato caro, facendolo scivolare fuori dalla zona podio e concludendo la gara in nona posizione. “Ho solo me stesso da incolpare”, ha ammesso un amareggiato Piastri nel post-gara.
Alonso, Bortoleto, Lawson: gli errori non finiscono mai
Nemmeno la parte centrale della gara è stata risparmiata dagli imprevisti. Al giro 32, Fernando Alonso ha perso la sua Aston Martin, costringendo la direzione gara a una nuova Safety Car.

Una dinamica simile si è ripetuta nei giri successivi: al giro 45, è stato il giovane Gabriel Bortoleto a finire contro le barriere con la sua Sauber.

Due tornate più tardi, è toccato a Liam Lawson con la Red Bull, in un momento di gara particolarmente delicato.

In entrambi i casi, le neutralizzazioni hanno rimescolato le carte, mettendo a dura prova le strategie dei team e la concentrazione dei piloti nelle fasi finali.
Segnaletica scivolosa e la maledetta curva sei
Un altro elemento spesso sottovalutato ma che ha avuto un ruolo chiave nel caos di Melbourne è la natura stessa del tracciato. L’Albert Park, essendo un circuito cittadino, presenta ancora segnaletica stradale sull’asfalto, in particolare le classiche strisce bianche della carreggiata, che per le monoposto di F1 diventano estremamente scivolose in condizioni di bagnato. A questo si aggiunge la curva 6, uno dei punti più critici del tracciato: la ghiaia molto vicina al bordo pista ha rappresentato un’insidia costante.
Diverse vetture che hanno leggermente allungato la traiettoria hanno trascinato detriti e ghiaia sull’asfalto, rendendo la traiettoria ancora più imprevedibile per chi seguiva. Proprio in quel punto è arrivata l’uscita di Fernando Alonso, che ha perso aderenza e ha visto la sua gara compromessa. Un dettaglio tecnico che, sommato alla pioggia intermittente, ha trasformato il GP in un vero e proprio test di sopravvivenza.
Il Gran Premio d’Australia 2025 ha messo in luce le difficoltà dei piloti esordienti e di quelli con poca esperienza in Formula 1, sottolineando quanto sia impegnativo adattarsi rapidamente alle sfide del massimo campionato automobilistico. Certo è che quando si vedono anche piloti del calibro di Fernando Alonso e Carlos Sainz cadere nel tranello dell’Albert Park si capisce ancora di più quanto le condizioni in pista fossero proibitive.
E quando la pioggia decide di giocare la sua parte, anche i migliori possono scivolare. Letteralmente.
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